La mostra pone una riflessione sul concetto di Moderno e di Primitivismo, sull’elaborazione del “viaggio “come conoscenza attraversando luoghi, isole,
culture e contatto con le comunità locali.
Artisti del Novecento, da Arp, Mirò, Matisse, Giacometti, Gauguin nel corso dei loro viaggi hanno delineato il concetto di “lsola” luogo ideale, ricco di potenti risvolti spirituali ed emozionali e, soprattutto privo delle derive della società civilizzata.
Le straordinarie esperienze di questi artisti, introiettate e, successivamente tradotte nell’ambito di ricerche creative ed espressive, hanno dato atto alla realizzazione di opere dense di significati simbolicie di rinnovamenti stlistici.
Jean Arp nella sezione che lo delinea è rappresentato anche nella veste di appassionato collezionista di statuette cicladiche, affascinato dalle forme e dalla bellezza delle rappresentazioni …
L’espressionista tedesco Max Pechstein arrivato nell’arcipelago di Palau nel 1914 visse assieme alle comunità locali nell’Isola di Angaur ritraendo volti maschili con tratti solenni come fossero divinità.
Ed ancora, – nell’esposizione visibile sino al 16 novembre- raccontata la figura di Joan Mirò all’Isola di Pasqua che trova nuove ispirazioni per nuove forme scultoree, idem per Alberto Giacometti che crea e disegna fra l’Isola del Maloja.
Ma la prima grande fuga dalla civiltà è quella di Gauguin che approda in Bretagna nel 1886, magnifico luogo magnetico, lussurreggiante che coniuga terra e mare e vegetazione, roccia e acqua: incontri tra elementi che possono generare l’idea del Mito.
Il percorso del MAN mira alla riproposizione positiva dello stereotipo, legato al concetto di Isola quale forma di isolamento, chiusura, esclusione. Significativa la sezione dedicata in mostra alla Sardegna, un’occasione per comprendere attraverso nuclei tematici la figura della” Dea Madre” e“il Toro”(simboli fertilità) ”, il Capovolto”(rappresentazione dell’ al di là) e le statue Menhir antropomorfe, veri e propri Idoli scolpiti nella pietra che dominano il paesaggio come presenze eterne. La selezione di reperti archeologici – più di 70- sono stati prestati dai Musei Sardi, dal Dipartimento greco -etrusco- romano del Musée du Louvre di Parigi, la Collezione National Gallery di Praga (per le opere lignee di Gauguin), la Galleria Moderna di Milano, Musée Maurice Denis, Museo di Locarno, Fondazione Giacometti, Archivi Matisse, Archivio Florence Hanri, collezioni private italiane Diffusione Italia International Group Srl e la collezione di stampe Sesana.
Laura Novello
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