Si è aperto oggi a Firenze l’Anno Massonico 2006/2007, alla presenza del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia Luigi DANESIN, del Luogotenente Luigi PRUNETI e del Delegato Magistrale per la Regione Massonica Toscana Giuliano LASCHI.
Un’occasione per fare un bilancio della situazione della Gran Loggia d’Italia in Toscana e per presentare le iniziative pubbliche previste per il prossimo futuro.
La Gran Loggia d’Italia conta in Toscana 84 logge e 1400 fratelli, concentrati in particolar modo a Firenze e Prato. Nel capoluogo toscano, le logge sono 26, pari a oltre il 30% del totale, e 465 i fratelli, di cui circa il 20% donne. «Dati, che – spiega Riccardo Conticelli, Grande Ispettore provinciale dell’Oriente di Firenze – sono in costante crescita rispetto al passato. Ad esempio, nella provincia massonica di Firenze, che comprende, oltre al capoluogo toscano, Pieve a Nievole e Fiesole, in un solo anno sono nate ben due nuove logge». «Le prime logge massoniche sono nate proprio nella nostra regione – incalza il Delegato Magistrale Giuliano Laschi – e infatti i toscani sentono molto la massoneria: lo dimostrano le continue e crescenti richieste di affiliazione».
In Toscana, come d’altronde nel resto d’Italia, la Gran Loggia è impegnata nella società civile con importanti iniziative di solidarietà. L’Oriente di Firenze – che già in passato ha portato avanti iniziative di solidarietà a favore della Fondazione Tommasino Bacciotti, di Emergency e dei brasiliani ‘Ninos de Rua’ – negli ultimi due anni ha raccolto circa 10mila euro a favore di un villaggio del centro dell’India, Bramhanapalli. In particolare, 3500 euro sono stati destinati al ‘Baba Residential Learning Centre’, una scuola frequentata da bambini e bambine appartenenti all’ultima delle caste, per l’acquisto un pulmino, e 2500 euro sono servite per la realizzazione di un pozzo per approvvigionare di acqua il villaggio di Bramhanapalli.
A livello nazionale, invece, è stato donato un contributo di oltre 70mila euro alla Gran Loggia d’Italia del Libano, per l’acquisto di beni di prima necessità (tra cui acqua e farina), giocattoli, materassi e abiti da destinare in particolare alla famiglie dei villaggi di frontiera, che hanno perso tutto nel corso della recente crisi internazionale. E proprio in Libano si è concretizzata quella tradizione di tolleranza e di fratellanza propria dell’Obbedienza. «Nella loggia ‘Cavalieri d’Oriente’ di Beirut – spiega il Gran Maestro Luigi Danesin – convivono 9 confessioni diverse. Alla guida della loggia, inoltre, c’è una donna, a testimonianza del fatto che se si esclude il genere femminile, si può realizzare solo una ‘mezza fratellanza’».
Posizione confermata dal Luogotenente Vicario Luigi Pruneti, che ha dichiarato: «Il nostro laicismo è un laicismo ‘debole’, di metodo, privo di contenuti ideologici, ed è l’atteggiamento necessario per vivere in uno Stato democratico, in cui venga garantita la libertà di esprimere il proprio pensiero. Insomma, non possiamo presumere di essere depositari della Verità, più di quanto non lo siano gli altri».
Ref. Locale: 348.2617343

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