
Il Meazza verrà venduto. Non sappiamo esattamente a chi, né che cosa si farà al suo posto. Non è chiaro se le aree verrano edificate da chi compra (tra cinque anni le possono comunque rivendere) o se chi le ha comprate verrà venduto a sua volta, se la città avrà un nuovo stadio (basta un avviso di garanzia per bloccare tutto) e che fine faranno i diritti edificatori.
Per ottenere questo magnifico risultato la maggioranza è andata in pezzi. Purtroppo, va detto, andando in pezzi, ha danneggiato pure la minoranza (onore al Consigliere Alessandro De Chirico che ha votato secondo coscienza). In un momento così delicato le polemiche interne non giovano a nessuno, per cui le eviterò. Resta la profonda amarezza per l’uso spregiudicato del concetto di responsabilità fatto per coprire calcoli politici che francamente nessuno ha capito. Sperando, naturalmente, che si tratti di calcoli politici.
Fratelli d’Italia Milano ha difeso con coerenza il principio per cui le delibere scritte male non si votano. Anche perché le delibere scritte male non fanno mai il bene della città. E’ la base della democrazia. Soprattutto se, oltre che scritte male, sono pure inemendabili.
Ieri, come ricorda correttamente Mariangela Padalino è stata una giornata nera per la democrazia meneghina. Una giornata nera che porta la firma rossa del Partito Democratico, su cui ricadranno le conseguenze per il territorio di questo disastro.
Tutto ciò premesso, nessuno nella maggioranza ha festeggiato, salvo Azione. La quale ieri aveva già chiesto un rimpasto in caso di vittoria. Se il criterio di attribuzione degli assessorati sarà la fedeltà alla linea su San Siro sarà interessante capire se verrà concesso un assessorato esterno. Esterno alla coalizione intendo. Di certo la maggioranza politica che ha finora retto Milano è crollata. Cosa sorgerà ora solo il tempo ce lo saprà dire.
Luca Rampazzo

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