Auður Ava Ólafsdóttir. Pronunciare il nome della scrittrice islandese non è del tutto agevole, ma leggere il suo ultimo romanzo, sì. Non a caso “Hotel Silence” è stato eletto libro dell’anno dai librai d’Islanda. Una delicata vicenda che ha a che fare con il senso della vita, e su come quel senso possa perdersi e ritrovarsi. Questo, infatti, accade a Jónas, un quasi cinquantenne, bravissimo ad aggiustare tutte le cose, ma non la propria vita ridotta a pezzi. Divorziato, con una figlia che credeva sua fino a quando la ex moglie gli ha rivelato che non era lui il padre, con una mamma ormai persa in una crescente demenza senile. E’ perso anche Jónas, in piena crisi di identità, poiché gli sono venuti a mancare tutti i punti di riferimento. A ritrovare qualcosa di sé non serve nemmeno rinvenire i diari di gioventù, dai quali emergono due suoi grandi interessi: i corpi celesti e i corpi femminili. Il ragazzo di allora risulta, oggi, essere a lui un perfetto sconosciuto; la sua vita un percorso da una menzogna all’altra. Decide dunque di farla finita, e grazie alle sue spiccate doti per il ‘fai da te’, studia il modo migliore per suicidarsi evitando agli altri – soprattutto alla figlia – la visione di scene shoccanti. Decide così di andare all’estero, in una località semidistrutta dalla guerra civile e ancora disseminata di mine antiuomo. Prende alloggio nel defilato Hotel Silence; ha con sé solo un cambio di vestiti e l’inseparabile cassetta degli attrezzi (il romanzo non manca di sottile ironia). I giorni all’Hotel Silence cominciano, però, a passare uno dopo l’altro, senza che Jónas attui il tragico piano. A ‘distrarlo’ dai propri intendimenti sono gli incontri che lui ha con le persone del posto segnate dal dramma della guerra, con le loro ferite, parole, silenzi; come nel caso dei due giovanissimi gestori dell’albergo, fratello e sorella (lei con un bambino) sopravvissuti alla distruzione. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/au-ur-olafsdottir-se-l-umanita-resiste-agli-orrori-del-mondo_2665.html
Auður Ólafsdóttir, se l’umanità resiste agli orrori del mondo
Info Luigi Oliveto
giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001; 2003; seconda edizione accresciuta), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d’Autore. Guida letteraria della città e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Così come è curatore, insieme a Carlo Fini, del libro di Pecchioli Chi la sa non la insegna. Raccolta di proverbi e modi di dire senesi (1995), dell’intervista di Mario Luzi realizzata per il calendario – libro Le Crete e la Val d’Orcia. Un terra di celeste stella (2000), dei volumi Mi guarda Siena con testi di Mario Luzi e immagini fotografiche di Pepi Merisio (2002) e Toscana Mater (2004) con testi di Mario Luzi e foto degli Archivi Alinari. Suoi anche i testi della guida Castelnuovo Berardenga. Storia, arte, natura e tradizioni (2007) e dell’album Indy e Lib (la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” adatta per i bambini delle scuole elementari) giunto alla terza edizione. Oliveto è anche autore/sceneggiatore del documentario televisivo La città raccontata (2004) e, per la parte dei testi, del documentario Palio (2006) pubblicato in dvd. Nel 2007 ha curato il libro Qui sostò l’eroe. Garibaldi in terra di Siena (2007, primamedia editore). Nel 2011 ha scritto Giosué Carducci.Una vita da poeta e nel 2012 Giovanni Pascoli. Il poeta delle cose (primamedia editore). Da oltre dieci anni tiene una rubrica (Aforismi del giorno dopo) sul Corriere di Siena. Nel 2006 la sua attività pubblicistica trova un significativo riconoscimento con la menzione speciale al Premio giornalistico “Paolo Frajese”. È direttore responsabile di Sienalibri.it, portale di cultura e promozione libraria.

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