Ancora uno scontro, al calor bianco, fra Pannella e Capezzone. Il vecchio leader radicale ormai è patetico. Da 50 anni predica contro la partitocrazia e a 50 anni esatti dal suo esordio in politica è, oggi, l’unico leader ancora sulla breccia. Nemmeno il divino Giulio è riuscito tanto. Confinato nel ruolo di vecchio saggio, Andreotti si limita a svolgere con solerzia il suo compito di senatore a vita. Pannella no, vuole essere il capo dei radicali, quello che fa e disfa, vuole essere operativo e sulla breccia. Vecchio si, ma per niente saggio. Capezzone gli fa ombra. Parla, ragiona con la sua testa, avanza proposte intelligenti, come quella del tavolo dei volonterosi, soffre, e come potrebbe essere diversamente, il ruolo di inutile appendice di una maggioranza statalista e centralista che fa e dice tutto il contrario di quello che per anni e anni hanno detto e predicato i radicali. Liberalismo economico? Neanche a parlarne. Presidenzialismo all’americana? Figuriamoci. Comprensione delle ragioni d’Israele? Viene quasi da ridere. Non poteva esserci per Pannella e il partito radicale una fine più ingloriosa. Sembra la scelta del “muoia Sansone con tutti i filistei”. Eppure, in passato, i radicali sono stati davvero il sale della politica italiana. Controcorrente sempre, hanno saputo anticipare battaglie epocali come quelle per i diritti civili o per le libertà economiche. Raffiche di referendum che, anche quando sono stati minoritari, hanno aperto brecce importanti nel comune sentire. Oggi sono ridotti a tenere in piedi una maggioranza che, per loro, è contro-natura. In cambio di cosa? Un ministero di seconda fila per la Bonino, a patto che parli poco e non disturbi il manovratore, e poco altro. E lui, un Pannella stanco, ripetitivo, prolisso oltre ogni limite, ancora lì a pontificare, a dare lezioni a tutti non si sa bene poi di cosa e a che titolo. Non è solo una questione anagrafica o della gelosia di un personaggio abituato da sempre ai riflettori della cronaca. Fra i due c’è anche una profonda differenza politica. E non parliamo di quella fra centro destra e centro sinistra. Ma del come si sta in una alleanza, una volta fatta la scelta. Capezzone ci vuole stare senza rinunciare alle proprie battaglie e ai propri principi, Pannella invece ci vuole stare per starci e si rifugia dietro lo slogan, vuoto e retorico come lui, dell’alternativa che dovrà essere costruita dopo l’alternanza Prodi-Berlusconi. Viene quasi da ridere. Con Capezzone i radicali avranno un futuro, nel solco della loro tradizione, con Pannella si limiteranno a sopravvivere solo ed esclusivamente fino al prossimo voto. Ci sia permesso un consiglio, sia pure non richiesto, agli amici radicali: restate pure al governo e nella maggioranza di centro sinistra, se di questa scelta siete convinti, ma tornate ad essere quelli di una volta. Buttate a mare Pannella e tenetevi Capezzone.
Buttare a mare Pannella. Il sacrifico politico del vecchio leader e’ ormai inevitabile per i radicali se vogliono tornare ad essere quelli di una volta
Capezzone e Pannella. Ancora contrasti fra un leader al tramonto ed uno emergente. Sullo sfondo la scelta sul come stare nell’alleanza di centro sinistra e il ruolo futuro del partito.

Che Pannella sia vecchio è un dato di fatto. Che non si convince ad un rinnovo generazionale in favore di chi vale, è un fatto grave.
Ma è grave non solo per i Radicali.
Sul rinnovo generazionale CONCRETO darò un richiamo puntuale ed attento anche ai laici ed ai socialisti al momento di presentare le liste elettorali e di redigere le future prossime dirigenze
+ ke buttare a mare Pannella potrebbero metterlo a guidare il Partito Radicale Internazionale.
Il vero problema è che dovrebbero aprire una seria discussione interna e discutere sulle linee poltiche. infine un po’ di sana democrazia interna non farebbe male, ricordo che alle elezioni online prevalsero i gruppi che proponevano l’accordo con il Polo, ma poi tale linea venne surclassata dalla volontà di Pannella.
http://www.italialaica.splinder.com
Il partito radicale non esiste. C’è solo Pannella col suo coro. Grazie al quale i radicali non sono mai diventati un partito.
Capezzone è bravo e può farcela. Altrove.