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Assemblea Bankitalia: instabilità internazionale e stato di salute dell’economia

L’instabilità internazionale, lo stato di salute dell’economia, in Italia e a livello globale, le condizioni del credito e del sistema finanziario sono state al centro delle Considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in occasione della pubblicazione della Relazione annuale sul 2025 di Via Nazionale, venerdì 29 maggio 2026 dalle ore 10. Nella relazione il Governatore della Banca d’Italia ha evidenziato come la tecnologia rappresenterà “il terreno decisivo” per il futuro dell’economia italiana. Secondo Panetta, intelligenza artificiale, robotica e innovazione stanno già trasformando profondamente i processi produttivi ed avranno un impatto determinante sulla competitività del Paese. Il Governatore ha sottolineato che la rivoluzione tecnologica “non produrrà spontaneamente benessere condiviso” e dovrà quindi esser guidata con attenzione, affinché lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rimanga al servizio delle persone e della società, evitando concentrazioni eccessive di potere tecnologico.

di Salvatore Rondello | 1 Giugno 2026

L’instabilità internazionale, lo stato di salute dell’economia, in Italia e a livello globale, le condizioni del credito e del sistema finanziario sono state al centro delle Considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in occasione della pubblicazione della Relazione annuale sul 2025 di Via Nazionale, venerdì 29 maggio 2026 dalle ore 10. Nella relazione il Governatore della Banca d’Italia ha evidenziato come la tecnologia rappresenterà “il terreno decisivo” per il futuro dell’economia italiana.
Secondo Panetta, intelligenza artificiale, robotica e innovazione stanno già trasformando profondamente i processi produttivi ed avranno un impatto determinante sulla competitività del Paese. Il Governatore ha sottolineato che la rivoluzione tecnologica “non produrrà spontaneamente benessere condiviso” e dovrà quindi esser guidata con attenzione, affinché lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rimanga al servizio delle persone e della società, evitando concentrazioni eccessive di potere tecnologico.
Nel corso delle considerazioni finali, il Governatore della Banca d’Italia ha inoltre richiamato il sistema bancario alla prudenza nella concessione del credito, in un contesto segnato dalle tensioni internazionali, dalla guerra e dall’incertezza sui tassi di interesse.
Nello stesso tempo, Panetta ha avvertito che occorre evitare “una restrizione indiscriminata del credito, che rischierebbe di frenare ulteriormente investimenti, crescita economica e capacità produttiva del Paese”.
In un mondo sempre più frammentato, minacciato da guerre e shock energetico, l’economia italiana perde slancio e rischia, nello scenario peggiore, la stagnazione o la contrazione. Il nodo resta la produttività, una sfida non più rinviabile, ed è cruciale superare le debolezze decennali, puntare sull’intelligenza artificiale ma soprattutto sulle competenze dei giovani, perché possano “concorrere al progresso del Paese”.
Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nelle Considerazioni finali traccia la rotta, in un contesto di incertezza elevata in cui le tensioni inflazionistiche richiedono di ricalibrare l’orientamento della politica monetaria della Bce per evitare una spirale prezzi-salari.
Panetta ha avvertito: “Il conflitto del Golfo Persico ha drammaticamente modificato la situazione globale e la crescita mondiale è esposta a rischi più numerosi, più interconnessi e più difficili da governare rispetto al passato. Il blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita abitualmente un quinto delle forniture mondiali di petrolio e di gas liquefatto ha provocato carenze di offerta e forti rincari delle materie prime energetiche. Il quadro generale resta fragile, poiché con ingenti debiti pubblici e vulnerabilità crescenti nell’intermediazione non bancaria, anche shock circoscritti possono generare effetti a cascata. In Italia, dal 2019 l’economia ha mostrato una significativa capacità di tenuta ma ora lo slancio si è attenuato, e hanno pesato il deterioramento del quadro geopolitico, l’inasprimento delle politiche commerciali statunitensi e le difficoltà dell’economia tedesca, principale mercato di sbocco delle nostre esportazioni. Il conflitto ha indebolito prospettive già fragili. Secondo le proiezioni, l’attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi: negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi. In prospettiva, il nodo della competitività rischia di tornare centrale di fronte alla concorrenza cinese che accresce la pressione anche nei comparti manifatturieri tecnologicamente avanzati. Senza un deciso aumento della produttività, l’economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti”.
Secondo Panetta: “La demografia rende questa sfida non rinviabile. Pertanto occorre affrontare le debolezze che da decenni frenano l’economia italiana: la scarsa innovazione, i bassi livelli di capitale umano, la dipendenza energetica”.
Panetta ha spiegato: “L’intelligenza artificiale può divenire una leva decisiva per rilanciare la produttività, con un contributo di 0,2 punti percentuali all’anno in uno scenario di adozione lenta, e di oltre 1 punto in caso di diffusione rapida e pervasiva. Un’adozione estesa dell’IA incontra però ostacoli significativi, soprattutto tra le imprese minori, e per superarli l’intervento pubblico può essere decisivo, soprattutto nelle fasi iniziali. La rivoluzione tecnologica dev’essere governata e il successo dipenderà dalla capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani. Un Paese che innova deve saper valorizzare le competenze, premiare il merito, trattenere e attrarre talenti, consentire a ciascuno di contribuire secondo le proprie abilità. È una questione di efficienza e di giustizia insieme. L’Italia dispone di punti di forza rilevanti ma serve una strategia in grado di mobilitare queste risorse: non sussidi generici, ma politiche mirate. Il nostro Paese può contare, infatti, su conoscenze scientifiche all’avanguardia, risorse umane da valorizzare, un sistema produttivo con eccellenze riconosciute, una solida posizione finanziaria di banche, imprese e famiglie. Si tratta di un patrimonio prezioso e perché diventi un vero vantaggio, occorre orientarlo verso crescita, redditi e prosperità negli anni a venire”.
La via indicata da Panetta è quindi di imboccare con decisione un sentiero che consenta di ridurre stabilmente il peso del debito pubblico liberando così risorse per la spesa sociale e per lo sviluppo. Però, in tal senso, la politica populista del governo Meloni non sta facendo nulla e rischia di portare il Paese verso un impoverimento.
Il numero uno di Bankitalia ha ammonito: “Di fronte ai rischi inflazionistici, le misure mirate e temporanee di sostegno a famiglie e imprese, per attenuare l’impatto dei rincari, vanno affiancate da interventi strutturali volti ad affrontare la vulnerabilità energetica. Solo accelerando la transizione energetica potremo ridurre stabilmente la dipendenza dall’estero ed evitare che nuovi shock tornino a colpire duramente redditi, competitività e crescita.”
Sull’energia nucleare Panetta ha detto: “Le nuove tecnologie in via di sviluppo meritano un’attenta valutazione”. Un invito alla prudenza ed un freno sull’energia nucleare senza fornire soluzioni alternative come la geotermia che sarebbe una scelta di svolta per il Paese.
Il sistema bancario, per il governatore resta solido, con un buon livello di patrimonializzazione, pronto a nuove aggregazioni, nazionali e transfrontaliere.
Dai dati forniti dalla Banca d’Italia, al 31 dicembre del 2025 il debito delle Amministrazioni pubbliche era pari a 3.095,5 miliardi; alla fine del 2024 ammontava a 2.966,9 miliardi. L’aumento del debito rispetto all’anno precedente ha riflesso il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (109,2 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (14,7 miliardi, a 52,4) e l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio (4,6 miliardi).
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 132,0 miliardi, a 3.016,3, mentre quello delle Amministrazioni locali si è ridotto di 3,4 miliardi, a 79,1; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile. La responsabilità dell’aumento del debito pubblico è quindi unicamente imputabile alle manovre del Governo Meloni.
La vita media residua del debito è risultata in linea con quella di fine 2024 (7,9 anni).
Nel corso del 2025 la quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia è diminuita, collocandosi al 18,5 per cento, dal 21,6 al termine dell’anno precedente.
In prospettiva, i provvedimenti che il governo sta per adottare con la legge finanziaria in corso di elaborazione peggiorerebbero ulteriormente il debito dello Stato. Infatti, ci sono quattro testi in materia di condono edilizio, con la possibilità di sanare abusi e opere senza titolo ultimate entro settembre 2025 ed ampliamento della platea per la rottamazione quinquies. Il governo farebbe affidamento alle riserve auree detenute dalla Banca d’Italia, anche se appartengono allo Stato. La loro distrazione dalle funzioni di garanzia e custodia presso l’Istituto di via Nazionale, potrebbero avere effetti destabilizzanti anche per la solidità monetaria dell’euro e spingerebbero in alto lo spread per la collocazione di titoli di Stato.
Fratelli d’Italia punta sulle norme in materia di condono edilizio. Chiede che l’oro detenuto da Bankitalia, poco meno di 2.500 tonnellate che fungono da garanzia di solvibilità del Paese, appartenga allo Stato, in nome del popolo italiano. E propone la revisione della norma sui dividendi, abbassando al 5%, rispetto al 10% del testo varato in Cdm, il tetto di partecipazione nel capitale per ottenere la tassazione agevolata. Spazio tra i segnalati del partito anche al fondo di previdenza complementare per i nuovi nati. Presente anche un’imposta speciale di bollo, di 500 euro, su ogni pagamento per l’acquisto di beni o servizi effettuato in denaro contante per cifre comprese tra 5.001 e 10.000 euro, un’altra boutade effimera.
La Lega spinge per allargare le maglie della nuova rottamazione anche a coloro che hanno accertamenti in corso. Il partito di via Bellerio propone anche la sterilizzazione dell’aumento dell’età pensionabile per le forze dell’ordine. Richiede assunzioni straordinarie di personale delle Forze di polizia. La sospensione dell’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. E la soppressione delle modifiche sulla disciplina della tassazione sui dividendi.
Forza Italia dovrebbe valorizzare le sue proposte su casa, dividendi e fondi aggiuntivi per le forze dell’ordine. Noi Moderati propende per il ritocco al ribasso della cedolare secca sugli affitti lunghi.
Sono state avanzate anche ipotesi di varare una “procedura di rivalutazione fiscale dell’oro da investimento” per cercare coperture agli emendamenti. La proposta di introdurre una rivalutazione agevolata dell’oro da investimento senza documentazione d’acquisto (con l’applicazione di un’aliquota del 12,5%, anziché il 26% per facilitare l’emersione e garantire un significativo incremento del gettito) in realtà non sarebbe attuabile.
Le modifiche di legge per intervenire sull’oro delle riserve della Banca d’Italia, non ha ancora avuto seguito anche per le osservazioni della Bce che ha chiesto spiegazioni sulla finalità della richiesta avanzata dal governo italiano. In assenza di spiegazioni in merito alla finalità, le autorità italiane sono state invitate a riconsiderare la richiesta anche al fine di preservare l’esercizio indipendente dei compiti fondamentali connessi al SEBC della Banca d’Italia ai sensi del trattato, come si legge in un parere della Banca centrale europea relativo alla proprietà delle riserve auree della Banca d’Italia.
La Bce ha anche osservato che “ove le autorità italiane considerino necessario chiarire la proprietà giuridica delle riserve auree, la Banca d’Italia deve essere consultata al fine di assicurare che i requisiti imposti dal trattato e in particolare l’indipendenza della Banca d’Italia stabilita dall’articolo 130 del trattato continuino a essere pienamente rispettati”.
Il governo e la maggioranza sarebbero intenzionati a portare avanti la proposta avanzata da FdI per mettere mani sulla riserva aurea custodita da Bankitalia, nonostante i pareri della Bce. Lo si apprende da fonti parlamentari che sostengono: “Forniremo senza difficoltà i chiarimenti necessari”. L’emendamento originario presentato alla manovra di Bilancio per il 2026 presentato a dicembre 2025. Tuttavia, la partita non è stata ancora chiusa definitivamente.
Dunque, quast’anno l’assemblea annuale della Banca d’Italia si è svolta in un clima di profonde divergenze con il governo Meloni, non solo sugli indirizzi di politica economica, ma anche sulla custodia delle riserve auree che per dimensione vedono l’Italia al quarto posto nel mondo.
In questo clima, il governo Meloni perde credibilità nello scenario europeo ed anche nel contesto internazionale. Tuttavia, continua a sentirsi forte in Parlamento per l’assenza di una credibile opposizione.

Salvatore Rondello

Assemblea Bankitalia: instabilità internazionale e stato di salute dell’economia
Pubblicato in : Editoriale

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

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