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Assad, Putin e Omar il Ceceno.

di Enrico Martelloni | 27 Dicembre 2016

Che cosa vuol dire ceceno?  Si legge spesso “ Arrestato ceceno” o cose del genere dopo molti attentati e stragi che in questi anni mostrano come la nuova guerra mondiale stia divampando sul pianeta. In modo esponenziale in Europa. L’ultima circostanza di riferimenti a ceceni è avvenuta alcuni giorni fa per la strage di Berlino e del tir che, come in Francia ha mietuto molte vittime. Perché dunque chiamare ceceno un terrorista se questa piccola regione caucasica fa parte della Russia? Si dovrebbe dire che l’attentatore o il collaboratore dell’attentato è russo; forese chi vive ad esempio in Irkutsk, sul lago Baikal, è solo un buriato e non un russo? Quindi la Russia è la responsabile degli attentati nell’Europa occidentale non meno dei bombardamenti di Aleppo in sostegno di  Bashar al Assad e del partito scita Baath  cui la Russia da il suo sostegno incondizionato già da molti anni, prima che il padre Hafiz al Assad divenisse presidente nel 1971, cioè prima dell’intervento sovietico nella guerra dei sei giorni contro Israele.  Dal porto di Sebastopoli partirono ne l 1967 le navi militari russe a sostegno della Syria, ed è questo il motivo per il quale Putin ha occupato la Crimea e parte dell’Ucraina dove ancora c’è una spietata guerra di liberazione dall’invasore russo. Procediamo con più chiarezza. Nella storia russa la Cecenia ha sempre dato filo da torcere, cosi come l’Ucraina ha sempre creato problemi a Stalin che ne sterminò a milioni nelle carestie del 1932-33 e ’46-47, senza parlare di quella del 1921 di Lenin . Occupata la Cecenia ed annessa dallo zar Alessandro I alla Russia, i ceceni non si sono mai dati per vinti, anche e durate l’epoca  di Stalin  e della dittatura comunista fino all’ultimo Segretario Generale del partito, Gorbaciov. Ma ben due guerre, una  scatenate da Putin, contro la Cecenia hanno sconvolto questa regione e il suo popolo di europei,  mentre veniva rasa al suolo dai bombardamenti la capitale Groznyj. Dietro il massacro di civili da parte dell’esercito russo c’è la fuga di migliaia di persone nel vicino Daghestan. La disperazione cecena per conseguenza  ha innescato le due celebri stragi : quella della scuola di Beslan in Ossezia e del teatro Dubrovka a Mosca, dove la responsabilità di Putin sono state messe in evidenza e denunciate dalle stesse madri che videro uccisi i propri bambini, come Ella Kaesaeva di Beslan, nonna del piccolo trucidato dai russi mentre fuggiva dalla finestra con la madre. Così come anche per la giornalista indipendente Anna Stepanovna Politkoskaja, di cui suggerisco il libro sulla guerra cecena “ A Dyrty War”, assassinata, come molti altri giornalisti, per avere indagato sulle responsabilità di Putin in queste stragi.  La fine della Cecenia e dei suoi leader laici, aprì la porta ai fuggitivi di  Al Qaeda dall’Afghanistan, nel mentre s’istaurava il potere di Kadirov dopo la morte del padre in un attentato provocato da Basayev.  Oggi Kadirov  governa il paese, sotto l’islamismo e la sharia ed è il braccio armato di Putin, fedelissimo al punto di essere disposto a marciare sull’Ucraina o ad esultare per la strage di Charlie Hebdo. In questa zona franca della Russia, si sono appoggiati da anni le forze di Al Qaeda e dell’Isis che, in un momento successivo hanno combattuto in Iraq per la costruzione del Califfato fino ad avere, oltre che in Syria, il punto logistico per la preparazione di terroristi e combattenti . Dal giorno che alla Russia furono imposte le sanzioni economiche, in particolar modo per l’importazione di alta tecnologia per aver occupato militarmente l’Ucraina, si è scatenato in Europa e nel Mondo una serie di attentati,  partendo da quelli  di Canada ed Australia,  di sicura matrice fanatico islamica.  Omar il Ceceno è un esempio concreto della legame tra Isis e la piccola provincia, ucciso lo scorso luglio in un bombardamento nei pressi di Mosul. Era il numero due di Isis, un capo temibile strategicamente abile, considerato uomo di punta nelle gerarchia del Califfato. Georgiano di nascita da famiglia cecena fu espulso dall’esercito. Dopo il carcere, per commercio di armi, è finito tra i ranghi dell’Isis. L’Emirato del Caucaso, cioè la Cecenia è parte della Russia dove il presidente è Ramzan Kadyrov. Nelle diatribe e faide interne dove è difficile capire i movimenti, i fondamentalisti ceceni accolsero un po’ tutti coloro che erano fuggiti dall’Afghanistan.  Il triangolo Putin, Assad e Isis è solidale perché l’opposizione non è Isis per Assad, ma i gruppi sunniti e curdi suddivisi in vari e differenti gruppi che resistevano ad  Aleppo. L’esercito russo in Siria combatte i sunniti di Aleppo nemici di Assad che con frequenti bombardamenti annientano i loro oppositori caduti in questi giorni. Nessuno dei siriani in fuga ha mai  passato il confine per rifugiarsi in Russia e come già detto lo scorso anno, Putin ha trovato un nuovo modo per destabilizzare l’Europa che, da parte sua non ha una politica estera degna di questo nome semplicemente perché l’Europa non esiste.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : MaidanTag: anni, europa, francia, guerra mondiale, iraq, Laici, madri, mondo, persone, putin, scuola, siria, sostegno, stia

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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