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Broker forex truffaldini: è partita l’offensiva della Consob, ma occorrono più attività e piu’ strumenti per gli investitori

di Giuseppe D'Orta | 23 Aprile 2018

Da anni ci battiamo contro le truffe dei falsi broker forex e dei cfd, come anche delle criptovalute. Un fenomeno che rappresenta una piaga sociale che non viene evidenziata come invece dovrebbe accadere.
https://investire.aduc.it/articolo/trading+sul+forex+piaga+come+slot+machine_26210.php

Con l’entrata in vigore della Direttiva Mifid II, la Consob è stata dotata di maggiori poteri anche riguardo l’abusivismo finanziario. L’art. 2 del D.Lgs. 129 del 3/8/2017 ha introdotto nel Testo Unico della Finanza l’articolo 7-octies, riguardante appunto i poteri di contrasto all’abusivismo, che recita:
La Consob può, nei confronti di chiunque offre o svolge servizi o attività di investimento tramite la rete internet senza esservi abilitato ai sensi del presente decreto:
a) rendere pubblica, anche in via cautelare, la circostanza che il soggetto non è autorizzato allo svolgimento delle attività indicate dall’articolo 1, comma 5;
b) ordinare di porre termine alla violazione.

La Consob non ha perso tempo. Già nel mese di febbraio si sono visti i primi interventi, e da allora non passa in pratica settimana senza che venga emanato un ventaglio di Delibere in cui si fa divieto di proseguire l’offerta abusiva posta in essere tramite siti internet riconducibili a soggetti privi di licenza della Unione Europea, oppure a società con licenza di un paese UE ma che hanno iniziato a lavorare in Italia senza comunicarlo.

Nelle Delibere, oltre ai classici segnali di offerta al pubblico quali la versione italiana liberamente accessibile del sito internet ed un numero di utenza telefonica dedicato agli utenti italiani, viene fatto riferimento a soggetti che contattano telefonicamente risparmiatori al fine di convincerli ad aprire un conto e fare operazioni di trading. Fenomeno di cui anche ci siamo occupati.
https://investire.aduc.it/editoriale/attenzione+ai+broker+sul+forex+che+vi+chiamano+al_25177.php

E’ un primo passo importante, specie per il segnale che la Consob sta dando: siamo presenti ed interveniamo. Internet, però, è un universo in cui è molto complicato intervenire in maniera decisiva.

La Consob può vietare le offerte ma non ha, ad esempio, il potere di oscurare un sito internet. Una decisione del genere può prenderla solo un Giudice. Ancora, alcuni dei siti internet vietati sono sempre al loro posto. Altri sono scomparsi, ma c’è da scommettere che i tuffatori sono già attivi sotto altro nome. Insomma, la Consob può arginare il fenomeno, ma per debellarlo ci vuole molto altro.

Un ulteriore passo in avanti potrebbe essere l’adozione, da parte della Consob, di un apposito motore di ricerca in cui gli utenti possono digitare il nome dell’intermediario e verificare immediatamente se è in regola oppure no sulle autorizzazioni. Un simile strumento esiste, ad esempio, nel sito della FCA inglese ed è molto valido, come mostriamo nell’immagine allegata (https://www.aduc.it/generale/files/image/2018/marzo/fca.png?1524050534124).
Il fatto che l’intermediario sia in regola non garantisce il cliente da frodi di altro genere, si vedano ad esempio i tanti broker con licenza presa a Cipro, dove le licenze vengono quasi regalate e dove la vigilanza è molto blanda (la vigilanza spetta al Paese di origine), ma almeno il motore di ricerca renderebbe la vita un po’ più difficile ai soggetti del tutto abusivi.

Per quanto ci riguarda, continueremo ad informare tramite l’apposita rubrica del nostro canale Investire Informati https://investire.aduc.it/tradingforex/

Giuseppe D’Orta, responsabile Aduc Tutela del Risparmio

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, italia, unione europea

Info Giuseppe D’Orta

responsabile Aduc Tutela del Risparmio-www.aduc.it

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