Mi è capitato diverse volte di essere ad un semaforo, in mezzo al traffico di Firenze, poco lontano da un cavallo con la sua brava carrozza al traino, che sosta, per un attimo, in fila dietro ad un serpente di vetture, con il sudore e la frenesia della recente corsa; ed invariabilmente di osservarlo, imbrigliato, sotto il sole, in mezzo ad un caos di clacson e di motori, a respirare una miscela di fastidiossimi veleni.. con gli zoccoli sull’asfalto; e di considerarlo a tal punto da figurarmi per un attimo di essere al suo, di posto; e di provare un senso di disagio, di sofferenza e di pena perché – come al solito – l’animale e lì e non può ribellarsi all’uomo.
Nella istoriata e ricca (di monumenti e ‘giacimenti’ artistici e culturali) Firenze vorrei vedere un civiltà diversa, per la verità – diciamolo pure -, non solo (e, forse, non soprattutto) in fatto di cavalli (con tutto l’amore che serbo per gli animali). Alcuni esempi? (Vorrei) anzitutto che fosse sradicata l”industria’ della beneficienza, quella che impone ai semafori uomini storpi, zoppi, monchi e comunque privati di qualunque dignità (un’industria che a quanto pare prosegue scandalosamente indisturbata); che il verde pubblico fosse ordinato, curato, disponibile al pubblico ma non da esso sopraffatto e, soprattutto, vigilato con cura inflessibile – prima che dagli agenti della polizia municipale – dai cittadini; che per ogni cartaccia o mozzicone di sigaretta gettati per strada ci fossero un richiamo e una sonora lezione coram populo per l’incauto passeggero (partaccia seguìta da multa o da nerbata sulle dita?); che ci fosse rispetto per gli ospiti – turisti e avventori di qualsivoglia provenienza – e non volontà di rapinarli (legalmente, beninteso!); vorrei queste ed altre cose, ma oggi sono i cavalli i protagonisti – e tali voglio che restino.
Con ciò, potrei essere confuso con uno di quelli che affermano: “tengo più agli animali che agli uomini”? Potrei essere immaginato come un ‘fanatico’ degli animali che però non si scompone se vede un essere umano in seria difficoltà? Un essere ‘antisociale’ che ha optato per il regno animale, disgustato dal genere umano… che tiene in casa animali da servire come re e nasconde in cantina uomini segregati… come animali?
Non credo. Esiste tuttavia una gerarchia di valori e di beni che, pur non mettendo gli animali al primo posto, certamente vuole e presuppone – l’ottica resta necessariamente antropocentrica – come anch’essi, in quanto esseri viventi, debbano essere considerati portatori di diritti. E dico ‘antropocentrica’ perché inevitabilmente questi viventi non potranno mai conquistare da se medesimi i ‘propri’ diritti – qualsiasi essi siano. I loro diritti saranno pur sempre solo e soltanto quelli che vorrà ad essi attribuire – prima forse che riconoscere – l’homo sapiens.
E allora qui veniamo al punto: nessuno (che sia sano di mente) può pensare che si possa sovvertire l’ordine naturale delle cose. E pertanto l’animale soggiace oggi e continuerà domani a soggiacere alla volontà dell’uomo. L’unico modo per intervenire sulla condizione dell’animale è pertanto un cambiamento di volontà, di organizzazione (e soprattutto di regole) da parte dell’uomo.
Nella fattispecie, non dico di giungere a redigere e a far applicare una carta dei diritti del cavallo adibito al traino di carrozze; ma quanto meno di sottrarre l’animale alla tortura del traffico; e se vogliamo che i turisti continuino a gustare i monumenti col naso all’insù, seduti comodamente su una carrozza e che dieci (non so di preciso quanti siano) fiaccherai continuino a vivere (parzialmente o esclusivamente, non so) di questo mestiere, ebbene: che tutto questo avvenga dove e in modo che il cavallo non debba essere incalzato, angustiato o correre quasi in competizione con le due o quattro ruote. Carrozze in zona pedonale, dunque, netta separazione tra zoccoli e pneumatici! Che l’animale possa svolgere il proprio lavoro in condizioni di disagio limitato, è troppo chiedere questo?
Paolo Marini

non s’era mai vista tanta indignazione..
un biglietto di solidarietà e di condivisione con Paolo
le carrozze sono nelle citta piu’ belle del mondo: Vienna ,Praga, Sanpietroburgo,cracovia,Amsterdam,Londra,Parigi,Mosca,Newyork,Melbour,Sydney,e moltre altre citta….
fiorentini gente chiusa snob epronti sempre a criticare
penso che la gente che ragiona come te e vede tutto dal lato negativo non puo’altro che fare questi ragionamenti