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Amarcord repubblicano

Quelli che hanno fatto carriera in genere sono massoni, parlano poco e raccontano piccole barzellette innocenti.

di Giacomo Properzj | 26 Giugno 2017

Purtroppo mi toccherà disertare per sopravvenuti impegni il primo amarcord repubblicano dei lombardi (vecchio PRI s’intende). Io sono tra i più vecchi e dispongo di una tessera del 1963 ma gli altri ancorché leggermente più giovani non sono da meno: alcuni, come diceva a suo tempo Nenni di Pertini, hanno difficoltà nelle gambe, come le aveva lui in quel momento, ma testa lucida, altri sgambettano ma…

Molti di costoro hanno fatto carriera, non politica si intende, ma negli enti, nelle banche e in genere degli affari; altri non l’hanno fatta e si nota subito perché sono i più fraternamente espansivi. Quelli che hanno fatto carriera in genere sono massoni, parlano poco e raccontano piccole barzellette innocenti. All’inizio di questi convegni c’è sempre un certo imbarazzo perché, spesso, non ci si incontra da anni poi tutto si scioglie con l’aiuto del vino e l’amarcord raggiunge i vertici sentimentali previsti. Politicamente sono quasi tutti su una linea moderata, se non vogliono far capire da che parte stanno parlano di economia. In genere sono vestiti bene e mangiano con la forchetta e il coltello senza sporcarsi.

Io mi tuffo volentieri in queste amarcord, ho litigato con quasi tutti i presenti ma non mantengo nessun rancore e anzi “La nube nel giorno più nera fu quella che vedo più rosa nell’ultima sera”. Ognuno di loro mi ricorda sprazzi della mia inutile giovinezza e tanto basta per rimuovere un polveroso fondale di commozione.

Quest’anno non potrò andarci, come ho detto, perché la banda del mio paese viene a suonare nel mio giardino con tanto di presenza di popolo, di Sindaco locale, di parroco ecc. Tra l’altro viene a suonare “Estudiantina” di Émile Waldteufel che sarà poi suonata al mio funerale (il più tardi possibile) secondo le mie precise e prefinanziate istruzioni. Dovevo anche annunciare in questa breve ma popolare cerimonia il mio fidanzamento ma purtroppo la fidanzata si è rifiutata e mi ha abbandonato. Non ho fatto a tempo a trovarne un’altra e, devo dire, nel pannel dell’amarcord repubblicano, chiedo scusa, non ho guardato.

All’amico Antonio Savoia che organizza con diligenza e larghezza di mezzi questi deliziosi raduni mancherà uno, non tra i più importanti ma sicuramente tra i più vecchi e malconci e per questo chiedo qui pubblicamente scusa a lui e agli altri. Se ce la faremo ci ritroveremo l’anno prossimo sempre più maturi e bene educati.

Finisco con una raccomandazione che ormai faccio sempre che è quella di tenere sul comodino e possibilmente leggere il libro di Edward Gibbon “Declino e caduta dell’Impero Romano” di 504 pagine (se ne possono leggere 5 al giorno). Sarà utile perché la storia ritorna sempre più veloce.Un abbraccio,

Giacomo Properzj

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, banche, cerimonia, giovani, pri, savoia

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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