L’ignoranza della legge non è ammessa in nessuna civiltà giuridica e in nessun Paese democratico, e i principi giurisprudenziali che in democrazia definiscono sia l’innocenza e sia la colpevolezza, sono dei postulati. Da oltre un quarto di secolo, questi principi sono stati, di fatto, messi in discussione, persino adulterati, in un contesto di distrazione di massa, favorita dallo zelo in conformismo, delle agorà, catodiche e cartacee che del termine di innocenza e colpevolezza hanno finito per accettarne che venisse fatto strame.Che il cittadino ignorante, nel Paese della bulimia legislativa, che alimenta la spropositata massa di laureati in legge e di avvocati, come in nessun altro Paese al mondo, e che esonda per presenze tra deputati e senatori, possa avere le idee confuse è un altro dei postulati.Ciò che non è francamente ammissibile, è che un politico, per di più avvocato o laureato in legge, faccia strame dei principi giuridico-costituzionali, che dovrebbero assicurare la qualità democratica di una comunità.Il Sindaco di Roma, che di professione ‘faceva’ l’avvocato, di fronte all’ipotesi di rinvio a giudizio, ha inopinatamente affermato di aver agito in buona fede, certamente non un concetto giuridico, e come fa notare, l’attento Mattia Feltri, nel suo quotidiano Buongiorno, ‘ il sindaco dovrebbe sapere che la buona fede è un’aggravante politica: l’ignoranza allarma, non tranquillizza’; ma per il Movimento 5* , punta dell’iceberg, del ‘degagisme’ nostrano, il non sapere è un valore, in quanto il rischio è dover fare le cose in più del necessario. ma dal punto di vista della civiltà giuridica, è ancor più grave, ciò, che in nome del garantismo, avrebbe dichiarato Matteo Renzi, l’augurio alla Raggi, ovvero di saper dimostrare la propria innocenza. Un laureato in legge nonché ex ed aspirante premier, proprio in tema di garantismo, come scrive Feltri ‘non può trascurare che nessuno è chiamato a dimostrare la sua innocenza, ma è alle procure che spetta dimostrare la colpevolezza’.
Il dubbio che rimane: Davigo sarà già riuscito a cambiare la cultura giuridica di questo Paese, o dobbiamo allertare Staffelli e ‘Striscia la Notizia’.
Mimmo Merlo (lavocemetropolitana.it)

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