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Calma, rifugi e scudo in cielo: Israele pronto al contrattacco

Allora, che ti sembra? Quando avverrà? È per strada? È il minimo che possa accadere a un giornalista: gli amici, la famiglia, i colleghi, quelli che ti intervistano e quelli che ti vogliono bene chiedono la stessa cosa: quando comincia la guerra con l’Iran. La risposta è la stessa: “Non ne ho idea. Ma accadrà? Direi proprio di sì”. Non è solo la risposta di un’esperta: è quella logica: Trump sa che con l’Iran non finisce con un assenso, è un Paese messianico dedito alla distruzione dell’Occidente. E non si può veder sopraggiungere nel Mediterraneo la portaerei Gerald Ford senza ricordare che da poco si è avventurata verso il Venezuela e Maduro ha concluso la carriera; nè si può immaginare che con l’Abraham Lincoln siano arrivate per una passeggiata dal lontano Pacifico tre navi antimissile, siano stati avviati alla regione 5700 uomini in più del solito e dozzine di F35, F22, F15 e 16, 85 aerei da rifornimento, 170 da carico oltre a sei misteriosi aerei da ricognizione E13 di cui gli USA possiedono solo 12 esempi. E ben altro ancora. L’Iran ora ha le carte in mano.

di Fiamma Nirenstein | 22 Febbraio 2026

Allora, che ti sembra? Quando avverrà? È per strada? È il minimo che possa accadere a un giornalista: gli amici, la famiglia, i colleghi, quelli che ti intervistano e quelli che ti vogliono bene chiedono la stessa cosa: quando comincia la guerra con l’Iran. La risposta è la stessa: “Non ne ho idea. Ma accadrà? Direi proprio di sì”. Non è solo la risposta di un’esperta: è quella logica: Trump sa che con l’Iran non finisce con un assenso, è un Paese messianico dedito alla distruzione dell’Occidente. E non si può veder sopraggiungere nel Mediterraneo la portaerei Gerald Ford senza ricordare che da poco si è avventurata verso il Venezuela e Maduro ha concluso la carriera; nè si può immaginare che con l’Abraham Lincoln siano arrivate per una passeggiata dal lontano Pacifico tre navi antimissile, siano stati avviati alla regione 5700 uomini in più del solito e dozzine di F35, F22, F15 e 16, 85 aerei da rifornimento, 170 da carico oltre a sei misteriosi aerei da ricognizione E13 di cui gli USA possiedono solo 12 esempi. E ben altro ancora. L’Iran ora ha le carte in mano.

Se Trump non riceve risposte accettabili e attacca, Israele sa di essere il primo obiettivo di un contrattacco con le basi americane nell’area. 8 mesi fa 50 missili balistici hanno colpito Israele, e 36 hanno distrutto vite umane e edifici. Tuttavia, l’Iran è stato indebolito nelle sue strutture atomiche e missilistiche, anche se non distrutto. Anzi ha continuato a riarmarsi e anche gli Hezbollah hanno ricevuto un miliardo per stare pronti. Israele sa che la prima risposta sarà una pioggia di fuoco sulle sue città, la sua gente; di fronte a un attacco definitivo al regime, gli ayatollah si giuocheranno il tutto per tutto. Israele deve preparare la difesa e anche considerare la possibilità di attaccare a sua volta immediatamente, o persino preventivamente, se la minaccia di morte e distruzione, come missili balistici attrezzati per attacchi chimici, fosse chiara e presente. Può accadere ogni minuto, e specialmente di notte. Si va a dormire lasciando la radio, l’acqua, i biscotti e le coperte accanto alla porta, i bambini sanno che semmai si devono vestire con una giacca perché fa freddo nei rifugi costruiti sotto le case, ha più fortuna chi può fare un letto nella stanza destinata allo scopo nelle case moderne.

I bambini prima di andare a dormire chiedono se sarà una notte tranquilla,, la gente risponde quieta la verità, “speriamo”, così come ne parla al lavoro, a scuola e all’ospedale, al teatro, al cinema, al ristorante, in tutte le istituzioni sociali regolarmente aperte: si, può accadere ad ogni momento, dovevo partire ma aspetto di capire cosa succede, stanotte dormo da te è più comodo.  L’esercito, si ripete alla radio e al tg, è pronto. Nessuna indicazione particolare. Si parla del nuovo sistema di difesa a laser che dà grande speranza, oltre che dei magnifici David Sling, Iron Dome, Arrow, Patriot.. Lo scudo nel cielo. La felicità delle famiglie. Immaginiamo se qualsiasi Paese dovesse andare a dormire con la stessa minaccia. Sarebbe nel panico.

Qui invece la tv racconta appassionatamente le storie di un 95enne che si è appena sposato con una 87enne, di un ragazzo tornato ora dalle riserve che ha deciso di metter su un servizio a domicilio di lavaggio auto, un altro una scuola di falegnameria. Si danno i numeri di telefono. Riporta Herb Keinon sul Jerusalem Post che gli aeroporti sono attivi come al solito, i supermarket non sono superaffollati di gente che si riempie la casa e i rifugi di cibo, carta igienica, stufette.. Il popolo ebraico di fronte a un’altra ennesima minaccia di distruzione fa quello che ha sempre fatto nei millenni: vive, studia, canta, litiga al suo interno. Stavolta ha un esercito a difenderlo, e quante volte non è accaduto.. ora c’è, ed è pronto. È già tanto.  

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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