• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

ARISTOFANE “LE DONNE AL PARLAMENTO” RCS Libri SpA, Milano 2012

di Bepi La Medica | 23 Settembre 2012

UNA PROPOSTA DISPERATA

Aristofane chiama per nome i responsabili del disastro (noi diremmo oggi il prodotto del disastro), come se oggi indicassimo Prodi, Berlusconi e Monti le personalità cui rivolgere i peggiori strali.

Quando Aristofane scrisse quest’opera Atene era sprofondata in una tremenda crisi in conseguenza della guerra con Sparta. Nel 404 a.c. era terminata la guerra e l’economia e il commercio ateniese languivano. Occorreva una riforma radicale per tentare di invertire il declino, per tentare di ritrovare l’antico splendore. Aristofane propose una “rivoluzione conservatrice”: le donne al parlamento.

Aristofane chiama per nome i responsabili del disastro (noi diremmo oggi il prodotto del disastro), come se oggi indicassimo Prodi, Berlusconi e Monti le personalità cui rivolgere i peggiori strali.

Irride Socrate, Euripide e Cleone, i politici e gli intellettuali del suo tempo.

La “rivoluzione conservatrice” proposta da Aristofane consiste nella ginecocrazia e nel comunismo, quale reazione all’establishment giudicato deleterio. “Tutti i loro decreti sono vaneggiamenti di ubriachi…e si ingiuriano come alcolizzati” dicono i cittadini, perciò prestano attenzione alla proposta della donna Prassagora travestita da uomo.

“Io dico che bisogna affidare il governo alle donne; del resto già le utilizziamo in casa come amministratrici e tesoriere…non si sognano di fare esperimenti. E invece Atene, se anche le cose funzionano, non sta bene se non escogita qualche novità. Loro siedono e cucinano come ai bei tempi…rompono le scatole agli uomini, come ai bei tempi…godono a farsi fottere, come ai bei tempi. E quindi non stiamo a sprecare parole e affidiamo loro la città, senza chiederci cosa faranno. Semplicemente, lasciamole governare.”

Dicevo “rivoluzione conservatrice”, sì rivoluzione perché le donne erano escluse dalla vita politica, conservatrice perché solo chi si comporta come ai “bei tempi andati” può garantire il ritorno alle glorie passate. I demagoghi ateniesi avevano dato una pessima prova con la loro smania di innovare in qualsiasi caso.

Parlavo anche di comunismo quale ulteriore elemento di questa rivoluzione vagheggiata da Aristofane.

“Tutti i mezzi di vita devono essere in comune e uguali per tutti…Nessuno più farà qualcosa perché costrettovi dalla miseria; tutti avranno tutto…anche le donne verranno messe in comune: staranno con chi le vuole e faranno figli con chi le vuole…accanto alle belle staranno le brutte e rincagnate; chi vuole la bella dovrà prima farsi la brutta.”

Il marito di Prassagora si intimorisce: “Ma insomma, che razza di vita ci prepari?”, esclama. Il totalitarismo che si mostra nella visione politica di Prassagora non poteva non intimorire chi si ricorda della vecchia libertà degli ateniesi.

“Ma vedo un brutto rischio, per gente della nostra età, se prendono loro le redini dello stato, che non ci costringano a forza…a fotterle.” Il costringere a forza al rapporto sessuale è solo un aspetto della costrizione in cui vivranno le persone nell’eden vagheggiato da Prassagora.

“Daremo tutto a tutti in abbondanza e se ne andranno ubriachi, con corone e fiaccole. E le donne staranno per via e abborderanno i reduci dal banchetto, e diranno: ‘Vieni qui, c’è una bella ragazza’. E un’altra dirà dal balcone ‘ Qui ce n’è una bellissima, incantevole …però prima devi venire a letto con me’. E i brutti, andando dietro ai bei giovani, diranno ‘Dove corri? E’ perfettamente inutile che tu ci vada: è stato decretato che i brutti e rincagnati fottano per primi.’”

Aristofane, tutt’altro che di sentimenti liberali, considera la ginecocrazia foriera di altra confusione. Infatti la commedia si conclude con la contesa tra vecchie e giovani nell’uso e nell’abuso dei maschi anche perché, secondo la mentalità maschilista e misogina di Aristofane, le donne pensano solo a “quello”.

“PRIMA VECCHIA: Se qualcuno vuole sentire il vero piacere, deve venire a letto con me. Non nelle giovani è la scienza d’amore, ma nelle donne mature.

RAGAZZA: Non invidiare le ragazze: la sede del piacere sta nelle tenere cosce, fiorisce sui seni; tu puoi incipriarti e depilarti quanto puoi: piacerai solo al dio della morte.”

Eva Cantarella nella prefazione così scrive: “Le donne al parlamento, a ben vedere, è la tragica espressione della crisi di una società che assiste impotente al crollo della sua grandezza e dei suoi ideali. Ridotta a tal punto da potere essere governata dalle donne, in un regime comunista.”

In tempi di crisi occorrono rimedi radicali. Attenti, rimedi da rivoluzione conservatrice, anche se ammantati da femminismo e comunismo, sono quelli che vanno rifiutati, perciò occorre rilanciare la leadership culturale che ha la sua radice nella libertà individuale.

Sommario: Prefazione di Eva Cantarella – LE DONNE AL PARLAMENTO – Nota biografica

Pubblicato in : Invito alla lettura

Info Bepi La Medica

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti