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Appresi di essere a Càscina e capii perché mi mancava il respiro

di Mario Rigli | 4 Agosto 2020

Avevamo votato presto quel giorno Lisa ed io. Da qualche anno voto sempre di mattina, da quella volta che, tornando dal mare,  mi trovai impaludato in una coda infinita nella Siena- Grosseto  o nella E45 da Riccione, non ricordo bene.  Sudavo freddo in quella coda  a passo di lumaca, sudavo nonostante il caldo infernale. Arrivai in tempo però, poco prima delle 11. Da quel giorno voto sempre la mattina anche se sto a casa.
Lisa doveva vedere una cucina componibile, la nostra stava cadendo a pezzi.  Mondo Convenienza era a Prato o nei pressi di Pisa. Decidemmo per Pisa, il tempo non era poi male come le previsioni  avevano detto.
Navacchio era il nome del posto del centro commerciale, ma appena sceso di macchina mi sembrò quasi mi mancasse il respiro. Ora io non amo i centri commerciali, da sempre, ma una sensazione così strana non l’avevo mai provata. Non riuscivo a spiegarmela a  meno che il mio leggero enfisema non si fosse acuito di colpo. Buttai via la sigaretta ancora a metà.
– Mi scusi – chiesi alla commessa che stava illustrando a Lisa le caratteristiche miracolose di una piccola cucina componibile – Navacchio è comune?
– No è una frazione di Cascina –
Mi resi subito conto del perché non potessi respirare in quel posto!
Mi venne subito in mente l’immagine del sindaco, anzi della sindaca, come si usa dire oggi, della cittadina nei pressi di Pisa.  Si, quella delle sentinelle notturne, quella “che è giusto che i medici calabresi siano pagati meno dei medici toscani”, quella che mette il nome Kinzica alla figlia, quella di Imagine e dei Puffi come covo di comunisti.
Ora capivo bene perché non potevo respirare! Mi succedeva sempre quando la vedevo in televisione, non accettavo che un sindaco toscano potesse avere quelle idee, non sopportavo che simili scempiaggini potessero essere detti con quella lingua melodiosa, almeno per me, con quell’accento alquanto simile al mio.
– Lisa, vado a fare un giro –
– Ok, torna presto, ho bisogno dei tuoi consigli –
E finalmente comincio a respirare bene quando nell’edicola del centro commerciale vedo la locandina del “Vernacoliere”.  Si,  se stiamo entrando in buchi neri del pensiero, forse è meglio riderci su.
Ho preso la via di casa da quel posto prima possibile. Forse avrei preferito che il nome di quella cittadina fosse una parola piana invece che sdrucciola,  Cascìna al posto di Càscina, avrei respirato meglio.
Ma in quel giorno il respiro mancava anche a casa, quando ho acceso la tv e ho cominciato  sentire gli exit poll, mi sono sentito mancare, altro che respiro!
Non mi sembrava  possibile che il mio popolo fosse questo!
Ho inalato subito il Braltus, sono andato a letto, ma non ho dormito un minuto. Solo il giorno dopo mi sono ripreso vedendo un piantina dove la mia terra, solo la mia terra manteneva un colore vivido e con Curzio ho ringraziato Dio di essere un maledetto toscano.

Mario Rigli

Pubblicato in : Primo pianoTag: calabresi, mare, medici, mondo, pisa, Prato, siena, usa

Info Mario Rigli

Nato a Terranuova Bracciolini il 7-7-49. Si è occupato di poesia e narrativa da sempre. Ha partecipato, con importanti riconoscimenti, a numerosi premi letterari nazionali e internazionali. Nel corso del 1985 ha pubblicato il volume di racconti “Laurine” presso l’Editore “La Ginestra” di Firenze, ha ottenuto la targa di rappresentanza alla decima edizione del Premio Casentino, il Primo Premio Assoluto al “Cardo d’Argento”, il 1° assoluto a Concorso Internazionale “Natale di Pace” a Roma. Per il complesso della sua attività gli è stato conferito il riconoscimento “Gli Etruschi” a Roma. Nel 1986 ha conseguito il Premio Speciale “Trofeo delle Nazioni” a Roma, il 2° ex-aequo per la poesia al concorso “Federico Garcia Lorca” , il 6° premio per la narrativa alla XVI edizione del premio “San Valentino” di Terni, il Trofeo di Rappresentanza alla undicesima edizione del “Casentino”, il 5° ex-aequo per la poesia al premio “Città di Cava”: Nello stesso anno gli è stato conferito il riconoscimento “I Protagonisti”. Nel 1995 ha pubblicato la raccolta poetica “Immaginato nettare” con l’editore carta verde e nel 1998 la raccolta poetica “A ticket to hell” a due mani con il figlio Filippo sempre per l’editore Carta Verde. Suoi lavori recenti sono “Schegge di Luna” pubblicato in arabo nel 2013 ad Amman in Giordania traduzione e prefazione del poeta e traduttore Nizar Sartawi. Una pubblicazione a Mombay sempre nel 2013 in lingua hindi da parte della poetessa e traduttrice Vijaya Kandpal. La traduzione e la prefazione per il poeta arabo candidato al nobel per la poesia Munir Mezyed del volume “Le uve della vigna del cielo” pubblicato in Italia da Albatros nel 2011. Ha partecipato come unico autore italiano alla antologia poetica internazionale “The second genesis” pubblicata a Waipur India. Nel 2014 è stato coautore del libro “Intelligenze per la pace” insieme a Gianmario Lucini per le edizioni CFR. Nel 2014 ha scritto la prefazione e illustrato il libro “Le luci del Pratomagno di Ulisse Giovannuzzi. Nel 2015 ha scritto la postfazione del volume : “Storia di una mattonella di graniglia” di Fernando Poccetti. Nel 2016 ha tradotto in Italiano e ha fatto la prefazione per il volume “The birth of a poet” del poeta libanese Mohammad Ikbal Harb edito da Inner Child Press (Usa) e ha partecipato con sue poesie alle antologie internazionali “Morocco” e “Aleppo” sempre edite da Inner Child. Nel 2017 si è tenuta una sua retrospettiva nella sala del Consiglio Comunale di Terranuova Bracciolini, di pittura, scultura, poesia, narrativa e musica di quarant’anni del suo lavoro. Nel novembre del 2017, come paroliere è uscito il suo CD “Poesie in Musica” musicato, arrangiato e cantato da Fabio Martoglio. Le sue poesie sono tradotte in inglese, francese, spagnolo, portoghese, macedone, russo, arabo, hindi, pagasinian, tedesco . Suoi racconti e poesie sono presenti in antologie e riviste. Come pittore e scultore ha partecipato a moltre mostre regionali e nazionali.

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