Fin dal 1999 ho cercato di diffondere a quanti ne erano interessati, o lo dovevano essere per incarico, la notizia della possibilità per l’Alta Velocità di passare nel nodo di Firenze in superficie e sulle sedi ferroviarie esistenti con l’aggiunta di due binari dedicati. E ciò senza andare in sotterranea. La soluzione alla luce del sole, non arreca alcuna penalizzazione al modello di esercizio voluto da Regione e Comune. Lo studio è stato pubblicato nel mese di maggio 2000 sulle rivista
Ingegneria Ferroviaria Organo dal Collegio degli Ingegneri Ferroviari con sede in Roma e non comporta alcun rischio per la idrogeologia della città. Inoltre è evidentemente molto meno costosa. Si svolgerebbe per fasi la cui conclusione consentirebbe immediate utili ripercussioni per la realizzazione di un necessario servizio metropolitano in tempi brevi. Data la snellezza avrebbe tempi corti e certi di realizzazione.Gli oppositori paventano la rumorosità: è un pretesto facilmente smontabile sol che si consideri che in città non si ha, necessariamente, Alta Velocità, la maggior parte del tracciato si svolge in trincea, parte in galleria esistente-Pellegrino-. e poi possono essere studiate barriere antirumore : certamente non del tipo di quelle da discarica che sono state finora messe in opera a San Salvi.
Con la soluzione in sotterranea si avrebbe poi l’assurdo che i lacci ferroviari in Firenze diverrebbero due di cui il secondo veramente strangolante. Si metterebbe mano – e la cosa è molto grave-
in modo irreversibile all’ultima risorsa strategica della città: il proprio sottosuolo e ciò per una deliberata volontà di spreco , non a fronte di una necessità ineludibile. Quella risorsa va lasciata alle
generazione che verranno.
Spero che la ragione della società civile alla fine prevalga nell’interesse soprattutto di Firenze e che in questo ci dia una mano, come in passato, anche San Zanobi.
Vincenzo Abruzzo
Ingegnere ferroviario

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