Il centro destra sta facendo quadrato contro i Di.co. Berlusconi che inizialmente si era trincerato dietro la libertà di coscienza per i suoi parlamentari ha poi assicurato che non ci saranno defezioni nel voto contrario. Può darsi che sulla presa di posizione del leader della Cdl abbia influito il forte pressing delle gerarchie ecclesiastiche, con in testa il Papa, ma francamente a noi sembra una posizione sbagliata. Per molti motivi. Prima di tutto per il merito della questione più che per i contenuti di un provvedimento che è lacunoso in molte parti. E’assolutamente giusto infatti prevedere forme di tutela di alcuni diritti di base per persone che hanno deciso di vivere insieme, anche al di fuori del matrimonio. Non siamo di fronte ad una legge alla Zapatero con la possibilità data a coppie dello stesso sesso di adottare i bambini. I Di.co sono una garanzia minima, in più di un caso anche insufficiente. Il secondo motivo per cui la libertà di coscienza andrebbe garantita è nella natura di Forza Italia. Un partito che alle origini voleva essere una forza liberale di massa non può su questioni come queste sposare in modo acritico la linea più oltranzista della Chiesa cattolica. Ne va della sua credibilità e della possibilità di interpretare in modo corretto le istanze laiche così largamente presenti nella società italiana e anche nell’elettorato di centro destra. Il terzo motivo è ancora più pregnante. Il centro destra sta facendosi alfiere delle tesi della gerarchia cattolica. Ma siamo davvero sicuri che la Chiesa sui Di.co stia dicendo quello che realmente pensa? Certo, sul piano della dottrina non ci sono dubbi. La posizione è quella. Ma nei secoli la gerarchia ecclesiastica ha dato più di una dimostrazione di lavorare su più piani, quello ideale e quello pratico. Ebbene molti sono convinti che proprio sul piano pratico l’affondo della Chiesa cattolica serva a mascherare una sostanziale accettazione di un provvedimento tutto sommato indolore, visto fra l’altro che cose anche più avanzate sono da tempo presenti in paesi cattolicissimi senza che per questo sia successo niente di sconvolgente. In altre parole dicono quello che dicono perché glielo impone il ruolo. Questa convinzione nasce da una constatazione molto semplice. Le gerarchie cattoliche, almeno per il loro 70%, sono schierate politicamente con il centro sinistra. La stima forse è anche prudenziale. Sarebbe bastato che un terzo delle prese di posizione che stiamo vedendo ora ci fosse stata nei giorni immediatamente precedenti il voto, e il problema oggi non esisterebbe. L’appoggio della Chiesa è stato infatti determinante per la vittoria elettorale del centro sinistra. E non c’è certo nessuno che possa credere che in Vaticano non si fosse a conoscenza delle intenzioni, su questo tema, della coalizione guidata da Romano Prodi. Il centro destra sta cadendo in una trappola. Per farsi paladino non richiesto di una supposta difesa della famiglia snatura se stesso e non guadagna niente in termini di consenso perché la Chiesa continuerà a stare, si potrebbe dire geneticamente, con il centro sinistra. Il risultato di questa operazione sarà per la Casa delle Libertà doppiamente negativo. Perderà consensi nel suo fronte laico e non acquisterà niente sul versante cattolico. Per questo suggeriamo al Cavaliere di ripensarci. Almeno Forza Italia deve lasciare ai suoi parlamentari piena e convinta libertà di coscienza.
Berlusconi ripensaci: lascia libertà di coscienza sui “Dico”
Gli anatemi della Chiesa sono fumo negli occhi. Sono i cattolici che hanno fatto vincere il centrosinistra.

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