Non la voglia di trovare ospitalità in una casa ma la ferma volontà di costruirne una nuova di zecca; non discussioni su leadership ed organigrammi, ma idee e proposte per i problemi e le inquietudini della società di oggi.
A Rimini, da venerdì 8 a domenica 10 febbraio si svolge la Conferenza programmatica di “Socialismo XXI Secolo”. Sono attesi, allo Yes Hotel Touring, fra i tre e i quattrocento rappresentanti di circoli, associazioni, gruppi e siti web di ispirazione socialista e socialdemocratica. E’ la prima importante reazione, a sinistra, alla cocente sconfitta elettorale del 4 marzo scorso. E, in più, una reazione che consente alla sinistra di allargare il suo perimetro ed assumere contorni nuovi rispetto al recente passato. Perché rientra in gioco, dopo un lunghissima assenza, un’area culturale e politica socialista, laica, liberale che ha l’ambizione di contribuire a definire per la sinistra italiana tutta, una immagine più nitida e più europea dal punto di vista politico e programmatico.
Il dibattito verterà tutto sui programmi, ed ha avuto una meticolosa preparazione. Quasi un anno di lavoro che ebbe inizio il 24 marzo scorso a Livorno. Nella città che aveva visto, nel 1921, consumarsi la scissione fra socialisti e comunisti, si ritrovarono, autoconvocandosi, alcune centinaia di socialisti riformisti. Che non si limitarono a sancire la definitiva vittoria storica del riformismo di Turati rispetto alla scissione comunista. Presero il solenne impegno di un grande appuntamento per dimostrare che la cultura socialista e democratica è in grado di fornire, ancora oggi, le risposte più adeguate ai problemi della società.
Perciò, nelle giornate di Rimini, ad avere spazio non saranno i temi della politica vuota e autoreferenziale. Saranno i temi delle persone: Europa, economia e occupazione, fisco, questione meridionale, sanità, ambiente, migrazioni, infrastrutture, diritti civili, scuola e università, Costituzione, assetti istituzionali e leggi elettorali per uno Stato moderno in grado di coniugare l’efficienza del governo con il rispetto della democrazia. La discussione si svilupperà sulla base di schede redatte in quasi un anno, dal primo incontro di Livorno ad oggi, e già sottoposte ad una prima valutazione nel corso di una serie di incontri svoltisi al nord, al centro al sud dell’Italia.
Più che a fondare un partito, la Conferenza di Rimini punta a mettere assieme un corpo di idee che, senza dimenticare le radici, consenta oggi di conquistare lo spazio che le macerie della sinistra hanno lasciato completamente vuoto. Attraverso un percorso inclusivo, senza pretendere adesioni preventive; e alla condizione di continuare a credere fermamente che la distinzione tra destra e sinistra, anche dopo l’estinzione del comunismo, è reale e attuale.

Caro Nicola, questo convegno mi ricorda sotto certi aspetti quello di Bertinoro, ma è in una fase politica completamente diversa per cui rischia di non essere utile. Non ce la faccio a venire, ma manderò un mio contributo scritto che magari vorrai pubblicare (come sempre da parte Tua) su Pensalibero.
Per un dinosauro socialista è interessante che si svolga un convegno, scrupolosamente preparato s’intende, convegno al quale non vengono invitati i socialisti veri.
Per socialisti veri intendo quelli che non si sono svenduti ai loro aguzzini, quelli che si chiamavano comunisti e pendevano dal rublo e dopo deretana sublimazione si sono rimateliarizzati socialisti, social liberali e altri ossimori di cui solo mestieranti voltagabbana sono capaci.
Chi ha mantenuto alta la bandiera, non dimenticando D’Alema, ricordando ad ogni occasione la statura di Craxi, Bettino s’intende, statista, l’intelligenza di quella classe dirigente, primo fra tutti Gianni De Michelis,
la lungimiranza di questi uomini, che hanno pagato semplicemente il loro essere fattivamente democratici e nemici giurati dell’Ignotocrazia.
Delle idee di questi dinosauri, che hanno creato le condizioni di libertà e benessere dell’Italia, si fregiano ora i nostri polichetti.
Chi ha ideato il corridoio 5, i collegamenti per aprire ai mercati le nostre industrie, aperto all’importanza del mercato cinese, posto i carabinieriarmati davanti agli “americani” a baluardo della nostra democrazia, prefigurato le migrazioni ecc..
Ricordo come ora la precisa profetizzazione di Gianni De Michelis, a casa mia, sulle migrazioni dall’Africa e la soluzione, già allora, nel ’92.
Una soluzione, senza muri, che da sempre sono stati e saranno scavalcati, una soluzione illuminata e sopratutto umana.
Questo divide i socialisti da tutti gli altri: l’umanità e la ricerca della giustizia vera.
Noi volevamo salvare Aldo Moro, noi abbiamo immolato Matteotti, Mattei e non ultimo Craxi.
Il socialista è colui che pone l’uomo davanti a tutto.
Spiace cari compagni ed amici, ma da laico convinto per una volta devo essere d’accordo con un prete, anzi un pretone come il Cardinale Biffi: la fine dell’ideologia ha tolto alla politica l’indirizzo filosofico, l’obiettivo del proprio esistere, che dovrebbe essere il miglioramento costante delle condizioni di vita dell’uomo.
C’è bisogno più che mai di ideologia, c’è bisogno più che mai di socialismo.
Fiorenzo Da Ros