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Calo di fiducia imprese e consumatori …” aspetta e spera che l’ ora si avvicina”

La Banca Centrale europea (Bce) ha usato l’unico strumento a disposizione per rallentare l’inflazione alzando i tassi di interesse, e l’inflazione si è dimezzata rispetto al picco che aveva raggiunto ad ottobre 22. Ma non tutto può essere fatto dalla Bce, le cui decisioni tra l’altro sono molto contestate dal nostro governo, che è rimasto con le mani in mano sui carburanti e sui generi di prima necessità, con la conseguenza che il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito e i consumi si sono contratti. Il governo si è limitato a quello che sembra quanto gli riesca meglio, la  propaganda. Ora si comincia a raccoglierne i frutti. Aspettiamo il peggio, con l’aggravante di pillole d’indoramento che, complici i media anche di Stato e di regime, ci faranno credere il contrario.

di Vincenzo Donvito | 29 Settembre 2023

Con tutte le dovute differenze storiche e secolari, parafrasando una marcetta degli anni 30 del secolo scorso… “aspetta e spera che già l’ora si avvicina…”… è quanto sta accadendo alla fiducia di imprese e consumatori verso l’economia del paese e i suoi nocchieri -dati Istat.  Prima o poi, quello che doveva accadere, al di là delle frasi ad effetto pronunciate ovunque, sta accadendo, non solo nei numeri ma anche nella cosiddetta “confidenza”: la fiducia dei consumatori è in calo per il terzo mese consecutivo, mentre quella delle imprese si estende ovunque tranne che nel settore costruzioni (l’onda lunga del 110%, a spese del contribuente, continua).

Il governo ha avviato una nuova negoziazione del debito perché l’economia non solo è ferma ma stanno emergendo le balle che sono state raccontate dicendo che eravamo tra i migliori in Europa. La crescita è inferiore all’1% e non crediamo che avvenga chissà quale miracolo perché le previsioni di crescita di 1,5% per l’anno prossimo siano rispettate. C’è assenza di strategia sul fare per affrontare diseguaglianze e l’erosione del potere d’acquisto (soprattutto dei redditi fissi).

Il governo sta andando avanti a colpi di bonus (che quando finiscono si è punto e a capo)  e condoni (ultimo quello sugli scontrini infilato nel decreto energia). Il Governo avrebbe a disposizione oltre 200 miliardi del Pnrr, 75 miliardi della programmazione europea 2021-27, ma sta invece rinviando gli obiettivi previsti per il 2023. 

La Banca Centrale europea (Bce) ha usato l’unico strumento a disposizione per rallentare l’inflazione alzando i tassi di interesse, e l’inflazione si è dimezzata rispetto al picco che aveva raggiunto ad ottobre 22. Ma non tutto può essere fatto dalla Bce, le cui decisioni tra l’altro sono molto contestate dal nostro governo, che è rimasto con le mani in mano sui carburanti e sui generi di prima necessità, con la conseguenza che il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito e i consumi si sono contratti. Il governo si è limitato a quello che sembra quanto gli riesca meglio, la  propaganda. Ora si comincia a raccoglierne i frutti. Aspettiamo il peggio, con l’aggravante di pillole d’indoramento che, complici i media anche di Stato e di regime, ci faranno credere il contrario.

Un ultimo rilievo in un settore strategico. E’ nell’aria il rinvio della cessazione del mercato energetico a maggior tutela. Rinvio che marcherebbe un ulteriore peggioramento di un settore trainante che, dinamicizzato, dovrebbe indurre tutti i mercati a non aspettare che gli caschi una tegola in testa

.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anni 30, banca centrale, banca centrale europea, bce, consumatori, disposizione, europa, governo, istat, mercati, mercato, regime

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. DrAnvilon

    29 Settembre 2023 alle 13:36

    “Ora si comincia a raccoglierne i frutti.”

    Sicuramente, per la nostra improvvida partecipazione all’Euro > come, recentemente, ha ricordato l’ex Governatore della B.I. padre della patria < per difetto di competenza.
    Poiché la "tegola" è sempre pronta a cadere in testa nostra, quasi quasi sarebbe il caso di ripristinare la circolazione della vituperata liretta; così vedremo fra le due monete quella buona che scaccia la cattiva. Siccome è, ormai, anche evidente che non si è formato un mercato dell' €, in parallelo o concorrenza con quello del $, che presto dovrà affrontare quell'Altro, in corso di rapida evoluzione, avendo – anche per disattenzione … – superato la fase embrionale.

    Rispondi

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