Nel rapporto tra giornali e politica deve esserci oggi un balletto in maschera a far finta della realtà mondiale. Berlusconi, Scalfari, ad esempio, sostengono l’appello a non isolare la Russia che, di fatto, si è gettata nella nuova guerra fredda a causa della sua politica espansionistica in Ucraina. I Tank russi sono ora dentro il territorio ucraino; e non solo a far ridere il mondo nella piazza ex rossa, dove un tank in avaria è dovuto ricorrere al carroattrezzi, di un regime che non è né comunista, né nazista, nelle accezioni comuni riconosciute, ma in mano ad un’oligarchia spietata che uccide i dissidenti, in un Paese enorme dove nessuna delle condizioni Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, rispecchia un livello decente di civiltà. In tanto la guerra continua con insistenza tra russi e ucraini. I filo russi, cioè quella massa di carcerati e delinquenti usciti dalle prigioni di stato a Donetsk e Luhans’k per guadagnare 50 dollari per morto, non sono più in grado di preparare un attacco senza le armi convenzionali e più spesso non convenzionali, usate dagli uomini di Putin e dai ceceni di Kadirov. Gli stessi che hanno provocato la strage di Charlie Hebdo. Basterebbe questo per rendersi conto della gravità delle parole di Scalfari. La Russia si trova in queste condizioni dopo un secondo trattato a Minsk, estenuate quanto drammatico da dove uscirono sfiniti sia Hollande sia la signora Merkel. La prima conseguenza fu la drammatica offensiva russa su Debalteseve strappata all’esercito ucraino in un sanguinoso scontro. L’Europa non può accettare l’occupazione della Crimea, il maltrattamento del popolo tartaro, e non ricordare l’abbattimento dell’aereo civile da parte dei russi, che costò la vita a centinaia di persone civili europee che si trovarono a viaggiare nei cieli dell’Ucraina centro orientale tra l’Oblast di Donestk e Luhans’k. Basta questo per ricordare da che parte sta il male e il pericolo di trovarsi a dover fare i conti con una nazione che non conosce guerre difensive, ma solo di occupazione sia a ovest come verso est. Da Alexander Nevskij, alla guerra del nord contro Carlo X e XII di Svezia, da Napoleone, all’occupazione della Manciuria, alla prima e seconda guerra mondiale, per tralasciare le altre, la Russia ha solo occupato territori e Paesi a suo di cannoni. L’isolamento è necessario e dovrebbe essere rinforzato fino al ritiro delle truppe russe in territorio ucraino e la restituzione della Crimea, vero punto strategico e casus belli. La Crimea e Sebastopoli in particolare, sono la vera fonte della crisi internazionale che sta portando alla nuova versione della guerra fredda. Sperare di ritrovare un buon rapporto con Putin senza le condizioni del completo ritiro dei territori occupati, è molto pericoloso. In questa partita la Grecia di Tsipras ha voluto giocare la carta russa per evitare di rinegoziare il debito verso l’Europa dell’euro, trovandosi affianco un anticomunista a parole, come Berlusconi. La crisi greca poggia su di un passato fallimentare, scandali finanziari e parassitismo che alle condizioni date ha travolto la popolazione. Oggi, il presidente greco deve affrontare una crisi ricevendo un mandato popolare da ultima spiaggia. In altre circostanze, senza poter sperare di aver avuto voti a favore anche da chi fino a ieri era di tutt’altra idea, Tsipras non rappresenterebbe la Grecia. La mossa è obbiettivamente plausibile, ma trovarsi a fianco un paese come la Russia con la promessa di un gasdotto, mei migliori dei casi costruito con materiale obsoleto non è un passo avventato, ma di più. Per fortuna le decisioni importanti in campo internazionale non passano dall’Italia. L’Europa e i paesi occidentali si rendono conto molto bene del problema greco che non è il solo nel mondo, ma occupa geograficamente una posizione importante. Nell’apparente fragile Europa, si sta consolidando una posizione intransigente verso Putin che potrebbe essere uno dei principali motivi a spingere l’Ue a trasformarsi negli Stati Uniti d’Europa. La cosa ci riguarda e con essa il progresso e la pace nel mondo.
Berlusconi, Scalfari e la Russia.
Pubblicato in : Maidan, Primo piano
Info Enrico Martelloni
Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

giusto il pensiero liberale ma la russia ha fatto e fa quello che le grandi potenze fanno da quando è nato l uomo : egemonizzare. O meglio, lo fanno anche i piccoli cercando di diventare grandi potenz.