Buon Natale ai cristiani,ai credenti in altre fedi,ai laici.
Da vecchio contadino,auguro buon solistizio d’inverno a tutti.
Dopo la morte,il sole ri-nasce.All’inizio a fatica,poi con maggior forza,riprende la sua risalita.I suoi raggi,allorchè saranno al pieno del loro vigore,saranno indispensabili ad un buon raccolto di quanto,ora,faticosamente seminiamo.
Sin dalla più remota antichità,gli uomini furono estremamente attenti agli astri in genere,alla Luna ed al Sole in particolare.Sempre è stato osservato il loro movimento,reale o apparente,sempre a tale movimento è stata assegnata grande importanza.
Vi furono culti Lunari e culti Solari,generalmente osservati dai figli del Toro i primi,da quelli dell’Ariete i secondi.
Schurè sostiene che il Natale sia stato istituito,millenni prima della nascita di Gesù,da Rama,figlio dell’Ariete e fautore del culto solare,che,con un medicamento estratto dal vischio,riuscì a debellare un grave morbo,difussosi tra il suo popolo.
Altri sostengono che la festa del Natale sia stata presa direttamente dal culto di Mitrha,antichissima divinità solare persiana.
Entrambe le ipotesi,che non si escludono a vicenda,confermano comunque l’importanza di un nocciolo fondamentale,comune a tutte le tradizioni culturali e religiose,tramandatesi poi attraverso i Greci ed i Romani in occidente,gli Indù in oriente.
Il Cristianesimo raccoglie e riprende la tradizione collegata ai miti solari.Singolare,ad esempio,che i due S.Giovanni ricorrano in coincidenza coi due solistizi.
Il primo,il Battista,ricorre il 24 giugno,in coincidenza col solistizio d’estate.Con il sole giunto al suo massimo splendore,ma che inizia a decrescere,il grande predicatore, Giovanni il Battista,al massimo della sua ascendenza,annuncia che deve diminuire e lasciar posto a colui che egli stesso ha battezzato, che riconosce più grande di lui.E’ venuta l’ora dell’Unto,del Cristo,della nuova luce,di colui che battezzerà col Fuoco e lo Spirito Santo.
Il secondo,il discepolo prediletto del Maestro,da tutti stimato il maggiore e più profondo tra i quattro evangelisti riconosciuti dalla Chiesa,ricorre il 27 dicembre,in coincidenza col solistizio d’inverno.
Con il sole al suo punto più basso,ma che deve ri-nascere e risalire ed aumentare,sempre più ,la sua forza,Giovanni Evangelista del Cristo narra la vita,l’insegnamento,le parobole col loro simbolismo,la morte,la resurrezione o ri-nascita.
I solistizi,da solis-stazio,segnano,appunto un momento di stasi solare,prima dell’inversione di tendenza.
Con quello d’inverno,con il giungere dell’Astro al suo punto più basso e la momentanea stasi, si celebra la nascita,la nuova luce,segnata dall’immediato crescere del Sole,dal suo progressivo divenire nuova potenza,in un ciclo perenne ed immutabile,non immobile.
Il calendario giuliano,risalente al 46 a.c.,riconobbe il 25 dicembre come solistizio d’inverno,come festa del dio Sole rinascente,del Sole bambino.
Secondo la religione cristiana,Gesù segna il passaggio dalle tenebre alla Luce,dal taglione al perdono.Il Figlio dell’Uomo indica agli uomini ,con la predicazione e l’esempio,i pricipii dell’amore universale.
Il Maestro riprende l’insegnamento di Rama e Krishna,di Ermete e Mosè,di Orfeo e Pitagora,l’approfondisce,lo completa,lo essoterizza in parte.
Anche la tradizione dell’Albero di Natale,di origine nordica,risale alla remota antichità.L’Albero rappresentava il sole bambino,che rinasceva dopo il tramonto simbolico,al finire dell’autunno,per celebrare il solistizio,la vittoria della luce sulle tenebre.
Pure secondo la Bibbia,l’albero è un simbolo divino.Nell’Eden,vicino all’albero della vita,era posto quello della conoscenza.Nelle leggende medioevali i due alberi si mescolano in uno solo ed,attraverso una serie di metamorfosi,nel legno della Croce di Cristo.
“L’attesa della Luce e lo sforzo di ricominciare il cammino significano che è difficile essere liberi,mentre più facili sono il sonno,l’oscurità,l’alienazione.La conoscenza simbolica del solistizio coincide con la convinzione che la Luce,per manifestarsi ha bisogno degli uomini;ha bisogno cioè che gli esseri risvegliati,si rendano disponibili ad accoglierla e divengano pietre viventi di un edificio in perenne rinnovamento.”
Dunque,buon Natale a tutti.Da un laico,per legittima difesa,anticlericale,anche.
Gabriele Ariola

Ancora una volta noto come gli anticlericali (fra i quali modestamente m’annovero anch’io) abbiano maggiori tendenze spirituali rispetto ai cosiddetti “credenti”. Per non parlare poi degli atei-devoti che neanche sanno di che cosa parlano.
Me ne compiaccio.
Un fraterno abbraccio.
Il “sanculotto” Ariola offre auguri, ben accolti e affettuosamente ricambiati, da “aristocratico”, quindi giacobino. Mi compiaccio, ci compiaciamo della sua rivelazione!
In verità credo che si sia determinato a svelare il suo sentimento politico, morale, religioso. Da “le sette sorelle”. Per indicare un percorso riflessivo idoneo al coagulo dei laici, nell’odierna situazione italiana, e non solo per essa.
Ti ringrazio, Gabriele, ti ringraziamo: ma non “stracciare” più i miei articoli!
Nella provocazione del gioco, mi associo a te per formulare a tutti gli auguri di sereno e prospero -anche politicamente- 2007.
tuo, antico amico
franchini