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Avanzata dei populisti e loro emuli: come non farsi coinvolgere e combatterli

E’ innegabile che i populisti abbiano acquisito un certo peso in Europa, Che li si chiami fascisti, comunisti o pinco pallo. E i populismi, anche se dicono di lottare per la libertà, possono essere velenosi per le libertà che non siano quelle che loro considerano tali. Ci  sono diversi modi per combatterli.  In Belgio, per esempio, ritengono di averli messi a tacere dagli anni 80 del secolo scorso. La parte francofona di quel Paese ha una politica di esclusione nei confronti di qualsiasi politico con posizioni che vadano oltre il consenso centrista. Grazie a questo firewall politico, gli elettori dovrebbero essere protetti dalle idee sbagliate, magari dalle tesi di un politico che vuole limitare l’immigrazione, o da una diatriba contro l’Unione Europea.

di Vincenzo Donvito | 2 Aprile 2026

E’ innegabile che i populisti abbiano acquisito un certo peso in Europa, Che li si chiami fascisti, comunisti o pinco pallo. E i populismi, anche se dicono di lottare per la libertà, possono essere velenosi per le libertà che non siano quelle che loro considerano tali.

Ci  sono diversi modi per combatterli. 

In Belgio, per esempio, ritengono di averli messi a tacere dagli anni 80 del secolo scorso. La parte francofona di quel Paese ha una politica di esclusione nei confronti di qualsiasi politico con posizioni che vadano oltre il consenso centrista. Grazie a questo firewall politico, gli elettori dovrebbero essere protetti dalle idee sbagliate, magari dalle tesi di un politico che vuole limitare l’immigrazione, o da una diatriba contro l’Unione Europea. Le emittenti radiotelevisive si rifiutano di intervistare i politici che esprimono le posizioni di questi populisti. Chiunque, anche se eletto ma non gradito, può essere escluso dalle coalizioni politico-istituzionali. Anche gli stranieri incorrono in questa prova di purezza ideologica. Nel 2025, J.D. Vance pronunciò un discorso “incendiario” alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, anche denunciando l’esistenza di questi firewall. A causa del presunto estremismo del vicepresidente americano, un organo di stampa belga è stato “ripreso” solo perché aveva riportato le sue parole.

Per chi sostiene questo tipo di contrasto, si tratta di un principio base dell’igiene politica: perché le democrazie dovrebbero dare spazio a coloro la cui ideologia, se ne avessero l’opportunità, potrebbe annientare la democrazia stessa? Non si è imparato nulla dagli anni ’30 del secolo scorso? Per i critici, si tratta di una sorta di cordone ombelicale che limita la libertà di parola. 

Ma una politica che fino a poco tempo fa prevaleva in gran parte d’Europa si sta sgretolando. L’Alternativa per la Germania (AfD), xenofoba, il Rassemblement National (RN) illiberale in Francia, i reazionari Fratelli d’Italia e i loro compagni di viaggio rimangono – giustamente -inaccettabili per molti elettori. La loro formale esclusione dalla vita politica, però, non è più un dogma. Ed è bene che sia così. Anche se c’è poco da rallegrarsi per l’avanzata del populismo, è meglio affrontare le ideologie più nefaste d’Europa piuttosto che fingere di poterle far sparire con un semplice gesto.

Sono queste le riflessioni e i pensieri che mi sono venuti in mente quando l’altro giorno, nella città in cui abito, Firenze (quartiere Rifredi), c’è stata una notevole mobilitazione contro l’apertura di una sede del partito dell’eurodeputato generale Vannacci. Tutto bloccato, polizia a sfare in assetto antisommossa, striscioni tipo “non vogliamo i fascisti”, etc. Firenze, l’Italia, come il Belgio francofono? Pur con tutte le difficoltà di farsi sentire in un contesto mediatico a 360 gradi quanto condizionato dai più forti e potenti, è questo il metodo – lecito, quanto per me infruttuoso, non mi si fraintenda – per cercare di contrastare la crescita del populismo (filo-fascista in questo caso). Non sarebbe meglio utilizzare queste energie, queste disponibilità dell’interesse popolare per far conoscere a tutte le parti cosa propone uno e cosa propone l’altro, e far scegliere agli individui cosa possa per loro essere meglio per il governo locale quanto nazionale, financo europeo?

Sentiamo l’eco di qualche contestazione tipo “coi fascisti non si parla, lo diceva anche il presidente Sandro Pertini”, “la nostra Costituzione nasce dall’antifascismo”, etc. Proprio così. Il nostro, per quanto democraticamente imperfetto, non è un regime fascista e lo dimostra il fatto che Vannacci, che talvolta si distingue con pagliacciate che si rifanno al regime fascista del secolo scorso, è stato eletto al Parlamento europeo e possa decidere di aprire una sede dove crede. Chi auspica una sorta di metodo belga non si rende conto di trasformare il confronto per le scelte in legittimità per l’esistenza. Situazione che ha portato questi populismi a crescere sull’onda emotiva piuttosto che per contenuti e fattibilità delle loro politiche. Non ci sono Bastiglie da conquistare, marce da fare su Roma o incendi del Reichstag, ma mettere alla prova le capacità di ognuno. Siete contenti, per esempio, delle politiche del governo Meloni? Fanno esse il vostro interesse di cittadini e consumatori?

I cordoni ombelicali fascisti sono molto presenti nella nostra società (anche in chi dice di combattere i fascisti stessi). Vogliamo reciderli con migliori offerte o rafforzarli come unica alimentazione?

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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