Sul ventilatore impazzito che sta inondando di fango grandi imprenditori, vivi e defunti ( a cominciare da colui che per mezzo secolo è stato il più grande di tutti), direttori di giornali ( a cominciare dai due più moralisti di tutti) e, more solito politici (a cominciare da colui che da quindici anni è il più importante di tutti), non ci prendiamo e non ci prendano in giro.
Alle mammolette ed ai cherubini improbabili dell’ultima ora vale la pena di ricordare una serie di circostanze, note anche ai sassi, che offrono uno spaccato veritiero del nostro Paese.
Primo: che Berlusconi non sapesse degli attacchi del direttore del Giornale, Feltri ai direttori di Repubblica e Avvenire, Mauro e Boffo e al defunto presidente della Fiat, Gianni Agnelli, è cosa che solo in Italia si può dire senza essere fulminati all’istante dal ridicolo.
I direttori dei giornali e dei TG sanno da soli cosa scrivere nell’interesse di chi li ha nominati e contro i loro avversari politici e, soprattutto, negli affari. Sono al loro posto per questo, così come quasi tutti gli editori sono tali per questo: cioè per lucrare non direttamente dalla vendita dei loro giornali ma dalle conseguenze di ciò che i loro giornali scrivono. Dunque: se Berlusconi non sapeva ciò che avrebbe scritto Feltri, Feltri sapeva benissimo cosa Berlusconi si aspettava che lui scrivesse; così come Ezio Mauro sa benissimo cosa si aspetta da lui Carlo De Benedetti e il direttore di Avvenire Boffo cosa si aspettano da lui i vescovi italiani, il direttore del TG1 cosa si aspetta da lui Berlusconi, il direttore del TG3 cosa si aspetta oggi da lui Franceschini al netto da ciò che potrebbe aspettarsi da lui, domani, Bersani.
Secondo: ma di che si lamentano le “vittime” di oggi , esse stesse aduse, da anni, ad usare giornali e TV come plotoni di esecuzione contro i loro avversari?
E’ vero: senza i suoi soldi e senza i suoi giornali Berlusconi non sarebbe protagonista della scena politica italiana. Sarebbe stato spazzato via come un fuscello dalla gioiosa macchina da guerra, dai magistrati militanti e dalla conferenza dei direttori dei giornali “democratici”. Ma è questo il vero limite ed il problema dell’Italia. Nessuno, in nessun campo, e non solo in politica, può farsi avanti da solo, esclusivamente per i propri meriti. Il metodo della cooptazione, come certi riti, è un universalmente riconosciuto ed accettato. La nostra democrazia funziona a metà proprio perché solo con i mezzi di Berlusconi è possibile fare ciò che ha fatto lui. Ma a lamentarsene non possono essere proprio coloro che tengono il Paese avvolto nella ferrea rete da una cui smagliatura è sbucato Berlusconi.
Terzo: si inondano le pagine dei giornali per parlare di meretricio, pederastia, beghe familiari, sotterfugi fiscali, in Italia, nel momento in cui, in tutto il mondo, si parla di posti di lavoro, credito, finanza. Non succede per caso. Sui temi del governo del Paese, sulle scelte economiche, persino su quelle etiche, la politica è in vacanza da quindici anni. Meglio: ha rilasciato una delega in bianco affinché esercitino una interminabile supplenza, al potere economico e finanziario, ai sindacati ed alle organizzazioni di categoria e, ultima ma non da meno, alla Chiesa. Se centro-destra e centro-sinistra si scontrassero su questi temi, verrebbe fuori che non sono diversi tra loro e che all’interno di entrambi gli schieramenti c’è una grande confusione. E’ sulle bagattelle, sugli scontri virulenti sul niente che si rinsaldano le rispettive tifoserie.
Dunque: non ci resta che ribadire una nostra opinione. Non è nuova, ma non è colpa nostra se ogni giorno succedono cose che ad essa ci fanno sempre più affezionare.
E’ necessario, assolutamente, seppellire quanto prima i frutti avvelenati della mai nata seconda repubblica. Anche sacrificando a questo obbiettivo antiche coerenze e sperimentando convergenze inedite. Forse non basterà. Ma senza questo passaggio è impossibile uscire dallo stagno.
Nicola Cariglia

Non è da oggi che il gruppo Espresso-Republica cerca di far fare a Berlusconi , la stessa fine di Craxi.Ho condiviso totalmente il commento di Stefania Craxi sul “Giornale” di qualche giorno fa.Il resto sono quisquillie” o disquisizioni sul sesso degli angeli.Chi viene da lontano ed ha vissuto la fine della Prima Repubblica queste cose le sa e bene,come dovrebbe sapere i motivi veri di questa guerra Le puttane e le ragazzine sono strumenti scialbini ,squallidi.
Ed allora sono con Feltri.” A briganre,brigante e mezzo” come ripeteva Bettino.E trovo calzante quanto detto da Grillini:
“I moralisti. coloro che vogliono dare lezioni di moralità,abbiano il coraggiodi girare con la telecamera nelle mutande”.
Che il nostro napoletano parli di “vile attacco personale ed un attentato alla pochissima libertà di stampa rimastaci” è il segno più evidente che l’attenzione popolare è svegliabile solo con sollecitazioni di tipo morboso ,e non certo “funzionale” (con argomentazioni su lavoro,giustizia,sicurezza ed altre bagatelle del genere ). I frutti avvelenati della mai nata seconda repubblica sono belli,polposi e ben curati : sono i giardinieri di simile ortaglia che assolutamente vanno licenziati su due piedi ,senza curarsi di assicurarsene la benevolenza.E’ questo il problema ,inutile girarci intorno…
“Disgustoso, indecente, ipocrita, diffamatorio..ecc.” Sul caso Feltri – Boffo gli aggettivi forti si sprecano, ma nessuno ravvisa la penosa immagine del Presidente della CEI signor Bagnasco che si scaglia in terreni giudizi di moralità politica scendendo come da un palcoscenico l’altare dove avrebbe appena officiato un sacramento. Un sacramento dico, di cui Bagnasco evidentemente si spoglia in un batter d’occhio. Il fatto è che tecnologia medica e globalismo hanno annullato la famosa divergenza tra Chiesa e cristianesimo, quella divergenza dove gli atei devoti prosperavano fin dal tempo dei Lumi. Ora la Chiesa è nuda, la sua ragion di stato è una ragion di stato qualunque senza l’indulgenza storica che le è stata sempre accordata, la Chiesa e i suoi storici nemici atei e liberi pensatori si ritrovano dalla stessa parte a discettare su chi è stato il primo relativista, quello della trave nell’occhio o Voltaire. Dibattito patetico quanto inutile. Il ritorno stentato dell’anticlericalismo a destra segnala la disfatta sociale della sinistra ed è il vero convitato di pietra perché ammazza pigre identificazioni e esorta alle nuove che fanno paura. In ciò la dissestata Italia pare all’avanguardia rispetto al resto d’Europa di cui ancora invidiamo come modelli ottimali tutte le società statali contente di ben funzionare. Ben funzionare: forse troppo poco per averle costantemente ad esempio. M.S.
delle due l’una: o, com’è assai probabile, Berlusconi sapeva dell’attacco a Boffo per averlo diretttamente commissionato ed allora è un mentitore oppure non lo sapeva ma lo approva in quanto è Boffo che si è dimesso ( o dimisssionato secondo alcune teorie) e non Feltri. In entrambi i casi berlusconi è direttamente od indirettamente responsabile di un vile attacco personale ed un attentato alla pochissima libertà di stampa rimastaci.