La Bonino che scopre che i radicali in lista in posizione “sicura” sono meno che nove e si scaglia contro Veltroni “falso e inaffidabile”, da un lato fa sorridere, dall’altro fa intendere, a chi vuol capire, cosa ci aspetta nella prossima legislatura.
Fa sorridere se si pensa alle due frasi celebri pronunciate dall’icona radicale in queste turbolente trattative: “non sono un’accattona” e “non sono un soprammobile”.
Via, amici radicali, un po’ di decenza e piantiamola qui. Avete accettato tutte, ma proprio tutte, le peggiori degenerazioni di questa “seconda repubblica”, i soldi (che, come ci avete insegnato sono finanziamento e non rimborso) e le manovre e manovrucce della partitocrazia, rese possibili dalla abolizione del voto di preferenza. Contentatevi e amen!
Ma, come dicevamo, c’è un aspetto positivo “indotto” derivante dal grido di dolore dell’esponente radicale. Ed è quello di ricordarci che razza di caravanserraglio Veltroni pretenda di spacciare agli italiani come moderna forza riformista.
Il tostissimo “padrone” Massimo Calearo, Emma Bonino, Antonio Di Pietro, Pancho Pardi e potremmo continuare con le contraddizioni di questa indigestissima insalata russa della quale Veltroni rappresenta la maionese che dovrebbe legarne i diversi sapori.
Lo sfogo di Emma e dei radicali è il refrain che ascolteremo da oggi in poi nel PD e nella mini-coalizione messa assieme per fronteggiare Berlusconi: liti, minacce di rottura, e poi di nuovo tutti assieme appassionatamente.
La stessa cosa avverrà nell’altra coalizione. Perché Berlusconi ha si regolato i suoi conti con Casini, ma tenendosi stretti Lombardo, Bossi, e portandosi in casa (ma ancora si dovrà vedere) le inevitabili diversità con Fini e AN.
Avremo nuovamente una situazione bloccata sugli stessi problemi di sempre in questi ultimi quindici anni. Per sbloccarla, il voto utile è quello comunque dato contro Berlusconi e Veltroni.
N. C.

Purtroppo una legge elettorale voluta da Berlusconi e avallata da un ministro della lega, il cui capo, attualmente il più fedele alleato del Berlusca, lo definiva il mafioso di Arcore, obbliga gli italiani a votare a scatala chiusa quanto deciso da pochi nelle segerterie dei partiti.
D’altronde come faceva Berlusca a eleggere a botta sicura i suoi avvocati difensori.
Della legge è contento anche l’ex comunista Weltroni, in Russia facevano praticamente cosi, magari era un pò peggio visto che la lista era unica.
Solo il socialismo ci può salvare.
Votiamo socialista.
Non so dirle se lei è grave. Ma quello che lei afferma
a me pare molto grave, o molto leggero. In ogni caso, sempre a mio modesto parere, per niente liberale e poco socialista.
Valerio Giannellini. Firenze
Scusate tanto . Si fa un gran parlare di Socialisti e di Boselli …ma a me pare che adesso i “socialisti” siano rappresentati più da un ex comunista e da un omosessuale che da Boselli. Il quale è riuscito non solo a distruggere il partito ,ma anche la propria leadership .
Complimenti vivissimi ! Ma devo ammettere che io non riuscirò mai a convincermi di dare il mio voto ad un Grillini . Non ce la faccio proprio . Caro Giampaolo, sarò grave ?
Firenze è stato un importante momento del PLLS (o meglio degli LLS) e mi dispiace non averlo potuto seguire fino alla conclusione.
Io non sono un oratore e quindi non ho parlato. Però scrivo.
Intanto non sono più disponibile a spaccare il capello in quattro o nei suoi miltipli. Quindi questo embrione LAICO che intende diventare COSTITUENTE SOCIALISTA mi va bene.
Perché? Perché è l’unico simbolo che LEGA L’ITALIA ALL’EUROPA, non c’è la BANDIERA di Giovanni Malagodi, né l’ EDERA di Ugo La Malfa.E rimasto solo questo! Gli altri, quello che troveremo nella scheda elettorale, come dice la barzelletta: sono tutti di fantasia, comprese le rose bianche e le vele al vento.
Una componente LAICA lo ha proposto, mettendo in mare una barchetta, che si deve cimentare con dei transatlantici. Una barchetta dotata appunto di un SALVAGENTE che si chiama Europa.
L’Europa dei socialisti dei 21° secolo non è l’Europa del 19° secolo, Uomini come Blair e Zaparero sono profondi innovatori, proprio nello spirito del rinnovamento, agognato da Nenni “in articulo mortis” (passatemi il maccheronico): rinnovarsi o perire.
Finita la contrapposizione tra LIBERISTI e COLLETIVISTI. oggi il 90% dei rapporti civili sono visti allo stesso modo. QUELLO LAICO LIBERTARIO.
Boselli non sarà il massimo che si può pretendere, ma – con tuiti i suoi limiti – rappresenta un’area, un’area vasta che rischia di scomparire DEFINITIVAMENTE o intrupparsi in raggruppamenti IGNAVI, che non hanno bandiere da seguire. E poi non è Boselli il tutto. IL TUTTO SIAMO NOI, basta che lo vogliamo.
Credo che, a questo punto, abbiamo TUTTI due possibilità:
A) salire sulla barchetta, in balia delle onde;
B) restare naufraghi in balia delle onde e degli squali.
A me va bene la speranza della barchetta, un po’ come GEPPETTO che non ha avuto paura di prendere il mare.
E, vi dico, questo benedetto 4% E’ POSSIBILE!
Però dobbiamo crederci TUTTI, perché domani questo EMBRIONE potrebbe diventare una magnifica creatura.
Il non approfittarne significa solo una cosa: che ci sta bene quello che c’è, il ché francamente mi sembra veramente MISERO.
Spes ultima Dea.
Paolo Mercanzin – pres.Circolo Egidio Meneghetti, Padova.
Ritengo che per laici e liberalsocialisti la priorità sia la mortificazione elettorale e politica del PD e del suo ragazzo del bar, Veltroni. Poi Berlusconi uscirà di scena fra cinque anni, allora si riaprirà la scomposizione e ricomposizione di tutto l’arco dei partiti e si apriranno spazi nuovi.
M.S.
Caro Gino,
guarda che a Firenze nessuno era nervoso, tuttaltro. Il dibattito è stato pacato e,senza esagerare, di gran livello. Per saperne di più, tu e chiunque fosse stato assente non ha che da cliccare qui sopra: http://www.radioradicale.it/scheda/248493/assemblea-nazionale-dei-laici.
Un caro saluto,
Nicola
Non voglio dare nessuna interpretazione di un dibattito cui non ho partecipato e di cui, anzi, vorrei sapere di più.
Ho auspicato solo di sentire finalmente che si guarda oltre e non ho dubbi che ciò accada da parte della maggioranza del PLLS.
Spero veramente che questa sia la volta buona.
Magari anche nei prossimi giorni a liste presentate e ad incazzature raffreddate.
Infatti alla vigilia della campagna elettorale vedo molto nervosismo se mi si vuol privare di interloquire per non essere venuto a Firenze.
Caro Gino,
nell’essere sempre uguale a te stesso superi di gran lunga Boselli che pure critichi per questo. Non sei venuto all’assemblea di Firenze e pretendi di darne l’interpretazione autentica. Le cose di cui parli io proprio non le ho viste.
Quest’argomentare sul “PS” di Boselli di Governanti in altro articolo e Valerio Giannellini in questo, là dove Governanti lo sopravvaluta in modo addirittura divertente ( …senza Boselli … non si può costruire quel soggetto politico “nuovo” cui tutti tendiamo …) mentre Giannellini si offre come vittima sacrificale, racchiude quella incapacità di saper guardare oltre le varie metamorfosi boselliane:
dalla Lista Dini (1996) al Girasole (2001) fino alla Rosa nel Pugno (2006).
Rivolgo ad entrambi l’invito ad occuparsi di cose più corpose e non del “PS”.
Io ci ho tentato fino in fondo beccandomi non poche critiche.
Senza Boselli si vive lo stesso e si può fare politica senza avere pesi.
Condivido con Nicola Cariglia che le candidature nel “PS” sono solo emblematiche e marginali e ci rendono complici degli “.. errori della dirigenza. La quale, proprio su questo fa affidamento: il senso di appartenenza e la disperazione dei tanti iscritti sparsi in tutta Italia che in nome della bandiera continuano a mandare giù bocconi amarissimi…”.
Caro Nicola io li chiamo socialisti sentimentali.
Alla mancanza di amore e di affetto so che si consiglia molta cioccolata.
Invece ai complici degli errori della dirigenza del “PS”, senza cioccolata dico che dopo le elezioni non avranno molto spazio di credibilità.
Vorrei sentir dire da chi realmente ci tiene ad avere un partito socialista laico e liberale come esiste in Europa, soprattutto vorrei sentirlo anche dai miei colleghi componenti del PLLS, che senza pensare sempre a Boselli comincia una pagina diversa e forse più accattivante… finalmente!
Dibattiamo ed attrezziamoci per un voto diverso perché non ci sto più a vedere che su Pensalibero si recita il solito rosario settimanale, con 100 distinguo e 1000 critiche, per poi sotto le elezioni puntare al c.d. meno peggio che in termini pratici significa rimandare tutto alla volta successiva.
E su Boselli ed il “PS” non intendo più argomentare.
Attrezziamoci con un’indicazione per un voto UTILE contro il Partito Democratico.
Caro Valerio,
non so se quello che ho scritto ha l’aria di essere frutto di animosità antiradicale. Ti assicuro che questi non sono i miei sentimenti. Ho però il rammarico per aver visto anche i radicali cedere alla “sindrome della zattera”, come già tutti gli altri laici e socialisti. Ognuno cerca di salvarsi e di salvare il proprio spezzoncino illudendosi di sfruttare “momentaneamente” le barche di salvataggio messe a disposizione da vecchi capitani di lungo corso: salvo poi consatare che non si trattava di generosità ma dell’offerta per l’ultimo viaggio.
Nei radicali poi la contraddizione con quanto sempre asserito in tema di partitocrazia è particolarmente evidente, visto che le modalità dell’accordo hanno nello strapotere delle oligarchie di partito il loro insostituibile pilastro.
Per quanto riguarda il tuo invito ad accettare, nonostante tutto, candidature, solo emblematiche e marginali nel PS, l’avrei fatto se non avessi temuto di rendermi complice degli errori della dirigenza. La quale, proprio su questo fa affidamento: il senso di appartenenza e la disperazione dei tanti iscritti sparsi in tutta Italia che in nome della bandiera continuano a mandare giù bocconi amarissimi.
E poi, essendo io convinto che laici, liberali, radicali, socialisti devono fondare tutti assieme un soggetto nuovo, perchè mi dovrei candidare con gli uni piuttosto che con gli altri?
Grazie caro Valerio per l’affetto (contraccambiato) con cui sei sempre a fianco delle nostre iniziative, ed un carissimo saluto,
Nicola Cariglia
Caro Nicola,
l’icona radicale (ma perchè usare questi termini?) sapeva ben da prima dell’inaffidabilità di Veltroni, e probabilmente aveva già messo in conto problemi nonostante la firma di un contratto con tanto di videoregistrazione. Accadde già dopo un contratto scritto con Berlusconi, e Pannella non è nè sprovveduto, nè smemorato. Giunti in un vicolo cieco, anche per inadeguatezza ma soprattutto perchè ripetutamente violentati, i radicali due anni fa hanno dovuto scegliere, con piena consapevolezza da parte di Pannella, ed è quel che conta, fra Corleonesi e Palermitani; quando ancora i socialisti, solo adesso in ristrutturazione, ne costituivano “mandamento” e offrirono l’unico approdo disponibile. Anche allora, come oggi, per prender fiato e salvare la galassia o baracca, secondo i punti di vista, ma anche per sostenere e dare visibilità a obiettivi altrimenti orfani. Non ebbi e non ho pelo in misura sufficiente, ma fra tanto putridume non starei tanto ad accanirmi su di loro.
Incomprensioni, intolleranze e inadeguatezze, ma soprattutto interessi e piccole furbizie personali hanno provocato finora il fallimento di qualsiasi tentativo che con qualsiasi nome desse l’avvio alla costituzione di un partito che non escludesse a priori alcuna tradizione e cultura laica. Sei ancora costretto a parlare di voto utile, in una comprensibile e particolare accezione, ma non credo tale da consentirti un sostegno alla Santanchè o a Bertinotti, e nemmeno, nonostante la pastorale di Bosi, a PF Casini. Ti rimangono, se rimangono, i costituenti Socialisti, o meglio la Provvisoria Dirigenza Socialista con la sua apertura delle liste in risposta all’appello di Critica Liberale e non solo. Noto di passaggio che la PDS si comporterebbe come si è comportato il PD nei loro confronti. Non so delle tue e vostre riflessioni nella tarda serata di sabato e nei giorni successivi. Probabilmente non ce la farete a proporvi come interlocutore collettivo. In ogni caso, singoli o associati, dovreste chiedere, offrire o farvi offrire uno dei posti in lista che un consocio di Pensalibero ha così ben descritto e classificato a proposito delle contrattazioni (in questo caso pare lecito l’uso di un termine più ambiguo) radicali. Con la PDS, va da sè, basterebbe una stretta di mano. Anche perchè con la Giustizia che ci ritroviamo, per far rispettare un contratto scritto a tutte maiuscole occorrerebbero almeno dieci anni, e tutti i briganti lo sanno. E dopo tutto il male che ne è stato detto, anche un digiuno sarebbe improponibile. E se anche prendiamo una fregatura, a stare zitti si fa più bella figura.
Se utile, offro il mio nome come ultimo della lista, o penultimo se l’ultimo fosse di troppo spicco e quindi molto richiesto; guarda che non è poco, lo rifiutai alla Rosa nel Pugno.
Cari saluti,
Valerio Giannellini