L’educazione civica è l’insegnate – ogni serio insegnante – che entra in classe:
nel modo di parlare, di dialogare, di insegnare, appunto; di spiegare semplicemente,
di applicare e far rispettare, le regole ; a partire da se stesso, è ovvio.
Attenzione, puntualità negli orari, decoro minimo nel vestire, corretto rapporto scuola-famiglia,
chiarezza e decisione verso quei genitori che stanno dalla parte del figlio…a prescindere.
L’educazione civica NON è , non può essere una materia ( tanto meno con i voti, come spara
qualche trombone incompetente ). Deve – dovrebbe – essere alimentata da insegnanti e presidi,
meglio se con comportamenti concordi dei genitori. NON in una sola ora, ma permeando lo svolgimento
di tutta l’attività didattica.
L’educazione civica, in particolare, può – e dovrebbe – crescere con lo studio della storia , raccontando la
quale soltanto è possibile conoscere e apprezzare il difficile, graduale affermarsi dei princìpi di tolleranza,
di convivenza, di libertà; strettamente legato, quest’ultimo, alla responsabilità che sempre dovrebbe
essere presente per indicare ad ogni giovane le possibili conseguenze di ogni azione.
Educazione civica e storia: non condivido le tue idee, ma mi batterò perchè tu possa liberamente esprimerle;
…diritti inalienabili…la Vita , la Libertà e la ricerca della Felicità…; libera Chiesa in libero Stato; ..senza distinzioni
di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali; ……..
Princìpi e metodi per tutti: dall’insegnate di Lettere a quello di Matematica; dagli alunni ai genitori, ai presidi.
Non riducibili , certo, ad una sola, specifica materia.
Adalberto Scarlino

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