
“Meloni e Biden sono più vicini di quanto si crede“. Parole carpite da importanti ambienti politici internazionali, a dimostrazione di quanto la sinergia tra i due leader sia totale. E l’invito del Presidente Biden, rivolto alla Premier italiana, a raggiungerlo alla Casa Bianca è una ulteriore prova.
Se Giorgia Meloni ha già avuto il suo riconoscimento in seno all’Europa, il viaggio negli Stati Uniti ne riconosce l’ascesa a leader mondiale, proprio quando l’Italia si appresta a presiedere il Gruppo dei Sette nel 2024.
Le posizioni atlantiste sono molto apprezzate; e le sue capacità diplomatiche altrettanto evidenti e riconosciute: basta pensare al ruolo di mediatrice che le è stato affidato nella questione spinosa con Polonia e Ungheria.
All’estero, ne tessono le lodi: “Preparatissima su ogni dossier“. Tanto da ricevere un personale invito a cena proprio da Jens Stoltenberg, Segretario generale della Nato. E’ un elemento di assoluta novità nella storia della Repubblica, e nei pressi di Palazzo di Chigi.
Con il Presidente americano Joe Biden si è discusso dell’impegno congiunto nella guerra in Ucraina, tra le priorità – peraltro – dell’agenda Meloni, imperniata sugli ideali di libertà e democrazia. Si è parlato altresì della questione cinese, che lega l’Italia alla Terra del Dragone, non solo per la questione della Belt and Road Initiative ma anche per i cospicui scambi commerciali.
Una bilancia commerciale che lega fortemente anche i governi di Roma e Washington, che hanno visto aumentare del doppio – negli ultimi 10 anni – il saldo commerciale, articolato in importazioni, esportazioni e investimenti. Mentre gli investimenti italiani negli Stati Uniti hanno raggiunto i 41 miliardi di dollari, favorendo la creazione di almeno 100.000 posti di lavoro negli States.
In ultimo, ma non meno importante, sono stati discussi i dossier in merito al ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, nel Nord Africa e nel Sahel, dove Roma agirebbe come delicato ago della bilancia, occupando un ruolo decisivo nel mantenimento dello status quo nell’area Saheliana, al centro di recentissimi tumulti causati dal colpo di Stato in Niger.
“Stiamo costruendo una nuova relazione, con un nuovo approccio tra pari“, ha spiegato Joe Biden alla stampa. Di Giorgia Meloni, a Washington, si riconosce la grande leadership, sia da parte dei Repubblicani sia dai Democratici. E non è la prima volta. Lo speaker repubblicano Kevin McCarthy, quando conobbe Meloni a Roma, un paio di mesi fa, disse: «Repubblicani e democratici nella delegazione si guardarono, confidando, “è probabilmente una dei leader più impressionanti che abbiamo incontrato nel nostro viaggio, perché non guarda indietro ma avanti“.
Stefano Maullu

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