

La Fap Acli ( Federazione Anziani e Pensionati) è un sindacato pensionati che, in quanto parte del sistema Acli ha anche natura associativa. Conta 130mila iscritti a livello nazionale, 14.500 in Toscana.
Nel Congresso nel quale sono stato eletto Segretario regionale della Toscana, abbiamo individuato alcune linee guida per il prossimo mandato.
Al primo posto, ovviamente, la tutela sindacale dei nostri iscritti e assistenza a tutta la popolazione anziana per le questioni previdenziali e sociali, in collaborazione con il Patronato Acli Caf Acli che hanno specifica competenza in questo settore e un significativo radicamento sul territorio. E in collaborazione anche con altri servizi o forme associative delle Acli con il Punto Famiglia e Acli colf presenti nelle Sedi provinciali.
Inoltre, considero altrettanto prioritario un impegno sui temi della sanità e delle politiche sociali con riferimento ai nuovi bisogni che stanno emergendo con il crescere dell’aspettativa di vita ma, parallelamente, anche delle cronicità e delle situazioni di disabilità o, comunque, di fragilità.
Tra le problematiche più note le liste d’attesa o le necessità sempre più frequenti di ricorrere al privato che sono aspetti eclatanti della crisi della sanità pubblica.
Ma ci sono anche varie altre problematiche che vanno affrontate.
Leggiamo in un recente articolo de Il Sole 24 ore del 5 maggio scorso“Farmaci, la spesa schizza sopra i 25 miliardi: revisione del prontuario in pista” dove si riporta che secondo l’ultimo report dell’Agenzia italiana del farmaco, nel 2025 la spesa del servizio sanitario nazionale per i farmaci (quelli gratuiti e quelli per i qual si paga il ticket) ha avuto una nuova impennata ed ha oltrepassato i 25 miliardi. Quindi si parla di una possibile revisione del prontuario. (per l’articolo completo di Marzio Bartoloni si rinvia a :
https://www.ilsole24ore.com/art/farmaci-spesa-schizza-sopra-25-miliardi-revisione-prontuario-pista-AITk23qC)
Nel rapporto si commenta che l’impennata è “legata innanzitutto a una domanda di salute che esplode con l’invecchiamento della popolazione – anche in altri Paesi europei la spesa per i farmaci corre, sottolinea la stessa Aifa – e in cui pesa l’arrivo di molti farmaci innovativi e terapie per malattie rare spesso costose che sono state approvate ma che ora presentano il conto.”
Tutto questo-commentiamo noi a nostra volta- non è una novità: sono praticamente 80 anni che si sapeva che il baby boom del dopoguerra avrebbe prodotto una crescita della popolazione anziana. Quindi non c’è da meravigliarsi ma da provvedere.
E non certo con una revisione del prontuario in senso restrittivo. Anzi è facile vedere che molti farmaci, sebbene siano necessari per la salute, sono a totale carico del cittadino. Qualcuno pensa che antinfluenzali e antipiretici o farmaci per disturbi gastrointestinali (solo per fare alcuni esempi ma ce ne sarebbero molti altri da citare) li prendiamo per divertimento o come dessert a fine pasto? Eppure ce li paghiamo a prezzo intero. E allora il prontuario va ampliato, non ristretto. Su tale problematica ci batteremo a fondo visto che la classe politica da questo orecchio non ci sente. E gli anziani li vede solo come un peso sociale.
Inoltre, Governo e Parlamento dovrebbero interessarsi dei soggetti “incapienti” (per lo più sono i pensionati a basso reddito) che non possono scaricare nemmeno quel 19% di spese mediche se un anno si trovano a superare il tetto delle loro ritenute Irpef. Risultato paradossale! Ancor di più il fatto che non si possa spalmare la detrazione in più anni se non per cifre particolarmente rilevanti. Difficile da capire la ratio legis.
Poi altro problema da affrontare: se l’aspettativa di vita cresce, perché non alzare anche l’età dalla quale si è esclusi dagli screening oncologici? Già perché ?
Ma non vogliamo limitarci alle critiche bensì compiere anche un percorso di attenzione e di collaborazione circa le nuove opportunità del sistema socio-sanitario affinché le nostre proposte contribuiscano a renderle più efficaci.
.Cito come esempio l’istituto dell’infermiere di comunità e il ruolo dei medici di famiglia , che sono tra i punti salienti delle Case di Comunità.
Avere un’assistenza sempre più centrata sulla persona e sulla comunità è importante specie per la popolazione anziana e per i disabili.
Tuttavia, servono risorse adeguate per avere una disponibilità infermieristica. Ci sono anziani non autosufficienti per i quali non basta la badante e occorre una presenza frequente di assistenza domiciliare.
Peraltro, anche quella del sistema badanti è una problematica di grande rilievo che deve essere affrontata e inserita appieno all’interno del sistema di welfare che riguarda specificamente la popolazione anziana.
C’è un ultimo aspetto che abbiamo affrontato nel nostro Congresso: gli anziani come risorsa in quanto portatori di esperienze e che tramandano la memoria storica. Per questo abbiamo già effettuato varie e significative iniziative come pubblicazioni sulla storia delle Acli inserita in quella dell’Italia repubblicana, dai primi anni del dopoguerra ad oggi e un volume collettaneo “Profeti di pace” dedicato a Giorgio La Pira, Don Milani, Padre Balducci. Altre ne seguiranno in quest’anno che celebra l’80 anniversario della Repubblica e negli anni successivi che saranno dedicati a una lettura dei lavori della Costituente con commenti di giuristi ai vari articoli della nostra Costituzione per mettere in luce quanto essa sia stata e sia oggi importante per la democrazia e la coesione sociale. Un tema che appassiona particolarmente gli anziani, espressione dei valori della Resistenza e dell’Italia risorta dalla macerie del fascismo e della guerra, che hanno dato vita alla Costituzione: “valori sempre attuali inscritti nel nostro DNA”.
Gabriele Parenti

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