
Continua la pressione sui mercati, in ragione dei timori che possa allargarsi il contagio al settore bancario, dopo i recenti avvenimenti riguardanti la questione SVB prima e Credit Suisse poi. Nelle ultime sedute si è fatto il nome della First Republic Bank di San Francisco, la quattordicesima banca più importante d’America, che è entrata in crisi ed è crollata di oltre il 30 per cento in borsa. La fuga di capitali da queste piccole banche regionali verso le più grandi, ha di fatto creato un beneficio alle grandi Istituzioni finanziarie, ritenute più solide, cosicchè ora le diciannove maggiori, si sono accordate per trasferire trenta miliardi alla First Republic che rischiava di saltare, cin un finanziamento senza particolari garanzie, ma esclusivamente allo scopo di salvarla tempestivamente. Si tratta di un piano che potrebbe essere ritenuto credibile e il mercato potrebbe beneficiarne anche se fino ad ora non ha reagito tanto che, nel frattempo, la settimana scorsa si è chiusa con borse in rosso, con il Dow Jones a -1.19%, l’S&P a -1.10% e il Nasdaq a -0.49%. Anche il Credit Suisse, nonostante il sostegno della banca centrale svizzera, intervenuta con ben 50 miliardi di franchi, ha perso il 7%. Nelle ultime ore dalla Svizzera è emersa una offerta di un miliardo di Franchi, per un take over da parte di Ubs alla banca in difficoltà, ma l’offerta è stata ritenuta non congrua. E ora qualcuno pensa alla nazionalizzazione con il sostegno della Snb.
JPY, EURO, STERLINA E CHF.
Sul mercato valutario, il dollaro è rimasto sotto pressione, in particolar modo contro Jpy, con una discesa venerdì di circa 200 pips e chiusura in area 131.75. la pressione resta molto forte, in un ritorno prepotente della valuta giapponese come asset rifugio. La rottura di 131.40 50 area potrebbe spingere i prezzi verso 129. 20, prossimo target di breve termine. Nel più lungo periodo gli obiettivi sono individuabili in area 127.30 e 126.60. L’EurUsd invece resta tutto sommato stabile tra il supporto chiave già testato ripetutamente a 1.0520 e 1.0760, incapace per ora di violare tali livelli. Sulla moneta unica c’è una sorta di incertezza legata più che altro al fatto che la congiuntura nel vecchio continente resta debole unitamente ad una banca centrale ancora rialzista sui tassi, anche se forse siamo vicini al pivot proprio perché la crescita latita. Cable invece che tiene meglio, sull’onda di dati positivi della settimana scorsa, ma con alcune incognite che sono relative alla prossima decisione sui tassi della Boe, all’interno del cui comitato vi sono differenti opinioni sui tassi. Il consensus vede un incremento dello 0.25% con i tassi ufficiali che salirebbero al 4.25%, ma vi sono alcuni membri del board che potrebbero addirittura votare, secondo quanto abbiamo letto nelle ultime dichiarazioni, per un taglio del costo del denaro. Su 7 votanti, due quindi appaiono decisamente contrari. Parlando di altre valute, segnaliamo il franco svizzero, colpito dalla crisi del Credit Suisse con l’EurChf tornato sopra 0.9900 mentre sul UsdChf dopo una iniziale impulsività rialzista, vi è stata una correzione al ribasso.
OCEANICHE
Interessante ripresa di Aud e Nzd con il primo che tenta di violare l’area di 0.6710 20 mentre il secondo è a ridosso della resistenza chiave di 0.6270 75 area. Un superamento di tali livelli riporterebbe serenità alle due valute con possibili obiettivi anche di un paio di punti percentuali. Per quel che riguarda il dollaro canadese, invece, per ora contro dollaro, non riesce a sfondare, con UsdCad che tiene 1.3650 60. Solo una violazione di questo supporto potrebbe farci pensare ad una inversione del trend rialzista, che per ora rimane intatto. Non dimentichiamoci che il petrolio resta sotto pressione con il Wti sotto quota 70 e il Brent a 72 dollari al barile, in pieno trend ribassista.
FED BOE E SNB
La settimana entrante appare come estremamente interessante non solo sotto il profilo dei dati macro ma soprattutto in ragione delle decisioni sui tassi di Fed, Boe, ed Snb. Ci aspettiamo quindi alta volatilità e mercati estremamente interessanti e possibilmente bilaterali, dato che l’incertezza per ora, la fa da padrona.
Saverio Berlinzani

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