
“Sulla prima “russa” alla Scala molte le polemiche sull’inopportunità dato il momento storico. Alle voci critiche si unisce quella di Enrico Martelloni, nostro opinionista e curatore del blog Maidan, da sempre vicino al popolo ucraino ben prima dell’invasione scellerata. Noi non siamo in grado di offrire una “critica” all’Opera in quanto tale, ma riteniamo che la cultura sia patrimonio collettivo che va oltre ogni tempo e che gli autori russi non possano essere boicottati per la loro origine. La cultura è un ponte che deve rimanere ben saldo tra i popoli. Un cartello apparso fuori dalla Scala recitava: Dostoevskij ha scritto Delitto perché sapeva che poi sarebbe arrivato il Castigo. Con questa consapevolezza, nel rinnovare la nostra ferma condanna all’invasione Russa e la nostra piena ed incondizionata solidarietà alla popolazione Ucraina, non condividendo lo spirito critico di Enrico, nel pieno rispetto di quella che è stata la linea guida di questo giornale da sempre, grazie anche all’insegnamento del nostro Direttore Cariglia, pubblichiamo questo articolo, ringraziando Enrico per l’arricchimento che ogni suo contributo – mai banale – ci offre”.
L’ufficio di direzione di PensaLibero
È una indecenza, non per l’opera in sé, ma per il momento storico. C’è una guerra, c’è un invasore. Trapela dalla trama del Boris Godunov, quello che sono sempre stati i moscoviti : veleni e crimini. Ieri come oggi. Davvero cattivo gusto. Il Boris Godunov come prima alla Scala è una offesa. In un momento così drammatico è di cattivo gusto.
Certamente Musorgskij ne ha fatto un capolavoro artefatto, cioè fatto ad arte. La Russia non esisteva a quel tempo, anzi non è mai esistita. È un neologismo che si affermò secoli dopo durante Caterina Il. Fino ai tempi di Voltaire era uno zarato cioè un granducato. La Storia edulcorata del Boris musicale fa trapelare quello che era l’epoca dei. ” torbidi” e le caratteristiche dei moscoviti, tutti gengish cioè mongolo tartari abituati agli intrighi e ai veleni. Il popolo, servi della gleba, sono il contorno di sempre come il richiamo a Dio è il retaggio medioevale. Da quei tempi, ma anche da molto prima i moscoviti non sono mai cambiati: veleno, sangue e omicidi sono il loro biglietto da visita, allora come oggi. I crimini di Putin e dei moscoviti sono ripugnanti e il cattivo gusto di presentare Boris come prima nazionale alla Scala, nel pieno della guerra di invasione, è una vergogna. L’Ucraina caccera’ il nemico moscovita e il Boris Godunov sarà presto dimenticato..
“La fiera di Soročincy”, al contrario, sarebbe stata più adatta se proprio si doveva esordire con un compositore del “Gruppo dei cinque” celebri compositori di Pietroburgo, famosi anche col nome di “Moguciaia kucka”. Almeno è un’opera questa comica in tre atti che Musorgskij, compose a Pietroburgo tra il 1874 ed il 1880. Il compositore scrisse anche il libretto ispirato dall’omonimo racconto di Gogol’ ambientato in Ucraina, “Veglie alla fattoria presso Dikan’ka” . Alla morte di Musorgskij, nel 1881, l’opera era ancora incompiuta e sia kju che korsakov, che facevano parte del “Gruppo dei cinque”, si cimenteranno a completarla assieme ad altri. Qui sta la vera essenza della differenza tra i due soggetti delle opere di Musorgskij: la prima mostra veleni, sangue e il profondo medioevo degli intrighi moscoviti.
“La fiera di Soročincy” in Ucraina racconta la vita quotidiana, le feste popolari e la laboriosità di un popolo attraverso le buffe scene di famiglia e l’amore di due giovani. Si potrà dire che Gogol scriveva in moscovita come altri ucraini di nascita, ma la lingua ucraina di mille anni più antica aveva all’epoca di Musorgskij, grandi scrittori da Kostomarov a Franko da Dragomanov a Lesya Ukrainka nonostante il giogo moscovita.
È necessario fare attenzione quando si rappresenta pubblicamente un’Opera. Al tempo di Verdi,” i Vespri siciliani” alla Scala avevano un senso. Oggi è qui la differenza: in Boris Godunov, rappresenta il crimine e l’incomprensione di chi l’ha allestita.
Enrico Martelloni

A tutti quelli difensori della cultura russa e cultura in generale vorrei dire che cultura è estetica e senza morale fa piu danni che benefici. Hitler era grande amante della cultura, la sua biblioteca contava ben piu di 10 000 libri invece è stato un mostro. ….perciò prima va morale e poi estetica, se no, civilta va a degrado…e purtroppo questa difesa di ” Boris Godunov” è chiaro marcatore dove andremmo a finire…
Gentile Oxana, Hitler era un mostro criminale, ma le atrocità le ha commesse lui e non i 10000 libri della sua biblioteca. Pensalibero si è sempre schierato, senza nessun tentennamento, a fianco del popolo Ucraino. Condannando fermamente e convintamente Vladimir Putin e chi lo segue/sostiene, ma non condanniamo il Boris Godunov, che “difendiamo” – per usare il suo termine – in quanto opera, in quanto patrimonio universale. E questa difesa, si tranquillizzi, non è un nostro marcatore. Sappiamo bene dove andare, sappiamo bene da che parte stare. A fianco e con il popolo Ucraino. Claudio Tirinnanzi
Grazie Enrico!
O non capisco niente di opera-cultura-letteratura….o non si tratta di essi…
non riesco proprio a comprendere certe persone che continuano a difendere “cultura russa”…
Non ho nulla contro la bravura dei cantanti o altro…
Ma…il momento veramente più inopportuno per aprire la prima con opera di un compositore russo -non si può immaginare… Peggio ancora- tutte le scuse e giustificazioni per la cultura russa???!!!
Se fosse veramente cultura-sarebbe acculturato,sarebbe civile il popolo russo …invece la loro ” cultura” non li ha insegnato proprio niente..
Comunque…torniamo a La Scala….sarebbe tutto diverso se avessero trovato mezza parola per condannare invasione…anzi- un minuto di silenzio per commemorare tutti i morti in Ucraina per aggressione russa selvaggia e ingiustificabile….durante applausi a Milano per Boris Godunov ( di compositore russo) li in Ucraina missili russi non smettevano di bombardare….
un minuto di silenzio….avrebbe fatto la differenza….
Garibaldi, devi leggere l’articolo, non il cappello, che non è mio.
Musorgskij scrisse il Boris Godunov senza nessuna censura dello Zar. E anzi fu esaltato nel secolo successivo negli anni trenta in piena era dell’Unione Sovietica ai tempi dell’holodomor.
Male ha fatto la Scala a rappresntarlo in prima nazionale , bastava spostarlo e avrebbe avuto un altro significato.. Ma leggi l’artico, non il cappello.
Marco Ricci, grazie del suo intervento.. Il Boris Godunov è un’opera ben conosciuta e parla di crimini e veleni. Gli stessi di oggi. Ma la Cultura come lo sport deve stigmatizzare i crimmini della Russia, o meglio della Moscovia. Le armi letali in mano agli ucraini potranno liberare il paese da bestie del genere. Perché è la Moscovia che ha distrutto l’Ucraina e non il contrario. Questo bisogna compredelo bene. L’arte proprio perché tale rispecchia l’armonia e l’esteica come lo sport, ad esempio, la lealtà. Bene ha fatto Wembley e la UEFA a non far partecipare i moscoviti a queste manifestazioni. Male ha fatto la Scala, a rappresentare in prima nazionale e mondiale il Boris Godunov ( legga se non ha letto l’articolo). Bastava spostarelo nel Cartellone e avrebbe avuto un altro significato.
Condivido pienamente la impostazione della direzione di Pensalibero. Ogni giorno in Ucraina muore gente. Di fronte a questa realtà mi devo spogliare di ogni sovrastruttura di pensiero e cercare l’essenziale: come contribuire a fermare questa tragedia . Politica ? Economia? Armi? Sanzioni? Diplomazia ? Mi sembra che finora queste aree di intervento non abbiano funzionato. Può servire mantenere aperti i canali delle collaborazione culturale e scientifica? Sono i canali che parlano alle coscienze delle persone e forse è questa la sola strada da percorrere, nelle attuali condizioni. La cultura, la scienza esprimono valori universali; prospettano linee di progresso condiviso: altrimenti non possono essere definite tali. Chi riceve un messaggio come quello inviato dal teatro della Scala può essere indotto a riflettere sul valore di scenari alternativi a quello della guerra, può riflettere e agire nel suo ambito di responsabilità e di azione per bloccare questa tragedia quotidiana. E’ una possibilità, non una certezza; ma comunque è una via da percorrere. Penso che sia un dovere, anche etico, lasciarla aperta.
Marco Ricceri
Ciao, Garibaldi La Russia o meglio Moscovia non è mai stata terra né di pace, né di democrazia nei secoli. Sessanta milioni di suoi sudditi sterminati nei lager sono lì a testimoniare. Ai tempi di Boris Godunov ugualmente, veleni e vendette erano tipiche: erano Gengiski cioè mongoli. Cosa differente era in Ucraina e siccome usi lo pseudonimo di Garibaldi, l’eroe dei due Mondi frequentava l’Ucraina come emissario di Mazzini assieme a Cuneo per la libertà di quell’ antico popolo slavo. .
Caro Enrico,
grazie mi hai illuminato, ma come la mettiamo, oggi, con le brutte notizie che arrivano dal Belgio, che stanno “scavando” nei dossier. del ” Parlamento Europeo”? Se le nostre Ambasciate sono ( lo voleva….. ben detto e sperato…. negli anni ’80 Berlusconi.Capo del governo), dover diventare…strumenti ” commerciali” atti a sviluppare ” il made in Italy” nel Mondo.
Oggi le stesse -grazie al Parlamento Comunitario- risultano ( speriamo no) illegali ramificazioni di una enorme rete di ” affari” loschi, contro la legge, dove nostri rappresentanti del Popolo italiano, eletti da noi tutti, proteggono l’illegalitä del Quatar, ottengono- in cambio del loro sostzegno- valigiate di denaro ” sporco” , aprendo le sacre porte del PNNR ai covi del malaffare ?Che ne pensano i Tuoi lettori?
Ti auguro, caro Enrico, ogni bene.
Garibaldi, grazie per i tuoi interventi..Di solito scrivo di Ucraina e fino a qualche tempo fa, recensioni di musica. La corruzione è da combattere ovunque, i miei lettori non so che cosa ne pensano. Vedo, qui eccezion fatta, rari interventi. Si apre, però, un vasto argomento per altri articoli.
Fascistoide è una sua idea: Zelensky è un puro democratico ed eletto al secondo turno davanti a Poroschenko presidente uscente, cosa che non è mai stata la moscovia, che ha invaso l’Ucraina e non il contrario. Il Boris Godunov non era da rappresentare come apertura della stagione scaligera. La cultura ha un peso e una responsabilità tanto più quando rappresenta il ” Potere” di una vera dittatura che non è l’ucraina né Zelensky.
Concordo con la direzione : la storia va sempre contestualizzata . La cultura va esentata da influenze politiche ; l importante che non sia faziosamente orientata . Per ultimo , con tutto il rispetto per il popolo ucraino , lo stesso deve imparare a sovvertire un governo retto da un dittatore fascistoide quale Zelensky ha dimostrato di essere .
Non è un problema della qualità dell’Opera. È i momento sbagliato. Qui ha sapore politico e come ho sottolineato si poteva presentare ben altro alla Scala come “prima” di inzio stagione
Caro Enrico,
viviamo in piena confusione politica, Tutti sanno che la Russia per secoli è stata dominata dai potentissimi Zar,
Boris Gudonov è una accusa pesantissima. Chi osava mettere in dubbio l’origine del Potere dello Zar? Boris Gudonov , subito assai osteggiato, proibito dalla censura zarista,.Poteva andare distrutto, i suoi autori impiccati! Si è salvato. Magnificamente rappresentato oggi a Milano, nella sua versione originale, in lingua russa, in piena guerra ” europea”…se non mondiale, con la bomba atomica pronta ad esplodere sulle nostre teste.
.Cosa vuol dire a noi, oggi, Boris Gudonov?
A pochi chilometri da Milano , degli europei, nostri amici, coraggiosamente si oppongono alla dittatura, pur senza mezzi, nel gelo invernale, senza acqua e cibo . Sono da anni in guerra, in mezzo alle bombe ed ai missili che distruggono tutto anche il grano, il nostro pane. Che Dio benedica gli Autori del Boris Gudonov. Ringraziamo chi oggi ha avuto il coraggio di rappresentarlo. La Russia è patria di uomini e donne che noi amiamo. Boris Gudonov lo testimonia contro ogni potere maligno. Opera di alto profilo morale, poltico e spirituale. Di enorme insegnamento. Ti auguro ogni bene.
Michele Sequenzia
Caro Enrico,
ti rilancio il messaggio… scusami..perdonami…..
viviamo in piena confusione politica, Tutti sanno che la Russia per secoli è stata dominata dai potentissimi Zar,
Boris Godunov è una accusa pesantissima. Chi osava mettere in dubbio l’origine del Potere dello Zar? Boris Godunov ,
subito assai osteggiato, proibito dalla censura zarista, .Poteva andare distrutto, i suoi autori impiccati! Si è salvato.
Magnificamente rappresentato oggi a Milano, nella sua versione originale, in lingua russa, in piena guerra ” europea”…se non mondiale,
con la bomba atomica pronta ad esplodere sulle nostre teste.
.Cosa vuol dire a noi, oggi, Boris Godunov?
A pochi chilometri da Milano , degli europei, nostri amici, coraggiosamente si oppongono alla dittatura, pur senza mezzi, nel gelo invernale,
senza acqua e cibo . Sono da anni in guerra, in mezzo alle bombe ed ai missili che distruggono tutto anche il grano, il nostro pane. Che Dio benedica gli Autori del Boris Godunov..
Ringraziamo chi oggi ha avuto il coraggio di rappresentarlo. La Russia è patria di uomini e donne che noi amiamo.
Boris Godunov lo testimonia contro ogni potere maligno. Opera di alto profilo morale, politico e spirituale. Di enorme insegnamento.
Ti auguro ogni bene.
Michele Sequenzia