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“Bene risposta leader europei ma serve che la UE respinga senza ambiguità l’attacco di Trump”

Groenlandia: lettera aperta di Europa Radicale a Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Kaja Kallas. «La Groenlandia appartiene al suo popolo. Sta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere su questioni riguardanti la Danimarca e la Groenlandia». Oggi 7 leader europei, a nome di Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Italia, Polonia e Danimarca hanno espresso una posizione netta contro le pretese di Trump sulla Groenlandia. Le istituzioni dell’Unione Europe continuano però a temporeggiare. Per questo Europa Radicale ha rivolto una lettera aperta ai vertci dell’Unione chiedendo che altrettanta fermezza sia espressa da Commissione e Consglio.

di Marco Taradash | 8 Gennaio 2026

«La Groenlandia appartiene al suo popolo. Sta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere su questioni riguardanti la Danimarca e la Groenlandia».

Oggi 7 leader europei, a nome di Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Italia, Polonia e Danimarca hanno espresso una posizione netta contro le pretese di Trump sulla Groenlandia.

Le istituzioni dell’Unione Europe continuano però a temporeggiare.

Per questo Europa Radicale ha rivolto una lettera aperta ai vertci dell’Unione chiedendo che altrettanta fermezza sia espressa da Commissione e Consglio.

***

Alla Presidente della Commissione Europea

Al Presidente del Consiglio Europeo

All’Alta Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza

“Le recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump circa una possibile acquisizione della Groenlandia impongono, a nostro avviso, una presa di posizione chiara, ferma e unitaria da parte delle istituzioni dell’Unione Europea.

La Groenlandia è parte integrante del Regno di Danimarca, Stato membro dell’Unione. Qualsiasi ipotesi di acquisizione, pressione politica o negoziazione condotta al di fuori del pieno consenso delle autorità danesi e delle popolazioni interessate rappresenterebbe una violazione del diritto europeo, del diritto internazionale e dei principi fondamentali su cui si fonda l’Unione. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, i cittadini europei hanno il diritto di sapere che l’Unione è determinata a tutelarli da qualsiasi minaccia alla propria sicurezza, alla propria integrità territoriale e alla propria sovranità, indipendentemente da dove essa provenga e da chi ne sia l’autore. L’alleanza atlantica e le relazioni transatlantiche restano un pilastro essenziale della sicurezza europea, ma non possono e non devono tradursi in ambiguità quando sono in gioco il rispetto del diritto e l’inviolabilità dei confini di uno Stato membro.

Per queste ragioni, riteniamo necessario che la Commissione Europea, il Consiglio Europeo e l’Alta Rappresentanza esprimano congiuntamente una posizione ufficiale che ribadisca senza equivoci che:

– la sovranità della Danimarca e l’integrità territoriale dell’Unione non sono oggetto di negoziazione;

– ogni tentativo di pressione, diretta o indiretta, su territori europei è inaccettabile;

– la sicurezza dei cittadini europei e il rispetto dell’ordinamento giuridico dell’Unione costituiscono una linea invalicabile della politica estera europea.

Una risposta chiara non sarebbe un atto di ostilità verso alcun partner, ma un doveroso esercizio di responsabilità istituzionale e politica. L’Unione Europea è chiamata a dimostrare, anche in questo frangente, di essere non soltanto un mercato o un’area di cooperazione, ma una comunità politica capace di difendere se stessa, i propri Stati membri e i propri cittadini.

Confidiamo che vorrete assumere questa responsabilità con la determinazione che il momento richiede.

Igor Boni, Federica Valcauda e Marco Taradash per Europa Radicale.

Marco Taradash

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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