Bella la
tecnologia! Smaterializzare i contanti e pagare tramite POS è uno degli
argomenti del momento: è più pratico e veloce, evita pagamenti in nero ed evita
di andare in giro con contanti.
Ataf, la compagnia di trasporto pubblico di
Firenze consente, da qualche mese, di smaterializzare anche il biglietto
pagandolo con la carta contactless. Non dovrò andare a cercare un tabaccaio
dove comprarlo, non devo chiederlo all’autista rischiando che non ne abbia, non
abbia il resto, non possa vendermelo poichè non sono rispettate le
“condizioni di sicurezza e regolarità del servizio”.
Un’ottima iniziativa, ma.
Se compro il biglietto “fisico” devo
timbrarlo (e se non lo faccio prendo una multa).
Se pago con SMS devo attendere che mi
arrivi il messaggio di conferma (fino a quel momento non sono in possesso di un
regolare titolo di viaggio).
Quando però faccio il biglietto
digitale con la carta contactless la validatrice alla quale avvicino la
carta si limita a dirmi “biglietto valido”, poi il messaggio scompare. E
cosa succede se nel frattempo sale il controllore, verifica la mia carta a
rileva che non ho un valido titolo di viaggio?
E’ la mia parola contro quella della carta, o
della macchinetta con cui il controllore fa le sue verifiche. A nulla vale
garantirgli che io il biglietto l’ho fatto, e che la macchinetta mi ha
“risposto” biglietto valido. Non ho nulla in mano, e prendo una multa
ingiusta di euro 55,00 (oltre ad aver pagato euro 1,50 di biglietto).
E’ quanto accaduto ad un’utente dei trasporti
pubblici di Firenze che si è rivolto po ad Aduc, che ci ha chiesto come
difendersi, cosa fare. Ci è bastato un controllo sul sito
dell’Ataf per verificare che invece l’utente aveva ragione, il biglietto
era stato emesso proprio all’ora che l’utente aveva indicato al controllore e
quindi la multa va annullata. La nostra utente farà ricorso, allegando la prova
scaricata dal sito di Ataf, e immaginiamo che verrà accolto.
Ma a quanti è capitata la stessa
cosa e si sono limitati ad inveire contro le diavolerie tecnologiche
maledicendo il giorno in cui si sono “fidati” dell’innovazione? E perchè
il controllore non ha suggerito all’utente di verificare sul sito? E perchè –
soprattutto – al controllore quel pagamento non risultava?
Chiediamo ad Ataf di verificare con cura le
motivazioni di questi disservizi e di porvi rimedio, altrimenti gli utenti non
si “fideranno” più di uno strumento che invece è utile e va
incentivato, e penseranno che l’inerzia di Ataf sia motivata dal far cassa.
Emmanuela
Bertucci, legale Aduc

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