
Il destino a volte sa essere crudele e beffardo e non guarda in faccia nessuno: persone importanti, potenti e semplici cittadini.
Non è il caso di scomodare Totò e la sua “Livella” per accomunare due tra le più importanti famiglie tra gli anni Novanta e il primo decennio del nuovo millennio, per descrivere l’angoscia e il dolore per la perdita di due persone che sono state protagoniste della vita della Seconda Repubblica che ha dato i natali al Bipolarismo.
La morte improvvisa, questo pomeriggio durante una camminata in Umbria, di Flavia Franzoni per una vita moglie e sempre al fianco dell’ex premier il professor Romano Prodi, a poco più di 24 ore dalla scomparsa di Silvio Berlusconi all’ospedale San Raffaele di Segrate, accomunano le famiglie e il popolo di sostenitori del centro destra e del centro sinistra.
Un lutto collettivo che “unisce” la Nazione troppo spesso divisa da odi e rancori politici che oramai travalicano il buon senso, la correttezza e la normalità di un Paese civile adesso lasciano spazio solo al silenzio, alla riflessione e magari anche ad una ritrovata unità e sentimento di riappacificazione tra i contendenti della tenzone politica del Belpaese.
In questi casi il dolore davvero ti mostra che sono più le cose che ti accomunano da quelle che ti dividono dall’avversario politico, ma solo avversario sia chiaro….mai nemico!
“Madonna che silenzio che c’è stasera”….vero Francesco Nuti?
Cesare Mannucci

R.I.P. a tutti e due anzi a tre: Flavio, Silvio e Francesco (Nuti) e lasciamo stare quello che ha detto la Bindi, come al solito fuori dalla tragedia di queste persone.
Assolutamente si. Non tocca noi, ora tocca alla Storia, quella con la esse maiuscola, a giudicarlo… e dovranno passare anni… da oggi la cronaca della sua vita è finita nel Duomo di Milano.