Ricordare che la Costituzione ha 60 anni sta rappresentando lo spunto per bilanci troppo generici per essere veridici, quel giochino stucchevole del cosa è vivo e cosa è morto di un’opera che fu consegnato da grandi italiani, dal fiorentino Calamandrei al napoletano Mortati, alle future generazioni.
Laura Lodigiani nel Suo articolo, che è un passaggio di un lavoro che porta avanti con tenacia da tempo, si discosta sostanzialmente da una mania, tipica dei corrispondenti “grandi” della c.d. “seconda repubblica”, di voler cambiare tutto ciò che è stata, nel bene e nel male, la prima repubblica.
No! Laura Lodigiani lo fa con argomenti precisi e tecnico-giuridici, punta dritta la prua della Sua proposta toccando un punto essenziale dell’organigramma costituzionale per evidenziarne una carenza senza per questo volerne stravolgere la struttura, argomenta con riferimenti prestigiosi dei Padri della Costituzione. L a Sua proposta non può non destare quell’attenzione intellettuale, ma anche politica, anche da parte dei più stretti “conservatori”, cui mi colloco, della Carta Costituzionale del ’48.
Entro nel merito: è liberale la nostra Costituzione?
Si! E spero che la Lodigiani sia d’accordo con me che nella Sua struttura la Costituzione vigente, formalmente, è liberale. Lo possiamo dire con orgoglio e dobbiamo per questo rendere un omaggio alla memoria di chi ci lavorò con passione e per esclusivo spirito di servizio come era uso dei tempi tanto diversi dai nostri.
E’ liberale formalmente, ma meno liberale è stata nella realizzazione sostanziale. Ci sono state tutta una serie di circostanze storiche e politiche che dal dopo guerra ad oggi hanno frenato diverse riforme liberali. La sinistra italiana era meno liberale, ma in sostanziale parte lo è oggi. Anche la DC per amor di pace sacrificò istanze liberali.
Tutto questo può ogg i essere buttato alle spalle e si può lavorare ad una sost! anziale riqualificazione dell’intera società in senso liberale, ma l’ostacolo odierno è rappresentato dall’odierna classe politica, tutta, sia del centrodestra che di questo centro/sinistra, che è incapace di partorire anche la benché minima legge ordinaria. Berlusconi ha governato per 5 anni. Prodi ed i suoi sono al timone da meno di un anno e ne siamo già stanchi. Riforme sostanziali? Poniamo un pietoso velo!
Bene ha fatto la Lodigiani ad appellarsi al popolo di Bertinoro anzicchè a Berlusconi o a questo centro/sinistra. Al Popolo di Bertinoro ha chiesto, ed io mi associo a Lei, “…proposte concrete su come strutturare una nuova politica pur con radici antiche …”, vuole vedere “…idee prive di timidezze e preconcetti, soprattutto dai giovani che dicono essere stati numerosi …”.
Se il popolo di Bertinoro vuole avere quella vocazione maggioritaria che ambisce, deve cominciare a misurarsi sui fatti concreti. Occorre un manifesto di intenti tra cui le riforme sostanziali che necessitano alla società e tra esse, non ultime, anche quelle costituzionali. Dal federalismo, al superamento del bicameralismo perfetto, alla riforma dell’art. 1.
E su quest’ultima, per tornare in oggetto, poiché mi convince la bontà della modifica rapportata ai lavori preparatori (leggi La Malfa e Molè), visto che non è una modifica che inficia la struttura complessiva dell’organigramma costituzionale, propongo, per dare una forza politica alla proposta, che nel presentarla si prospetti specificamente il ricorso referendum confermativo ex art 138 C.
Perché una modifica così fatta, con il voto confermativo degli italiani, e non solo attraverso il voto nelle Aule Parlamentari, assumerà un significato maggiore di integrazione della Carta Costituzionale. Ben diversa da quella modifica, disattesa, proposta dalla Casa per le libertà che voleva stravolgere tutto l’organigramma per il solo scopo di dire di ave r fatto una nuova sostanziale “carta costituzionale”. Pe! r il sol o scopo di voler porre Bossi e Berlusconi in sostituzione di Costantino Mortati e Piero Calamadrei.
No, anche se opportunamente integrata per darle un rapporto più marcato rispetto alle libertà cui la società contemporanea ha necessità, anche se con ulteriori modifiche che saranno necessarie come la revisione del bicameralismo perfetto, la Costituzione del ’48 va difesa. Nata dalla volontà del Popolo e dei Suoi Rappresentanti liberamente eletti all’Assemblea Costituente, è affidata non a Berlusconi né a Prodi né a D’Alema, ma alla coscienza vigile ed attenta di tutti i Cittadini che ne restano in definitiva i supremi custodi.
Gino Di Maro

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