La Rosa nel Pugno entra a vele spiegate nell’Unione con il viatico diretto di Prodi che ne ha incontrato gli esponenti, e nello stesso momento i radicali di Pannella devono fare i conti con la loro omologazione, meglio ancora normalità, rispetto al sistema politico italiano.
Assieme al via libera, infatti, hanno incassato due NO nettissimi ed espliciti a due delle loro proposte maggiormente qualificanti: amnistia e revisione del Concordato. Sulla terza proposta programmatica, i Pacs, si vedrà.
In questo modo Pannella e i Radicali hanno subito assaggiato “quanto sa di sale lo pane altrui”.
Infatti, l’alleanza con lo SDI di Boselli che ha consentito di dar vita alla nuova formazione politica si rivela sin dall’inizio per quello che è: uno stratagemma, ancorché necessario, per ottenere qualche parlamentare e quindi la sopravvivenza.
Per lo SDI, abituato a dover fare i conti con la realtà della politica (leggi impossibilità di realizzare i propri programmi per mancanza di peso elettorale) le porte in faccia sui temi programmatici da parte dell’Unione, non rappresentano un dramma. Per i Radicali potrebbero essere un grosso problema. Abituati da sempre al ruolo di battitori liberi della politica italiana e, quindi, a mobilitarsi per grandi battaglie, ora devono misurarsi con l’impossibilità normale di far seguire alle parole i fatti.
Un duro colpo per tanti militanti. Ed anche farina al mulino dei “fratelli separati” Della Vedova e Taradash che hanno scelto lo schieramento di centro-destra giudicandolo più disponibile alle tematiche radicali.
Amici radicali, diversi immaginari…
Abituati da sempre al ruolo di battitori liberi della politica italiana e, quindi, a mobilitarsi per grandi battaglie, ora devono misurarsi con l’impossibilità normale di far seguire alle parole i fatti.

… come la legge sulle droghe, il garantismo per la legittima difesa, la non-ICI per il clero…
La verità è che i radicali non sono socialisti, avendo un’altra storia. I socialisti italiani, essendo di derivazione “bakuniana” hanno nel loro DNA quel po’ di anarchismo, che gli fa fare battaglie di libertà, che altri socialisti e socialdemocratici non sono riusciti a fare nella storia delle varie “internazionali”. Questo, che forse è il limite per cui non hanno avuto fortuna in Italia, li ha portati nelle grandi questioni civili, ad avere vicini i radicali, che però nelle loro cose sono, appunto, “radicali” e non fabiani gradualisti. Certamente quindi su alcune cose riusciranno a fare qualcosa in comune. Dubito però che questo lo possano fare Boselli e lo SDI, che questa cultura non se la sono portata dietro avendo, l’ulivo prima e l’unione ora, una visione strategica diversa da quella dei diritti civili. Anche in questi giorni, ad una adesione di maniera, al programma ROSANELPUGNO, si è contrapposto un comportamento utilitaristico, che guarda prima ai voti che ai valori. Difatti i due grandi concentramenti dell’unione(CATTOLICI E COMUNISTI DS), che sono quelli che fanno la politica della stessa, molto spesso conducono battaglie non per idealità, ma per opportunità. Anche Boselli, che pure ha annunciato molte cose per distinguersi, (cito per tutte la commissione su tangentopoli) poi si adagia su qualche piccola mancia che gli viene data in cambio della fedeltà. Non so però per quanto molti socialisti che si trovano nello SDI (Intini per primo), accetteranno questa sudditanza senza idealità e quanto i radicali individualisti e liberisti (meno liberali: forse libertari fino al permissivismo…) saranno alleati fedeli, visti i precedenti. Non capisco poi sti nomi di Pannella: BLAIR, FORTUNA, ZAPATERO, TUTTI SOCIALISTI e non RADICALI, DUE VIVI E UNO MORTO. Al posto di Fortuna Grande uomo libero e di grandi battaglie vinte, POTEVA METTERE SE STESSO. O NO?
Giampaolo Mercanzin