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Associazione Enrico Berlinguer: non circolo per nostalgici, ma centro di ricerca sulla memoria storica al servizio dell’Italia

Ieri a Firenze nella storica sede del SMS di Rifredi (fondata il 30 aprile 1883 come Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai ed Industriali di Rifredi) Achille Occhetto – insieme a sua moglie Aureliana Alberici, a Michele Ventura ed a Ugo Sposetti – ha inaugurato la sezione regionale dell’Associazione Enrico Berlinguer per la Toscana. La data é stata scelta perché il 13 giugno di 42 anni fa, a Roma, si svolgevano i funerali di Berlinguer. Un evento che il maestro Umberto Pizzi ha fotografato mirabilmente. https://formiche.net/gallerie/100-anni-di-enrico-berlinguer-foto-archivio-pizzi/ . Nel suo intervento Occhetto ha sottolineato che per la sua generazione ricordare Berlinguer non può essere soltanto esperessione di una fisologica nostalgia, ma deve costituire l’occasione per ricostruire – soprattutto per le nuove generazioni – la memoria storica di ciò che Enrico Berlinguer ha effettivamente rappresentato in termini di azione e di pensiero politico.

di Marco Mayer | 14 Giugno 2026

Ieri  a Firenze nella storica sede del SMS di Rifredi (fondata il 30 aprile 1883 come Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai ed Industriali di Rifredi)  Achille Occhetto – insieme a sua  moglie Aureliana Alberici, a Michele Ventura ed a Ugo Sposetti –  ha inaugurato la sezione regionale dell’Associazione Enrico Berlinguer per la Toscana. La data é stata scelta  perché  il 13 giugno di 42 anni fa, a Roma, si svolgevano i funerali  di Berlinguer. Un evento che  il maestro Umberto Pizzi  ha  fotografato mirabilmente.  https://formiche.net/gallerie/100-anni-di-enrico-berlinguer-foto-archivio-pizzi/ . Nel suo  intervento Occhetto ha sottolineato che per la sua generazione ricordare Berlinguer non può essere soltanto esperessione di una fisologica nostalgia, ma deve costituire l’occasione per  ricostruire – soprattutto per le nuove generazioni – la memoria storica di ciò che  Enrico Berlinguer ha effettivamente rappresentato in termini di azione e di pensiero politico.  L ‘ex segretario del PCI e del PDS ha ricordato  le posizioni innovative di Berlinguer sul piano europeo e internazionale: in particolare l’avvicinamento  del PCI alla sinistra europea e le prese di distanza dal PCUS.  Per quanto riguarda la svolta della Bolognina   https://formiche.net/2019/11/occhetto-muro-berlino/#content  Achille Occhetto ha precisato di non aver idea di come Enrico Berlinguer avrebbe reagito al crollo del muro di Berlino, ma di ritenere che di fronte ad un così grande mutamento della storia mondiale Berlinguer avrebbe scelto “la strada dell’innovazione”. Non é questa la sede per accendere i riflettori sul ruolo svolto del PCI nell’Italia degli anni settanta. Tuttavia un aspetto importante che oggi viene dimenticato é il grande impegno del PCI nel contrasto al terrorismo (“rosso” o “nero” che fosse).  In una  intervista al sottoscritto  il  generale Mario Mori ha ricordato  il drammatico giorno del ritrovamento del cadavere di  Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse quando vide operare in perfetta intesa il Ministro dell’Interno  Francesco Cossiga, e il Ministro “ombra” del Partito comunista italiano, Ugo Pecchioli https://www.treccani.it/enciclopedia/ugo-pecchioli_(Dizionario-Biografico)/. Mori  afferma:” tutti noi presenti, nella drammatica circostanza, capimmo che i due uomini politici in quel momento, nel loro agire, non rappresentavano uno schieramento, ma erano lì in quanto espressione materiale della coesione delle istituzioni nazionali” https://www.ilriformista.it/il-generale-mori-loperazione-messina-denaro-falli-per-incomprensioni-tra-pm-e-007-falcone-e-borsellino-tirati-per-la-giacchetta-da-destra-e-sinistra-474265/

La ricchezza della documentazione che l’associazione Enrico Berlinguer e le fondazioni collegate mettono a disposizione degli studiosi consente di accendere i riflettori su aspetti rimasti ancora in ombra nelle vicende della sinistra e della politica italiana tra il 1972 e il 1984.  A questo proposito mi vengono in mente due documenti della CIA (davvero numerosi quelli  dedicati a Berlinguer e al PCI)  che si possono facilmente consultare nel sito   https://www.cia.gov/readingroom/home.  Il primo é il briefing giornaliero del 27 ottobre del 1970  al Presidente degli Stati Uniti (all’epoca Richard Nixon) https://www.cia.gov/readingroom/document/0005977762 in cui si sostiene che analizzando gli equilibri interni al PCI in vista della successione di Luigi Longo alla segreteria del partito nessuno dei due candidati (Enrico Berlinguer e Giorgio Amendola) si colloca  “in pole position”. In questa analisi dello stallo in corso  la CIA segnala al Presidente (For President only)  che al contrario di Enrico Berlinguer – molto vicino ad Alexander Dubcek e alla primavera di Praga  – un eventuale vittoria di Giorgio Amendola avrebbe contribuito a sciogliere il gelo intercorso tra PCI e Cremlino dopo l’invasione sovietica della  Cecoslovacchia. Il secondo documento (di 22 ben pagine) é del giugno 1975  e  contiene l’ esplicita previsione  che il PCI  di Berlinguer contribuirà alla stabilizzazione  dell’Italia nella seconda metà degli anni settanta https://www.cia.gov/readingroom/docs/CIA-RDP86T00608R000600170026-1.pdf Il documento affronta una pluralità di temi  – quali ad esempio l’estromissione di Armando Cossuta dalla segreteria del partito –  e prende  in considerazione le implicazioni per la NATO nel caso (ritenuto altamente improbabile) che alcuni esponenti del PCI dovessero diventare Ministri della Difesa e degli Esteri.  E’ la fase ci furono a Roma numerosi incontri di Sergio Segre https://www.foreignaffairs.com/articles/italy/1976-07-01/communist-question-italy  e di Luciano Barca con esponenti del Dipartimento di Stato nonché una grande attenzione al PCI da parte di numerosi scienziati politici americani, Joseph La Palombara in primis. Per   quanto riguarda le preoccupazioni sulla NATO la celebre intervista di Berlinguer a Giampaolo Pansa sul Corriere dellla Sera del 15 giugno 1976 metterà un punto fermo sulla questione https://enricoberlinguer.fondazionegramsci.org/scheda-scritti/IT-GRAMSCI-HIST0134-0001530. Nel PCI guidato da Enrico Berlinguer non ci furono solo rose e fiori. Il rifiuto della “socialdemocrazia” così come il permanere del centralismo democratico e dei finanziamenti da Mosca sono aspetti  critici che non si possono ignorare. Tuttavia – pur con questi limiti –  la leadership di  Berlinguer  nel PCI negli anni settanta ha un grande valore politico e culturale, un pezzo di storia contemporanea che i giovani devono conoscere e approfondire. 

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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