Roma si prepara ad accogliere Bush. Il presidente americano arriverà venerdì sera e ripartirà domenica mattina. Nella capitale nessuna zona rossa per la sicurezza dell’ospite ma solo uno schieramento impressionante di forze dell’ordine. Prodi ha già messo le mani avanti invitando i pezzi più irrequieti della la sua maggioranza (si fa per dire) a non scendere in piazza. Suggerimento già respinto al mittente da Diliberto e Giordano. Bertinotti aveva addirittura lasciato intendere che non aveva nessuna intenzione di stringere la mano all’ospite, proposito poi, per fortuna, rientrato. Non desisteranno invece dal manifestare con i no global e i movimenti “pacifisti”, verdi, comunisti italiani e rifondaroli. Speriamo davvero non succedano incidenti ma anche nell’ipotesi che tutto vada nel migliore dei modi assisteremo ancora un volta alla telenovella tutta italiana di una classe politica di governo (ancora una volta si fa per dire) che guida uno dei paesi più industrializzati del mondo e che va in piazza a manifestare contro il presidente del suo più importante alleato ed amico. Sarà l’ennesima brutta figura, all’estero. Ma sarà anche un nuovo campanello d’allarme per la coalizione di centrosinistra. Perché la novità della manifestazione romana contro Bush, sono previste, come sempre, decine di migliaia di persone, è che la stessa sarà certo contro la politica degli Usa ma anche, come ha detto il leader no global Caruso, che fra l’altro è membro del Parlamento italiano e della maggioranza di governo, contro “le connivenze e le ambiguità del governo Prodi in politica estera”. Un’avvisaglia di questo nuovo clima che si sta creando nel Paese si è avuto alla chiusura del Festival dell’economia di Trento. Una rappresentante del comitato che lotta contro l’allargamento della base americana di Vicenza è stata fatta salire sul palco, dove era presente Prodi, per esporre le ragioni dei manifestanti e la loro delusione per la scelta di un governo che prima del voto aveva fatto ben altre promesse. Insomma, dopo un anno di vita, l’Esecutivo comincia ad essere contestato da quelle frange di elettorato di sinistra che sono state più che determinanti per la vittoria elettorale. Se il fenomeno non resterà isolato i giorni per Prodi sono davvero contati. Perché una cosa è certa: per il centro destra, anche per le sue divisioni interne sul che fare dopo una eventuale caduta del governo, Prodi può governare tranquillamente fino al 2011.
Arriva Bush. Movimenti e no global in piazza contro il presidente USA ma anche contro la politica di Prodi
Sarà l’ennesima brutta figura, all’estero. Ma sarà anche un nuovo campanello d’allarme per la coalizione di centrosinistra.

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