• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Blitz a Tapalpa: cade El Mencho, il narcotraffico messicano a un bivio

Domenica scorsa, l’esercito messicano ha ucciso Rubén Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, il narcotrafficante più ricercato al mondo, sul quale gli Stati Uniti avevano posto una taglia di 15 milioni di dollari. El Mencho era a capo del Cartel Jalisco Nueva Generación (CJNG), una delle organizzazioni criminali più violente classificata tra quelle terroriste dagli Usa, operante in una trentina di Stati messicani e con alleanze e contatti in decine di altri paesi di continenti diversi, secondo quanto afferma la DEA, l’agenzia antidroga statunitense. Il dispositivo della polizia che ha portato alla cattura del capo del CJNG, poi deceduto in seguito alle ferite riportate nello scontro a fuoco con le forze dell’ordine, è stato esclusivamente messicano, sottolinea la presidente Claudia Sheinbaum, con l’aiuto delle informazioni ottenute dall’intelligence americana. Un successo per la strategia della presidente messicana in termini di sovranità territoriale nel contenzioso con Donald Trump, che vorrebbe invece direttamente operanti in Messico le agenzie statunitensi per combattere il narcotraffico.  

di Istituto Ispi | 3 Marzo 2026

di Elena Marisol Brandolini*

Domenica scorsa, l’esercito messicano ha ucciso Rubén Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, il narcotrafficante più ricercato al mondo, sul quale gli Stati Uniti avevano posto una taglia di 15 milioni di dollari. El Mencho era a capo del Cartel Jalisco Nueva Generación (CJNG), una delle organizzazioni criminali più violente classificata tra quelle terroriste dagli Usa, operante in una trentina di Stati messicani e con alleanze e contatti in decine di altri paesi di continenti diversi, secondo quanto afferma la DEA, l’agenzia antidroga statunitense. Il dispositivo della polizia che ha portato alla cattura del capo del CJNG, poi deceduto in seguito alle ferite riportate nello scontro a fuoco con le forze dell’ordine, è stato esclusivamente messicano, sottolinea la presidente Claudia Sheinbaum, con l’aiuto delle informazioni ottenute dall’intelligence americana. Un successo per la strategia della presidente messicana in termini di sovranità territoriale nel contenzioso con Donald Trump, che vorrebbe invece direttamente operanti in Messico le agenzie statunitensi per combattere il narcotraffico.  

Appena si è diffusa nel paese la notizia della morte del Mencho, gli affiliati al cartello hanno iniziato una campagna durata diverse ore di attacchi violenti, con blocchi di strade e attacchi a stazioni di servizio e banche, che ha obbligato alla cancellazione di voli per ragioni di sicurezza, nella quale è rimasto ucciso anche l’uomo di fiducia del leader del CJNG e suo operatore finanziario, Hugo “H”, detto El Tuli. Complessivamente, a fine giornata si contavano oltre 70 vittime mortali, di cui 45 del Cartello e il resto di addetti delle forze dell’ordine e una civile. La situazione è quindi tornata calma, almeno in apparenza, perché nessuno sa dire che cosa comporterà la lotta interna al clan per decidere la successione ai vertici dell’organizzazione criminale. 

Come ha spiegato in conferenza stampa il segretario della Difesa Nazionale Ricardo Trevilla, l’operazione per la cattura del Mencho è avvenuta nella località di Tapalpa, nell’interno dello Stato di Jalisco. È stata la visita al suo rifugio di una donna, una delle sue compagne sentimentali, a confermare la presenza del capo del Cartello. L’obiettivo era quello di arrestarlo, ma la sua reazione all’accerchiamento, sparando contro gli agenti di polizia e la successiva fuga nella boscaglia, hanno dato luogo a un fuoco incrociato ove sono rimasti feriti un militare, El Mencho e due uomini della sua scorta. Nel viaggio sull’elicottero che trasportava i feriti a Guadalajara, El Mencho e i suoi due uomini sono deceduti.  

Meno internazionalmente famoso del Chapo – boss del narcotraffico messicano già a capo del Cartel de Sinaloa, attualmente rinchiuso in una prigione degli Stati Uniti – El Mencho era nato 59 anni fa ad Agulilla, figlio di una famiglia povera di contadini. Migrato da giovane negli Stati Uniti e quindi deportato in Messico per aver compiuto reati collegati con la droga, cominciò la sua carriera di narcotrafficante dal basso nel Cartel de Sinaloa, fino a conquistare la fiducia di una delle sue fazioni. Nel 2010 creò il Cartel de Jalisco, come uno dei bracci armati del clan di Sinaloa, riuscendo ad approfittare della caccia dei governi messicani a questo e agli altri cartelli più celebri, per occupare gli spazi di azione lasciati liberi. Sotto la sua guida, il Cartel de Jalisco ha accresciuto e diversificato il giro di affari oltre la droga – metanfetamine e fentanil -, occupandosi di estorsioni, furti, tratta di migranti, assassinii o aggressioni a giudici, politici e militari.

Bisognerà vedere ora come si ricostruiranno gli affari del Cartel de Jalisco con alcune organizzazioni del narcotraffico colombiano. L’intelligence della Colombia parla di contatti e alleanze con i dissidenti delle Farc, a cui pagherebbe l’affitto di laboratori di cocaina, con la guerriglia dell’Eln, Ejército de Liberación Nacional e con il Clan del Golfo, la struttura illegale più grande del paese che organizza gli itinerari del narcotraffico. E poi c’è la riorganizzazione del Cartello per il controllo del crimine in Messico, perché le faide interne al Cartel de Sinaloa per la successione hanno favorito la crescita del CJNG. Un vuoto di potere come quello lasciato dal Mencho può generare più violenza, magari maggiormente diffusa, perché non sempre l’eliminazione dei boss è efficace per eliminare i cartelli. È possibile, infatti, che la caduta del Mencho acceleri l’atomizzazione delle bande criminali in Messico.

Trump insiste nel dire che il Messico deve fare di più per combattere il narcotraffico che si dirige verso gli Stati Uniti. Nonostante Sheinbaum abbia dimostrato di stare affrontando il problema con una strategia differente dal passato. Ai tempi del suo predecessore, Andrés Manuel López Obrador, la scelta era quella di evitare lo scontro con le bande criminali, sintetizzata nell’espressione “Abrazos, no balazos”, “Abbracci non proiettili”. Con Sheinbaum l’azione contro il crimine organizzato è evidente e si basa sull’attacco ai leader delle bande criminali, con l’aiuto dell’intelligence e delle indagini e in questo senso lo scambio di informazioni con gli Stati Uniti è considerato utile. Purché si rispettino i principi del rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale, della responsabilità condivisa, della cooperazione nel rispetto e nella reciproca fiducia.

Elena Marisol Brandolini

*Istituto Ispi

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Istituto Ispi

Istituto per gli studi di politica internazionale. L’attività dell’Ispi venne avviata ufficialmente il 27 marzo 1934 da un gruppo di giovani studiosi dell’Università di Milano e di Pavia che, anche in considerazione della forte presenza internazionale che caratterizzava il nostro paese in quegli anni, si proponevano di dotare l’Italia fascista di un centro di studio focalizzato sulla politica estera, ispirandosi al modello del Royal Institute of International Affairs di Londra e della Foreign Policy Association di New York.
ll rilancio dell’Istituto nel terzo millenio è stato completato dall’Ambasciatore Boris Biancheri (Presidente dal 1997 al 2011) dall’Ambasciatore Giancarlo Aragona (dal 2012 al giugno 2016) ed ha visto una ripresa e ampliamento di tutte le attività dell’Istituto, dalla convegnistica – con le conferenze internazionale quali ad esempio MED Dialogues, i fori di dialogo bilaterali con alcuni paesi di importanza strategica quali ad esempio Francia e Germania – alle iniziative per le imprese – con la conferenza scenari che si tiene all’inizio di ogni anno, i lunch talk e brief ad hoc – alle pubblicazioni diffuse sempre di più in modalità digitale alle attività della ISPI School che, oltre al tradizionale Master in preparazione al concorso per la carriera diplomatica, ha ampliato la propria offerta proponendo il Master in International Cooperation e corsi più brevi (Winter e Summer School) per avvicinarsi al mondo delle relazioni internazionali e della geopolitica.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti