Hanno voglia a menare il can per l’aia, i soliti zelanti cantori delle epiche gesta del potere, ancora abbriccati al carro condotto sempre più incertamente da Matteo Renzi. A fotografare lo stato di precarietà in cui si trova, basta considerare che determinante per la sua vittoria, se si verificherà, sarà Dario Franceschini. E che dagli umori del medesimo Franceschini dipenderà, in gran parte, se e quanto resterà alla guida del PD. Non solo: con l’annuncio, nel suo intervento al Lingotto per il lancio della candidatura di Renzi alle primarie, della necessità di una intesa con Forza Italia e i moderati, il ministro della cultura ha anche indicato quale linea politica il PD dovrà tenere nella prossima legislatura se Renzi vuole restare segretario del partito.
E’ l’ennesimo paradosso e l’ultima contraddizione dell’ormai ex rottamatore: dipendere dall’uomo che, chiamato a sostituire Veltroni alla segreteria del PD, aveva definito il “vicedisastro”. Ecco cosa Renzi dichiarava alla Stampa di Torino il 23 febbraio del 2009: “Sabato è stata un’occasione persa. Non avrei votato Dario: se Veltroni è stato un disastro, non si elegge il vicedisastro per gestire la transizione. In questi anni Franceschini è stato una delusione, percepito come il guardiano di Quarta Fase, l’associazione degli ex popolari: basta con questa storia degli ex!”. E’ sufficiente tutto questo per capire che al di là dei proclami eclatanti di ripartenza, di una nuova fase, del passaggio “dall’io al noi” lo spettacolo emerso al Lingotto nella tre giorni per il lancio della candidatura di Renzi ci parla di un uomo sulla difensiva. Un uomo che si sforza di tenersi stretti i suoi, non proiettato ad aggredire i problemi del Paese.
Ben diverso (si parva licet…) quanto abbiamo potuto constatare (di persona) ad un altro evento che si è svolto a Roma domenica 12 marzo. Associazioni, circoli, gruppi di facebook, siti web soprattutto di matrice socialista si sono ritrovati per prendere una iniziativa che vuole avere come approdo la creazione di un soggetto unitario ispirato alla cultura laica, liberale e socialista. Quale il risultato della giornata? Una buona partenza. La sala era affollata. Non so quanti fossero i presenti: certamente tanti e, oltretutto, provenienti da molte regioni italiane. Sono intervenuti anche Michele Emiliano, governatore della Puglia e uno dei tre pretendenti alla segreteria del PD; Miguel Gotor, esponente del neonato movimento dei Democratici progressisti, e la bravissima Anna Falcone, vicepresidente dei Comitati per il No al recente referendum costituzionale. L’idea è che si sia preso coscienza di due esigenze. La prima è di considerarsi solo gli iniziatori di un processo che dovrà coinvolgere altre realtà per dare vita assieme ad un soggetto politico che dovrà, a pieno titolo, rivolgersi a tutti gli italiani senza limitare l’orizzonte al proprio interno. In altre parole: non basta rimettere assieme i cocci dell’universo laico, liberale e socialista. La seconda esigenza è di passare decisamente alla fase organizzativa della presenza sul territorio e dell’autofinanziamento.
Credo che i tempi siano veramente stretti. Non bisogna disperdere energie su obbiettivi troppo numerosi e vaghi. L’assemblea ha adottato decisioni che possono rappresentare anche una base per una buona organizzazione. Niente è scontato e niente è compromesso.
Nicola Cariglia

Caro Cariglia, ti avevo chiesto chi si occupa, a Cagliari, del nuovo Movimento, ammesso che ci sia qualcuno che lo faccia. Puoi darmi una qualsiasi indicazione, se non ti dispiace? Grazie.
Gianfranco Giorgini
Caro Paolo,
figurati se sono permaloso. ma qui si tratta di persone che per raggiungere Roma e tornare in giornata, si sono pagati, da soli, il biglietto e tutto il resto. Leggere, non da te, i soliti stereotipi sulle persone attaccate al potere che non lasciano il campo a Renzi o ad altri, per attaccamento alle cariche che non hanno, e per mantenere i loro privilegi (che mai hanno visto) me li fa girare un po’. Fermo restando che ognuno dice ciò che vuole. Anch’io. Un caro saluto.
PS: oltre ad essere vecchi, brutti e cattivi, qualcuno aveva anche la barba lunga. Per avere viaggiato durante la notte.
Caro Nicola, non hai colto l’ironia del commento della fotografia, se ti ho involontariamente ferito, me ne dispiace. Ho partecipato,contrariamente a quello che credi, a molte riunioni politiche a Livorno e Pisa, pensa un po’, persino a una riunione del PRI per il quale sostenni una campagna referendaria, non ricordo neppure piu’ per cosa. Stessa cosa feci quando stavo a Roma, coi Radicali o quando feci campagna per FI nel 2001.
Capisco quindi che si possa aver piacere a discutere e riunirsi, ma in questa fase della vita non ci credo piu’. Ora mi interessano di piu’ quelli che manifestano per la strada, giovani o anziani, coi capelli folti, biondi o bruni, o calvi e bianchi.
Ovviamente del mondo reale ne faccio parte, quanto alle fotografie, le faccio ancora con un’anticaglia che si chiama macchina fotografica, non volendo arrendermi ancora a questi aggeggi che una volta si chiamavano telefoni.
Caro Paolo,
tre domande e una considerazione: 1) hai mai fatto una foto in una sala per assemblee con un telefonino che ti trovi in tasca e senza muoverti da dove sei seduto per non fare casino mentre c’è chi parla? 2) Ci se mai stato alle riunioni “politiche” in qualche sala gremita di ragazzi e ragazze coi capelli al vento, carnato chiaro e tutti biondi? 3) l’hai mai frequentato il mondo reale? Mi rendo conto che per te è impossibile capire che c’è anche chi ama riunirsi a parlare di politica liberamente: lontani dal potere e dal consenso organizzato. Eppure è bello. Provaci prima di parlare. E poi ci risentiamo….
Ammiro le qualità di Nicola, che non solo rispetta il “nemico”, ma ancor piu’ crede nella bontà e sincerità delle persone in politica. Ci sono pero’ due punti, il primo (e l’ultimo del tuo pezzo), niente è scontato e niente è compromesso, e su questo hai ragione, In politica due piu’ due non fa quasi mai quattro, né i migliori sempre hanno la meglio, ancor meno i piu’ onesti. Non ci credo piu’, essendo nei 40 ho difficoltà a capire chi ancora crede che i politici possano realmente fare qualcosa per gli altri, per me è principalmente un mettersi in mostra, voler primeggiare, volersi garantire posto e quindi soldi. A ogni elezione è la stessa cosa, per far fonta di cambiare mescolano nel torbido dando l’illusione di un’azione che pero’ è inconsistente, finché il torbido rimestio non si placa e torna tutto come prima. Avete presente cosa fanno i sindaci frescamente eletti? Cambiano i sensi di ciroclazione, giusto per dare l’idea del cambiamento. Poi per carità, la speranza è l’ultima a morire, allora ben venga un Emiliano che parla senza dire stupidaggini ed è assolutamente condivisibile, per queste due ragioni temo che la sua elezione a segretario sia già compromessa.
Il secondo punto (assolutamente personale) la foto che Nicola ha inserito per l’articolo lascia piu’ che perplessi. Si vede di botto un vecchiume di pubblico, teste bianche, o grigiastre, se non pelate, o i mix delle tre possibilità. La sala appare stretta e lunga, piuttosto piccola, da quel punto di scatto, una decina di file, con 5 posti da parte all’altra (un centinaio di persone?).
Sullo sfondo la scritta “Socialisti in Movimento”, ma solo uno si muove nella foto, e poi, l’immancabile croce sul muro di destra, che come inizio di progetto laico va alla grande.
Ma non è che stanno un po’ scopiazzando Macron e il suo movimento “en marche”? Spero solo nel nome, perché di fatto Macron è messo la da banche e finanza.
Non so, forse sbaglio, ma questa foto potrebbe essere stata scattata nel 1985 alla riunione annuale dell’ACLI o all’assemblea nazionale delle Misericordia.
Perdona il sarcasmo, ma piu’ che “socialisti in movimento”, mi fa pensare a “Fantozzi va in pensione”.
Sono venuti e, dunque, hanno dimostrato attenzione. Cioè hanno pensato che fosse una riunione né banale né inconsistente. Non avevano torto. E poi, mica c’erano solo loro….
Credo che la presenza di Emiliano e di Gotor non sia stata per aderire od abbracciare o almeno salutare l’idea di un polo laico e socialista, ma quello di raccattare consensi per i loro interessi…… Io sono uno che crede veramente poco nei BRAVI RAGAZZI………..