• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Canone Rai: previsto il calo… chi pagherà la Televisione di Stato?

 In questa crescita del debito dovrà trovare spazio anche il finanziamento della Rai. Potrebbe essere una cosa carina, per chi crede in una tv di Stato, se ci fosse una prospettiva di introiti in crescita, ma non è così: è solo debito che si aggiunge a debito. Allo stato, sembra che l’unico vantaggio sia quello propagandistico di chi si fa alfiere di questa riduzione verso l’estinzione, ché comunque i contribuenti, anche se non con un’imposta diretta come oggi, la Rai dovranno continuare a pagarla.

di Vincenzo Donvito | 17 Ottobre 2023

Il ministro dell’Economia ha annunciato che il cosiddetto canone Rai calerà da 90 a 70 euro con l’approvazione della legge di Bilancio 2024 (1). I primi commenti istituzionali parlano di un “percorso virtuoso” che porterà all’abolizione totale entro il 2027.

Cancellato il canone, cosa succede per Rai? L’attuale gettito di 1,7 miliardi all’anno, con questa riduzione dovrebbe passare  a 1,2 miliardi. La Rai farà economia? Mmhhh… non ci sembra proprio… e poi, esauriti i finanziamenti dal pagamento di questa imposta, che fa la Rai, chiude? Mmhhh… anche qui non ci sembra proprio.

E’ evidente che la tv di Stato sarà finanziata  da qualche nuova imposta, magari con qualche punto percentuale in più sulla benzina, eterna e permanente fonte di risorse fiscali… oppure si perderà in quella che viene definita fiscalità generale.

Per capire meglio, è bene ricordare che il governo sta lavorando su una finanziaria basata  sulla crescita del debito pubblico, per mantenere l’attuale situazione e dare maggiori vantaggi a quelle che vengono definite persone meno abbienti.

 In questa crescita del debito dovrà trovare spazio anche il finanziamento della Rai. Potrebbe essere una cosa carina, per chi crede in una tv di Stato, se ci fosse una prospettiva di introiti in crescita, ma non è così: è solo debito che si aggiunge a debito. Allo stato, sembra che l’unico vantaggio sia quello propagandistico di chi si fa alfiere di questa riduzione verso l’estinzione, ché comunque i contribuenti, anche se non con un’imposta diretta come oggi, la Rai dovranno continuare a pagarla.

Ci preme ricordare che, nel lontano 1995, gli italiani chiamati ad un referendum in materia, si espressero per la privatizzazione del servizio pubblico. Un servizio, quindi, dimensionato a quello di informazione e non generalista come oggi, che si dovrebbe pagare da se stesso, al pari di tutti gli altri concorrenti che, invece, oggi sono penalizzati (abuso di posizione dominante) dal fatto che la Rai, oltre a finanziarsi con la pubblicità come loro, usufruisce del canone.

Se si desse seguito a questa volontà popolare, sarebbe da considerare anche il notevole introito per lo Stato dalla vendita della Rai. Il servizio pubblico dovrebbe essere garantito da chi vincerebbe una gara, lo Stato non dovrebbe più spendere soldi per l’informazione sulla sua attività e il mercato radiotelevisivo non sarebbe più condizionato dalla presenza (ripetiamo: abuso di posizione dominante) dell’attuale Rai.
Tutto questo ha però un problema: “puzza” di modernità, economicità, praticità, democrazia dell’informazione e dell’economia del settore… prerogative che non sembrano interessare chi ci governa (ieri come oggi).

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : EditorialeTag: debito pubblico, democrazia, euro, finanziaria, governo, informazione, mercato, persone, rai, referendum, servizio pubblico, soldi

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti