Rieccolo in piedi. Ha sette vite come i gatti, Berlusconi. Un autentico misirizzi, solo Amintore Fanfani, il leader democristiano degli anni cinquanta, sessanta e settanta è paragonabile a lui. Quando veniva dato per spacciato, spuntava nuovamente fuori. Più lo buttavano giù e più lui si tirava su, tornando a presiedere governi e il suo partito.
Berlusconi non è da meno. L’immagine diffusa dai telegiornali della sua apparizione a sorpresa all’assemblea di Confindustria è di una eloquenza emblematica. Berlusconi parlava direttamente alle centinaia di migliaia di imprenditori di tutta Italia scavalcando senza degnarlo di un cenno il gruppo di potere seduto nelle prime file innanzi a lui. L’attacco è stato diretto, senza tentennamenti e si riassume nelle parole rivolte ad uno degli industriali simbolo dell’intreccio finanza-partiti di sinistra-sindacati-giornali-magistratura: “Non c’è nessuna crisi, la crisi è solo una invenzione della sinistra, e gli imprenditori come Della Valle che appoggiano la sinistra hanno scheletri nell’armadio e sono sotto il manto protettivo di Magistratura Democratica”. Gli applausi della platea degli industriali sono stati altrettanti sferzate per Luca Cordero di Montezemolo, Pininfarina, e tutta la “cupola” che tira le fila delle vicende e degli affari italiani da quindici anni a questa parte.
Berlusconi ha ottenuto molto con questa sua uscita a sorpresa. Ha ribaltato l’immagine di rassegnazione alla sconfitta. Ha dimostrato quello che aveva sempre sostenuto: Montezemolo e l’attuale vertice di Confindustria non rappresentano i sentimenti prevalenti degli industriali italiani. Ha fatto capire a Casini e Fini che non intende mollare: il leader della CdL è lui e lo resterà anche dopo le elezioni, quale che sia l’esito.
Insomma, il presidente del consiglio, che merita di essere bocciato per non aver realizzato la rivoluzione liberale promessa, merita altresì di essere votato per aver messo a nudo e preso a schiaffi la cupola politico-affaristico-mediatico giudiziaria che domina in maniera asfissiante tutti gli anfratti del Paese. Tutto sommato questo è il dilemma del prossimo 9 aprile.

Ho gurdato tutti i telegiornali, ho letto tutti i giornali, e vi ho trovato le più disparate interpretazioni di ciò che è accaduto, chi dice che tutti hanno applaudito e chi dice che tutti hanno fischiato. Ognuno è libero di dire ciò che vuole, ma una cosa è certa, Rutelli è affondato incentrando la campagna elettorale sull’attacco all’aversario, oggi Berlusconi fra altrettanto ed i suoi alleati hanno già abbandonato la nave, forse mancano ancora i topi, ma non c’è dubbio che la nave sia fortemente danneggiata … il nove aprile vedremo se gli italiani premeranno il bottone per lanciare il “siluro defnitivo” e finalmente ritornare ad una politica fatta di valori. Non fraintendetemi, nonvoglio salvare la lobbi affarastica che controlla l’italia, ma non mi sembra che la soluzione sia la nascita di un’antagonista capeggiata dal Silvio. Saluti
Clavier ha perfettamente ragione. L’attacco di Berlusconi al convegno di Confindustria la scia bene sperare. Bisogna tornare in massa alle urne per sconfiggere il pericolo di una cupola affaristica che tenta di spartirsi quello che resta di questo paese. Poi biosgna vigilare perchè Forza Italia non si snaturi di nuovo come ha fatto in questi ultimi anni. Chi non sa fare politica e vuole solo gestire l’esistente, e in Forza Italia sono tanti, specialmente in toscana, deve andare a casa.
Faccio parte di quella schiera di “Berluconiani della prima ora” che si sono impegnati quando Forza Italia appariva ai più un partito di plastica e che, purtroppo, hanno assistito all’assedio ed alla occupazione sistematica del Movimento Azzurro da parte di vecchi politici di professione e dei sempre potenti e prepotenti.
Lo svilimento della politica “Berlusconiana”, per intenderci quella fatta con il cuore e per la gente, ha pero prodotto nelle persone “normali” solo l’allontanameno dalla politica attiva e la forte tentazione di non andare a votare perchè per i moderati è molto difficile votare per il blocco che si trova a sinistra.
Ora l’intervento forte del Presidente del Consiglio in Confindustria che scavalca i bastioni dei potentati per parlare direttamente agli industriali mi fa ben sperare.
Spero infatti che riesca ancora a scavalcare tutti i potentati, compresi quelli che si sono creati nel suo stesso Partito e che lo stanno soffocando, e rieca a parlare nuovamente al cuore di chi lo ha sempre seguito quando Forza Italia era il sogno del gande partito liberale e popolare di massa.
Altrimenti il 9 aprile ci sarà una percentuale enorme di persone che si asterranno dal votare e sarà la sconfitta
Ma in soli cinque anni e senza l’appoggio di una classe dirigente all’altezza, come poteva Berlusconi dar sostanza alle sue chimere in un paese ingessato da ottant’anni di clientelismo pubblico?
Che dilemma: la cupola con i Montezemolo i Della Valle, Banca Intesa, Prodi per schermo; o Masaniello che, conquistato il potere nei cinque anni passati non ha mantenuto le promesse di uno stato meno invadente, meno tasse per consentire la ripresa,tenere a bada clero e magistratura.?
Chi vuol votare Masaniello si consoli se si deve turare il naso. Rispetto a lui, Prodi & c. sono più capaci a fare danni.
Silvio Berlusconi è l’unico leader possibile della CdL .La CdL è una sua creatura politica ne è l’autore e ha il printing .Qualora per una qualsiasi ragione berlusconi dovesse lasciare la politica ,chiunque voglia raccogliere la leadership dell’area del centro destra non potrà imitarlo e dovrà avere nuove e diverse e non pregiudiziali capacità politiche .Rimane il fatto che la politica italiana con lui è profondamente cambiata e non potrà più essere quella di prima ,c’è da augurarsi che si abbia il coraggio di continuare in profondità l’opera riformatrice .Per ora auguriamoci che il governo uscente venga riconfermato.