La conversazione tra il presidente della Camera Gianfranco Fini ed il procuratore della repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi resa pubblica in audio-video da Repubblica, contenente pesanti considerazioni sul presidente del consiglio Berlusconi è in sé abbastanza banale.
E’ di quelle tipiche dei politici quando cedono ad un certo compiaciuto piacionismo, di fronte ad interlocutori che danno loro corda e si mostrano “ammaliati” da storielle e aneddoti fingendo sorpresa e apprezzamento anche quando si tratti di cose tuttaltro che inedite. In effetti, Fini “tiene banco” con il magistrato snocciolando una serie di detti e aforismi che chiunque abbia bazzicato gli ambienti politici ( e non solo ) potrebbe avere già ascoltato almeno una ventina di volte ( per esempio: “poco se mi giudico, molto se mi paragono” ).
Anche i riferimenti a Berlusconi fatti da Fini nel colloquio inopinantamente registrato, tutto sommato, non sono molto diversi dalle cose che il presidente della Camera ha ultimamente detto in pubblico.
Tuttavia sono molto più espliciti: per questo più irrispettosi e in grado di fare salire la già alta temperatura all’interno del PDL e della maggioranza di governo.
Dalle reazioni degli uomini vicini al presidente del consiglio è lecito dedurre che ormai lo showdown, cioè la resa dei conti, è vicina e inevitabile.
E’ evidente che Berlusconi vuole cogliere l’occasione involontariamente offertagli da Fini per metterlo definitivamente nell’angolo. Per questo i suoi uomini, in primis il portavoce del PDL Capezzone, hanno reagito drammatizzando l’accaduto.
E sarà impossibile ricucire lo strappo perché lo scontro che Berlusconi si appresta a sostenere con i magistrati e tutti quanti sono partecipi del “complotto” per ribaltare l’esito del voto popolare, richiede il massimo di compattezza del PDL e di sostegno per il leader.
In altre parole, il granello di sabbia si trasformerà in valanga: che metterà a soqquadro prima lo schieramento di maggioranza e poi tutta la politica italiana.
In definitiva, una ulteriore conferma del crepuscolo della “ seconda repubblica” mai nata, ma anche del cul de sac in cui si è cacciato il Paese dal quale solo il varo di una assemblea costituente che detti le regole per un nuovo inizio potrà farlo uscire.
BERLUSCONI E FINI NON SI SOPPORTANO PIU’ ED E’ IN CORSO LA RESA DEI CONTI
Il granello di sabbia si trasformerà in valanga: che metterà a soqquadro prima lo schieramento di maggioranza e poi tutta la politica italiana. Una ulteriore conferma del cul de sac in cui si è cacciato il Paese dal quale solo il varo di una Assemblea Costituente che detti le regole per un nuovo inizio potrà farlo uscire. (n. c. )

“…anche il Presidente della Camera prende le distanze da se stesso…” non mi pare esatto .Il Presidente della Camera prende le distanze da chi lo ha messo su quella poltrona ,sperando di dimostrare (senza peraltro dimettersi ) che lui è persona diversa e ,naturalmente ,migliore. Cerca solo di approfittare delle difficoltà altrui.D’altronde Fini ci ha da tempo abituato alle abiure ; non dimostrando però di volersi dissociare dalla politica come farsa,bensì cercando di approfittare del potere raggiunto per meglio garantirsi una continuità .
Quanto al “soqquadro” per la politica italiana ,giustamente temuto ,sarebbe semplicemente uno sfaldamento di coalizione ,di schieramento . Che senza nuove regole ( in primis il sistema di validazione ,cioè la legge elettorale ) sarebbe veramente pericoloso per il Paese .
Ma la domanda sorge spontanea : chi è in grado di agire per questo scopo ? Sulla barca di comando sono saliti in troppi ,mi pare ,promuovendosi tutti ammiragli…
La seconda repubblica non e’ mai nata, e’ stata una grande finzione che assomiglia molto ad un inganno colossale. L’unica partecipazione concessa ai cittadini in questi quasi 20 anni e’ stata l’illusione del voto poi niente piu’. Lucine di strutture che si sono accese nelle campagne elettorali e poi appuntamento alle prossime, senza rivedere piu’ nessuno. La politica come finzione come farsa e non come organizzazione e partecipazione. Questa cultura chiamata politica innovativa ha attraversato in lungo e in largo tutti gli schieramenti da destra a sinistra. La legge elettorale toscana non consente assolutamente la nascita di nessuna nuova forza politica impostata e approvata dalla sinistra riformista, addirittura non consente nemmeno l’elezione di un consigliere non gradito alle forze politiche in quanto non prevede neanche preferenze. Un sistema politico vicino al collasso tanto e’ vero che anche il Presidente della Camera prende le distanze da se stesso, in quanto e’ stato attore importante della politica dell’ultimo ventennio.