
San Paolo – Il primo gennaio del nuovo anno Lula ha ricevuto ufficialmente l’incarico del Governo per iniziare il suo terzo periodo come presidente, però già una settimana dopo, il 9 gennaio 2023, ha dovuto “disarmare” una bomba lasciata dal suo predecessore. Bolsonaro negli ultimi mesi ha lavorato duramente per creare una sorta di instabilità politica, con l’idea di congelare il dibattito politico e rimanere nel potere, riuscendo a mantenere una piccola base estremista a lui fedele — anche senza avere il diritto di farlo.
Questi estremisti sono rimasti davanti alla caserma già dalla fine delle elezioni, e ovviamente anche dalla sconfitta di Bolsonaro, per chiedere un colpo di stato — non accettando il risultato del processo democratico e di comprovata sicurezza che esiste in Brasile. Ma questo spirito di ribellione da parte degli estremisti è nato dai vari discorsi tenuti da Bolsonaro negli ultimi anni, nonostante lui abbia utilizzato questo stesso sistema elettorale brasiliano per più di 20 anni, ed è stato anche eletto come deputato e presidente proprio con tale sistema. Ma per convenienza o per malafede, forse prevedendo già una sua sconfitta, ha scelto di dubitare del sistema proprio alla vigilia delle elezioni. Tutto questo mi sembra un po’ strano.
Le parole di Bolsonaro, già di per sé dimostrano pochissimo rispetto per la democrazia, ma anche le azioni ribadiscono il suo pensiero. L’ormai ex presidente non ha mai veramente accettato la sconfitta, disertando anche la cerimonia di cambiamento di governo. E’ andato via dal Brasile, ora si trova negli stati uniti, probabilmente vicino al suo maggiore ispiratore, Donald Trump. Bolsonaro ha scelto di lasciare il suo paese, quello che aveva giurato di difendere, nel caos che lui stesso aveva in qualche modo creato.
Le immagini dei sostenitori di Bolsonaro che invadono il senato nazionale ed anche la corte suprema sono il risultato di una gestione equivoca della politica. L’ex presidente è sì il colpevole di questa situazione che ha messo in dubbio, per i suoi sostenitori, lo stato democratico di diritto. Lui ha provocato un isteria collettiva nei suoi sostenitori per un colpo di stato, ma molti di loro nemmeno sanno cosa invocano e soprattutto a cosa andrebbero incontro. La dittatura militare ha provocato un regresso nella politica brasiliana ed anche nella società, con la crescita della differenza sociale, tanto per fare un esempio della storia più recente brasiliana.
Curiosamente mentre gli estremisti assaltavano la piazza del potere, la polizia di Brasilia rimaneva, mentre beveva acqua di cocco, a guardare senza intervenire. Una vera dimostrazione di mancanza di rispetto per lo stato e per la costituzione brasiliana. Importante sottolineare che difendere la costituzione democratica del popolo brasiliano, è difendere l’interesse di tutti, e nello stesso tempo anche i diritti di tutti. Coloro che hanno invaso il palazzo del potere, devono pagare e nessuna minaccia alla democrazia dev’essere accettata, da qualunque parte essa arrivi. Secondo le informazioni della polizia di Brasilia ben 400 sono le persone che sono state arrestate.
Niente è più importante della democrazia e dello stato brasiliano. Una volta, la grande Mercedes Sosa, conosciuta al mondo come la voce della libertà nell’America, cantò “Cuore americano, mi sveglio di un sogno strano”. Mi sembra che il sogno “strano” del Brasile durerà ancora per un po’ prima di tornare, speriamo, alla normalità..
Ennio Ricanelo
(dal Brasile per Pensalibero.it)

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