Non sarà necessario attendere l’uscita di scena di Berlusconi per vedere la fine della mai nata “seconda repubblica”. Anzi, salvo imprevedibili sorprese, l’approdo ad un nuovo sistema politico, forse anche ad una nuova Costituzione, avverrà con il concorso dell’uomo che più di ogni altro ha incarnato il bipolarismo “bastardo” che ha caratterizzato gli ultimi quindici anni della nostra vita pubblica. Questa sarà la conseguenza degli ultimi convulsi sviluppi della mediocre vicenda politica nazionale dopo l’ aggressione a Berlusconi. La disponibilità alle riforme, giustizia compresa, espressa per ora nel tipico linguaggio criptico del politichese dai principali esponenti del PD conferma la previsione.
La prospettiva può riservare un ruolo inaspettato anche alla galassia di associazioni, circoli e piccoli partiti che si richiamano alla cultura laica, liberale e socialista per lo più in disarmo o in preda a convulsioni dopo le delusioni e gli errori collezionati senza risparmio.
Sia o meno il nuovo approdo la conferma di un bipolarismo riveduto e corretto, c’è spazio, nella fase di passaggio al nuovo sistema, per iniziative e proposte tipiche di una cultura che già nei dibattiti che caratterizzarono la Costituzione repubblicana seppe esprimersi al meglio.
Per questo Pensalibero promuove una discussione, la più ampia possibile, sui modi di una rinnovata presenza che abbia la dignità ed il respiro delle scelte politiche. Cominciamo con due contributi: quello di Silla Cellino, che prende di petto il tema dei rapporti con il PD, e quello di Lanfranco Turci, centrato sulle dinamiche e gli equilibri dell’intero sistema politico italiano. Vi preghiamo di intervenire, oltre che con commenti diretti, con articoli indirizzati a redazione@pensalibero.it. Se vi è possibile, vi preghiamo anche di coinvolgere siti, circoli e associazioni di cultura liberalsocialista. N. C.
C’E’ ARIA DI ACCORDO SULLE RIFORME E C’E’ SPAZIO PER INIZIATIVE DI LAICI LIBERALI E SOCIALISTI
Non sarà necessario attendere l’uscita di scena di Berlusconi per vedere la fine della mai nata “seconda repubblica”. Anzi, salvo imprevedibili sorprese, l’approdo ad un nuovo sistema politico, forse anche ad una nuova Costituzione, avverrà con il concorso dell’uomo che più di ogni altro ha incarnato il bipolarismo “bastardo” che ha caratterizzato gli ultimi quindici anni della nostra vita pubblica. Questa sarà la conseguenza degli ultimi convulsi sviluppi della mediocre vicenda politica nazionale dopo l’ aggressione a Berlusconi. La disponibilità alle riforme, giustizia compresa, espressa per ora nel tipico linguaggio criptico del politichese dai principali esponenti del PD conferma la previsione.
La prospettiva può riservare un ruolo inaspettato anche alla galassia di associazioni, circoli e piccoli partiti che si richiamano alla cultura laica, liberale e socialista per lo più in disarmo o in preda a convulsioni dopo le delusioni e gli errori collezionati senza risparmio.
Sia o meno il nuovo approdo la conferma di un bipolarismo riveduto e corretto, c’è spazio, nella fase di passaggio al nuovo sistema, per iniziative e proposte tipiche di una cultura che già nei dibattiti che caratterizzarono la Costituzione repubblicana seppe esprimersi al meglio.
Per questo Pensalibero promuove una discussione, la più ampia possibile, sui modi di una rinnovata presenza che abbia la dignità ed il respiro delle scelte politiche. Cominciamo con due contributi: quello di Silla Cellino, che prende di petto il tema dei rapporti con il PD, e quello di Lanfranco Turci, centrato sulle dinamiche e gli equilibri dell’intero sistema politico italiano. Vi preghiamo di intervenire, oltre che con commenti diretti, con articoli indirizzati a redazione@pensalibero.it. Se vi è possibile, vi preghiamo anche di coinvolgere siti, circoli e associazioni di cultura liberalsocialista. N. C.

Io sono meno ottimista di Cariglia e vedo un tentativo di isolare Berlusconi nella sua stessa maggioranza di Centro/Destra per ricattarlo sui suoi problemi giudiziari e piegarlo su oscuri disegni e non per fare le riforme.
Vedo un “patto”, in embrione e per ora sotto banco, che vede per ora settori non ancora ben definiti del centro/destra (Fini? Tremonti? Ma certamente non solo Fini e Tremonti e rispettivi colonnelli) + D’Alema e neppure tutto il PD + i satelliti di D’Alema nel centro/sinistra + l’UDC di Casini + Rutelli e non si capisce se è estraneo a questo patto perfino Di Pietro.