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Beirut sotto il fuoco: Trump condanna il raid, Teheran sferza gli USA

L’attacco militare che ha sconvolto Beirut nelle ultime ore ha innescato un terremoto geopolitico immediato, frantumando i già fragili equilibri diplomatici internazionali. Le reazioni dei leader globali non lasciano spazio a interpretazioni: la tensione è al punto di rottura. Donald Trump è intervenuto duramente sulla vicenda. Ha liquidato l’operazione militare con parole che non ammettono repliche. “L’attacco a Beirut non avrebbe mai dovuto verificarsi”, ha dichiarato il tycoon. Una presa di posizione netta che suona come una pesante bocciatura della gestione strategica dell’alleato sul campo.

di Giuseppe Basilico | 15 Giugno 2026

L’attacco militare che ha sconvolto Beirut nelle ultime ore ha innescato un terremoto geopolitico immediato, frantumando i già fragili equilibri diplomatici internazionali. Le reazioni dei leader globali non lasciano spazio a interpretazioni: la tensione è al punto di rottura.

Donald Trump è intervenuto duramente sulla vicenda. Ha liquidato l’operazione militare con parole che non ammettono repliche. “L’attacco a Beirut non avrebbe mai dovuto verificarsi”, ha dichiarato il tycoon. Una presa di posizione netta che suona come una pesante bocciatura della gestione strategica dell’alleato sul campo.

La risposta di Teheran è stata immediata e priva di diplomazia. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha puntato direttamente il dito contro la Casa Bianca. “Gli Stati Uniti non rispettano gli impegni presi”, ha tuonato il leader della Repubblica Islamica. Per l’Iran, l’azione bellica rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’inaffidabilità cronica di Washington nello scacchiere mediorientale.

Le dichiarazioni incrociate certificano il fallimento dei canali diplomatici tradizionali. Con un Libano nuovamente sotto le bombe e le superpotenze arroccate su posizioni inconciliabili, la crisis viaggia ormai verso un’escalation imprevedibile. I patti internazionali sono carta straccia e la stabilità globale è seriamente compromessa.

Ci culliamo nell’illusione dei trattati, firmiamo scartoffie nei salotti occidentali mentre il fango si tinge di rosso. Ma la Storia non si ferma con i veti o con le buone intenzioni: cammina sopra i cadaveri.

Le parole di Trump e le minacce di Teheran sono la solita recita di un copione già scritto. Da una parte un’America che si stupisce del fuoco che lei stessa ha contribuito ad alimentare, dall’altra il fanatismo ideologico che usa i patti traditi come scusa per colpire ancora. Nessuno è innocente in questo gioco al massacro.

Mentre discutiamo di diplomazia, Beirut brucia e l’Occidente continua a guardare dall’altra parte, convinto che la barbarie sia un problema altrui. Non abbiamo ancora capito che quel fumo, prima o poi, arriverà a soffocare anche noi. La resa è già cominciata.

Giuseppe Basilico 

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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