Si poteva desiderare di più?
Nonostante o forse proprio perché “Italia amore mio” è stata la canzone più fischiata dal pubblico dell’Ariston, il trio Pupo Emanuele Filiberto e il tenore montevarchino Luca Canonici sono arrivati secondi al festival di Sanremo.
L’autobiografia musicata del principe era distante anni luce dal sentire dei teeneger ma ha messo molta carne sul fuoco delle chiacchiere festivaliere e la sarabanda che ne è seguita ha centrato in pieno l’obiettivo: alzare e tenere bello alto il polverone mediatico contribuendo forse anche all’audience di una kermesse che ha ritrovato quest’anno il favore dei telespettatori.
Maurizio Costanzo, dall’alto della sua esperienza, ha sciolto in poche battute fischi e spartiti stracciati e ha detto: a Sanremo quasi mai le canzoni più premiate risultano poi quelle più vendute nei negozi di dischi. E il giro delle radio, Deejay e Rds in testa, hanno già fatto capire quale sarà l’andazzo della stagione musicale: le più suonate sono Malika Ayane, Irene Grandi, Noemi, Arisa. ‘Italia amore mio’, invece, non è in programmazione, non c’è e difficilmente ci sarà. Per cui, non ce ne voglia il tenore Canonici che ha comunque impressionato per la sua voce stupenda e il suo inno alla lirica, ma forse nella musica leggera basta il buon senso.
Sanremo è un grande evento tv, uno scatolone mediatico che si serve della musica per fare spettacolo, ma la musica poi, uscita da quello scatolone, si toglie l’abito da sera e prende le sue strade, quelle delle orecchie del pubblico.
Samuele Bartolini

Al solo sentir parlare dei “savoia” vi viene l’orticaria. Ci vuole un bel coraggio a questi “signori?!” dire Italia Amore Mio.
Perchè non fanno una sana riflessione “questi affamatori del centro sud”, perchè non ricordano a se stessi che un pesante genocidio hanno usato nel Sud, contribuendo a mantenere divisa l’Italia dopo essersi comportati come i più beceri colonizzatori (vedi FENESTRELLE ed altro).
E con quanto senso di eroismo dopo aver “opportunamente spedito in Svizzera un treno carico di …..che cosa?”, per via Brindisi ci hanno lasciato nella cacca, non comportandosi certo come L’Eccellente Regina Giuliana D’Olanda che si dichiarò prigioniera unitamente al suo popolo.
Il diritto alla vita certamente glielo riconosco, ma la Cittadinanza Italiano dovrebbero ricominciare da ZERO, e non certo supportati dai mass-media.
Vergogna a detto damerino, al suo illustre(sic) genitore ed al suo nonnino umberto.
Sono felice di essere nato Repubblicano.