Oggi imperversano le attività che prevedono una componente di lavoro ‘self-service’ da parte del più o meno competente avventore. In genere si tratta di ristoranti e bistrot, che offrono piatti allineati dentro teche trasparenti in cui i clienti infilano le mani per prelevare la pietanza prescelta. Tuttavia, negli ultimi anni, si è diffusa l’abitudine del ‘self-service’ anche in altri generi di attività: distributori di carburanti e autolavaggi, in prima linea.
Arrivi al distributore e ogni volta speri di riuscire a fare rifornimento senza far danni. Scendi dall’auto e subito accusi le prime difficoltà nell’individuazione della corretta scansione delle operazioni: selezionare l’importo ed estrarre l’erogatore, per poi aprire il serbatoio dell’auto o piuttosto, aprire il serbatoio, estrarre l’erogatore e selezionare l’importo o selezionare l’importo dopo aver aperto il serbatoio e prima di estrarre l’erogatore?! La confusione imperversa: l’importante è fare qualcosa… Ma superato il primo empasse, la difficoltà sta nell’evitare la fuoriuscita di carburante dall’erogatore mentre è inserito nel serbatoio…Sembrerebbe un’operazione ovvia, ma per tipi come me non lo è affatto. Spesso mi capita che l’erogatore si rifiuti di immettere benzina nel serbatoio e ne riversi una certa quantità all’esterno; a volte mi capita anche che le quantità che riversa all’esterno siano tali da farmi odorare di benzina anche nei giorni seguenti malgrado numerosi lavaggi. E’ in quei momenti che mi accorgo di non essere tagliata per fare il benzinaio anche se la modernità pretende di impormelo.
E non è una giustificazione dell’imperversare del ‘self’, la riduzione dei costi di manodopera a carico delle ditte di distribuzione carburanti; la manodopera, infatti, è presente sul posto. Lo vedi, il benzinaio, lì, a pochi metri dalla tua automobile, immerso in una sonnolenta lettura del giornale, affondato nella sua poltroncina da ufficio, stanco e annoiato. Lo vedi, e pensi: ma se io avessi voluto fare il benzinaio, avrei studiato da benzinaio!?
E’ vero, obietteranno i sostenitori del self, che in molti distributori in cui è possibile scegliere tra erogazioni ‘servite’ e erogazioni ‘fai da te’, vengono applicati sconti invitanti sul prezzo del carburante nel caso si opti per la seconda possibilità. Ma è altrettanto vero che molti altri distributori non prevedono l’alternativa del ‘servito’ e non offrono nemmeno agevolazioni economiche nel caso del ‘self-service’.
Eppure l’esperienza del benzinaio ‘fai da te’ forse è solo il riflesso di una tendenza che si è accreditata negli ultimi anni: il disimpegno, il rifiuto del senso di responsabilità legato alla competenza con cui si svolge un mestiere, l’improvvisazione e l’approssimazione professionale, la fatica del lavoro e, infine, la svogliatezza, tanta, imperante, assoluta.
BENZINAIO ‘SELF-SERVICE’: L’ELOGIO DELLA SVOGLIATEZZA E DEL DISIMPEGNO
di R.Bimbi

oggi per galleggiare bisogna essere duttili malleabili e arrangisti. Bisogna saper fare qualcosa in varie situazioni quotidiane,a prescindere dal proprio mestiere specifico. Diverse manutenzioni alla propria auto si possono eseguire pesonalmente senza rivolgersi al meccanico di mestiere, risparmio e soddisfazione ci ripagano, purchè non si vada a cercar guai nel difficile. Ben vengano i self-benzinai a mio modesto parere.
Anche scrivere una lettera, sempre a mio modesto parere può essere ostico, però non rinuncio, mi butto. Qualcuno benevolmente mi capirà.
Grazie e saluti a tutti.
Alfieri