In Argentina si dice che il peronismo è come il tifo per il Boca Juniors: raccoglie il 50% più uno della popolazione. Ecco perché se nella provincia di Buenos Aires la figura peronista più emblematica, l’ex presidente ed ex ‘primera dama’ Cristina Fernández de Kirchner, arriva seconda nella corsa per il Senato, non è esagerato dire che si tratta quasi di una rivoluzione.
La Kirchner torna tra i banchi senatoriali avendo la sua lista ottenuto il secondo miglior risultato; ma quella andata in scena in occasione delle elezioni legislative di medio termine per il rinnovo di metà dei deputati e un terzo dei senatori è comunque una rivoluzione tripla. È infatti la prima volta in trent’anni che la Kirchner non vince un’elezione. Non solo, ma viene battuta nella provincia della capitale argentina, che è stata storicamente una roccaforte del peronismo. E, infine, viene sconfitta dalla destra, della lista Cambiemos del presidente Mauricio Macri.
È bene ricordare che, storicamente, in Argentina la destra non ha mai avuto vere opportunità elettorali. Le urne non hanno mai sorriso ai conservatori e ai liberali, tanto che nel passato hanno avuto bisogno di utilizzare i carri armati per arrivare al potere. Questa volta, invece, sembra che la nuova destra di Macri stia facendo breccia tra la popolazione.
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Unidad Ciudadana, guidata da Cristina Kirchner perde per pochi punti percentuali contro il liberal fascismo di Macrì unicamente a causa della divisione del fronte peronista. “Affarinternazionali” non lo scrive.
Curioso poi che questo sito affermi che in Venezuela, ove hanno vinto i socialisti, ci siano stati brogli (non riconosciuti ormai nemmeno dall’ opposizione), mentre in Argentina dia come assodato il risultato di Macrì.
C è da ridere se non da piangere.
La nuova destra di Macrì ?
Il nuovo fascismo !