Un’importante opportunità di confronto tra gli imprenditori per dare voce alle storie di impresa e all’importanza di formarsi per innovare. Al villaggio Confartigianato al MECSPE di Parma, si sono susseguite le storie aziendali e le esperienze su come la formazione ha inciso sull’innovazione 4.0 dell’impresa.
Guido Radoani, responsabile Coordinamento Categorie di Confartigianato Imprese e Stefano Valvason, direttore generale di A.P.I. hanno introdotto l’evento ed evidenziato quanto la formazione sia una leva strategica per creare le basi per un solido sviluppo e rilancio del sistema impresa.
L’impresa 4.0 sta portando, infatti, rapidi cambiamenti a livello mondiale, le PMI non possono permettersi di non cogliere le opportunità, ma per farlo è necessario ridisegnare il processo aziendale in ottica digitale. Alla base, però, ci deve essere la capacità di gestire il cambiamento e la consapevolezza dell’uso delle tecnologie.
Per questo imprenditori e lavoratori devono essere formati.
Il Governo con il piano Industria 4.0 e successivamente Impresa 4.0 ha dimostrato attenzione alle PMI, chiesta a gran voce dalle Associazioni datoriali. Un passo importante per portare le imprese italiane nella competizione internazionale.
Gli interventi degli imprenditori sono stati preceduti da una relazione sullo stato dell’arte del Piano a cura di Paolo Manfredi, responsabile Strategie Digitali di Confartigianato Imprese.
Federico Boin, imprenditore titolare di Cometec – nel suo intervento – ha confermato “l’importanza di digitalizzare l’azienda, cosa che ha fatto già a fine 2015 per poter aver sotto controllo lo stato di avanzamento della produzione, scelta condivisa con i soci e i propri collaboratori e che ad oggi ha evidenziato un aumento della redditività aziendale”.
Luciana Ciceri, imprenditrice titolare di Ciceri De Mondel – Filoalfa – nel corso dell’intervento – ha spiegato che “l’innovazione 4.0 nella nostra azienda non è stata una decisione nata in “sala riunioni”, ma nel “reparto produttivo”. La scelta di cimentarsi con l’estrusione di filamenti plastici per la stampa 3D FFF ci ha portato, come fornitori, nel cuore della quarta rivoluzione industriale. I passaggi successivi, rivedere i nostri processi e aggiornare le nostre competenze, sono stati una conseguenza: una grande sfida e una grande opportunità di crescita personale e aziendale”.
Damiano Pietri, imprenditore titolare di ABC Bilance ha evidenziato come “le nuove tecnologie mettano a dura prova le nostre aziende manifatturiere: ci impongo investimenti impegnativi, cambiano i processi di lavoro interni, cambiano i servizi e i prodotti offerti ai clienti. Le nuove tecnologie vanno conosciute bene. E le persone? Cambiare costa fatica e non tutti siamo disponibili a farlo. Ma forse tre cose ci possono aiutare: formazione, formazione, formazione”.
Italo Moriggi, imprenditore titolare di Skorpion Engineering ha tracciato il suo percorso “ho fondato l’azienda nel 2004 come precursore delle tecnologie di Additive Manufacturing. Per me la produzione additiva è la parte finale di un processo che inizia con un nuovo modo di progettare. Tradizionalmente, si partiva da un blocco di materiale per dare forma a un prototipo, ma oggi partiamo dal vuoto e aggiungiamo materiale solo dove è necessario. Per cogliere gli enormi vantaggi dell’AM, è necessario progettare modelli e prodotti che non possono essere realizzati utilizzando le tecnologie tradizionali. La formazione su questo nuovo modo di pensare e progettare è fondamentale per fruttare gli enormi vantaggi derivanti dalle tecnologie additive, formazione non soltanto rivolta a giovani ma anche e soprattutto alle aziende. Sono le aziende – conclude Moriggi – le prime a dover cambiare modo di progettare per approcciare le nuove tecnologie e i vantaggi che possono portare alle imprese”.
Paolo Rolandi, presidente Confartigianato Meccanica e Paolo Galassi, presidente A.P.I., hanno concluso il dibattito.
Paolo Rolandi, presidente di Confartigianato Meccanica ha evidenziato che “l’imprenditore artigiano ha compreso prima di altri che la cosiddetta IV Rivoluzione Industriale potrà ritenersi tale solo se saremo in grado di formare i nostri collaboratori a gestire e governare i dati, le informazioni e le possibilità cognitive che i nuovi processi e le macchine sono in grado di produrre. Se le Istituzioni saranno in grado di supportare i nostri Imprenditori a gestire questa vera e propria rivoluzione culturale non dovremo temere che quella grande opportunità che è il digitale diventi una minaccia per le nostre imprese, per i nostri imprenditori, per l’occupazione in generale. Gli imprenditori artigiani sanno perfettamente che per garantire il futuro e la prosperità economica del nostro sistema devono puntare su un costante e continuo aggiornamento delle proprie conoscenze e quelle dei loro collaboratori, speriamo che anche la Politica lo capisca e ci aiuti in questo percorso”.
Paolo Galassi, presidente di A.P.I., ha evidenziato che “il Governo ha fortunatamente accolto le richieste delle PMI e prorogato il credito di imposta per le imprese che fanno formazione in ottica 4.0. I lavoratori, infatti, rappresentano il valore delle imprese e ne costituiscono un elemento fondamentale per lo sviluppo e la competitività. Oggi più che mai, per poter affrontare con successo le nuove sfide connesse anche all’Industria 4.0, all’innovazione tecnologica e all’internazionalizzazione, le PMI hanno la necessità di formare adeguatamente le risorse che operano in azienda, attraverso l’aggiornamento delle loro competenze e, di poter contare su un bacino di nuove professionalità in grado di governare i cambiamenti in atto. Diventa pertanto fondamentale che si sostengano le iniziative di formazione, favorendone l’accesso anche alle micro e piccole imprese che altrimenti non avrebbero modo di sostenere la crescita del proprio personale interno, diversamente dalle grandi con più disponibilità economiche. Non dimentichiamo che le imprese sono guidate dagli imprenditori nella rivoluzione industriale, è necessario quindi incentivare anche la loro formazione”.

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