Vi forniamo una breve guida alle specie animali che vanno per la maggiore, così potrete scegliere la maschera giusta e partecipare a pieno titolo al divertimento.

Caimano: creatura mitologica dalle molte incarnazioni – una per ogni intervento del chirurgo plastico – è oggi identificabile, almeno fino al prossimo lifting, dalla curva degli occhi pericolosamente tendente a congiungersi con i lobi delle orecchie e dal colorito terragno che uniforma testa e faccia. Si accende a comando, con le luci delle telecamere, e rivela tutta la sua naturale inclinazione alla burloneria imitando alla perfezione il repertorio dei vecchi comici d’avanspettacolo – celeberrimo il suo numero della sedia spolverata, una esibizione d’alta scuola circense che gli ha valso il primo premio allo Zoo di Berlino, dove la direttrice Angela Merkel ancora lo aspetta per dargli il fatto suo. Averla definita “culona inchiavabile” è stata la miglior prestazione europea dopo il lancio delle pietre di Obelix e l’esibizione a torso nudo di Balotelli in campo. Quisquilie che non impediranno agli italiani di corta, anzi cortissima memoria, di votarlo ancora, dimenticando che quelle tasse che ciancia di voler abolire sono state messe giusto per riparare ai suoi disastri. Ma volete mettere quanto è divertente?! Lui, al contrario del coccodrillo, dopo aver sbranato le sue vittime non piange, ma ride e fa ridere di cuore. Animale sociale per eccellenza, canta, suona il pianoforte, racconta barzellette – vivamente raccomandato come compagnia per gli anziani, i bambini no, potrebbero spaventarsi del suo aspetto a metà fra il Dottor Spock e Morticia Addams.
Grillo: per parlare, parla, anzi esterna, pontifica, lancia scomuniche ed anatemi, il problema è capire cosa dice. Invece della gabbietta di antica memoria, ha scelto di manifestarsi nelle case attraverso lo schermo del pc, dove allestisce spettacoli di varia umanità come le Parlamentarie, una sorta di Corrida per aspiranti deputati con tanto di televoto che ha fatto emergere quanto di meglio l’Italia avesse da offrire in diretta dalla cucine, dai salotti e persino dai bagni delle case dei cittadini comuni – e lì abbiamo capito quanto siamo messi male, ma male davvero. Lo schema di gioco di Grillo è sempre lo stesso: una miscela di invettive multiple e di insulti sparsi, con un tocco di profezia millenaristica, che con quella non si sbaglia mai – prima o poi, capiterà un millennio che vedrà la fine del mondo – ed una reminiscenza di cabaret, suo primo mestiere, mai del tutto abbandonato a dire il vero. A completare il tutto, una persistente tendenza a sentirsi Dio, che lo tiene lontano da ogni contraddittorio e gli permette di stilare regole di comportamento rigidissime – poi si allontana sul suo panfilo di lusso, chè gli agi, si sa, sono necessari a sopportare le asprezze della vita. Animale rumoroso per eccellenza – si consiglia di tenerlo sul balcone, e di avere sempre a portata di mano un martello, ops, un mouse per cliccare e chiudergli la bocca.
Tacchino: staziona sul tetto, ma in realtà è una fine metafora della condizione del Pd: precaria, alquanto, e sempre sul punto di cascare di sotto da qualcosa – un governo, una gioiosa macchina da guerra, una barca a vela. La sua condizione, ne fa un bersaglio ideale di attacchi incrociati; la sua vocazione minoritaria lo riduce spesso a piccione; il suo peso, gli impedisce di volare – è in perenne crisi di identità, tanto da aver ispirato il celebre verso ” si sta come d’inverno i tacchini alle elezioni”, sempre in bilico fra l’arrosto ed il bollito. Animale commestibile, ne sconsigliamo il consumo ai deboli di stomaco – le piume di Occhetto ancora non sono state digerite.
Lepre: è l’ultima arrivata, dopo che Bersani ha dichiarato: “siamo noi la lepre da inseguire”. Ora, visto che anche il tacchino è creatura sua, forse sarebbe il caso che qualcuno tra i geniali spin doctor del Pd spiegasse a quest’uomo che, se sceglie sempre animali destinati a finire in pentola, gli elettori potrebbero sospettare una disfatta prossima ventura, l’ennesima. Animale da fuga – sconsigliabile ai deboli di cuore, corre veloce ma non arriva mai al traguardo. E fa perdere tutte le scommesse.

Impagabile, Chiara. Sono arrivato al punto che , quando sento un amico o un’amica giù di corda, leggo, anche per telefono, un tuo articolo; e il morale sale !Purtroppo ha ragione Puccio Cartoni: l’animale peggiore è ….il gregge: da sempre IL problema . Bisognerebbe far leggere e rileggere le pagine degli
sposi del grande Alessandro, quelle sferzanti di Un Uomo della indimenticabile Oriana, le denunce del “nostro” Ernesto Rossi. Non basterebbe , forse; ma farebbe bene. A tutti
Peccato Chiara che questi animali non siano in via di estinsione!
A parte le spolverate di poltrona ( sport rifiutato da tutti gli altri animali da del cortile,che alla poltrona stanno abbarbicati ,incollati sopra per evitare appunto che la polvere si depositi ) ,il più artistico ed effettivamente ben fatto manifesto elettorale visto sinora ritrae il bravo Bersani con un sorriso enigmatico ( da Gioconda ) oppur sia beffardo , che si frega le mani sotto la scritta “Italia giusta”. Non so che impressione faccia a voi ,ma a me induce nell’atteggiamento dell’ Aretino Pietro…e con i compagni di merenda che si porta dietro ,mi vien fatto anche di strusciare spalle al muro.
Purtroppo ,il bestiario comprende anche il gregge elettorale ,che riempie i campi di belati ,ma continua a seguire i tratturi indicati dal campanaccio , senza alcun discernimento circa la strada migliore per ritrovare l’ovile .