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Alle radici del pregiudizio antiebraico della sinistra e della destra americana

Il pregiudizio antiebraico affonda le sue radici in un processo di colpevolizzazione plurisecolare da parte della cultura cristiana. Si e’ molto discusso di quale fosse il significato originario dell’ espressione “perfidia giudaica” all’ epoca dei Padri della Chiesa. Molti studiosi sostengono che nei primi secoli dopo Cristo il termine latino perfidia non indicasse soltanto malvagita’, ma anche eresia. Non vi e’, tuttavia, alcun dubbio che nel medioevo e nell’eta’ moderna la formula (o meglio la maledizione) liturgica dei “perfidi ebrei” si sia profondamente radicata – con rare eccezioni – nella cultura popolare dell’Europa intera. Non potevano bastare neppure i sei milioni uccisi dai nazisti nel corso della Shoa a recidere completamente le radici di un disprezzo e di un odio popolare millenario. Per eliminare la legittimazione cattolica dell” antisemitismo (o antigiudaismo come lo definiscono i teologi) si dovra’ aspettare il 1965 con la dichiarazione “Nostra Aetate” del Concilio Vaticano II.

di Marco Mayer | 13 Novembre 2025

Il pregiudizio antiebraico affonda le sue radici in un processo di colpevolizzazione plurisecolare  da parte della cultura cristiana. Si e’ molto discusso di quale fosse il  significato  originario dell’ espressione “perfidia giudaica” all’ epoca dei Padri della Chiesa. Molti studiosi sostengono che nei primi secoli dopo Cristo  il termine latino perfidia non indicasse soltanto  malvagita’,  ma  anche eresia. Non vi e’, tuttavia, alcun dubbio che nel medioevo e nell’eta’ moderna la formula (o meglio la maledizione) liturgica dei “perfidi ebrei” si sia profondamente radicata – con rare eccezioni – nella cultura popolare dell’Europa intera. Non potevano  bastare neppure i sei milioni uccisi dai nazisti nel corso della Shoa a recidere completamente  le radici di  un disprezzo e di un odio popolare millenario. Per eliminare la legittimazione cattolica dell” antisemitismo (o antigiudaismo come lo definiscono i teologi) si dovra’ aspettare  il 1965 con la dichiarazione “Nostra Aetate” del Concilio Vaticano II. Altre confessioni cristiane non hanno purtroppo  compiuto questo profondo  percorso di revisione liturgica e dottrinale.  Si pensi ad esempio a buona parte delle chiese  evangeliche e/o ortodosse. Con la coquista delle Americhe il pregiudizio antiebraico si e’ diffuso oltre oceano e progressivamente sino ad oggi  in tutto il mondo.

https://cst.tau.ac.il/wp-content/uploads/2024/05/AntisemitismWorldwide_2023_Final.pdf

Con una eredita’ storica cosi’ lunga e pesante non deve  sorprendere che  oggi  negli Stati Uniti – a destra come a sinistra  – la questione dell’ antisemitismo sia riesplosa con virulenza nell’ arena politica.  Un  editoriale di dei giorni scorsi del Wall Street Journal  critica aspramente Kevin Roberts il Presidente della ultratrumpiana  Heritage Foundation.https://www.wsj.com/opinion/kevin-roberts-heritage-foundation-tucker-carlson-nick-fuentes-antisemitism-dc2cdd2b?st=f8jRC9Perche ? 

Kevin Roberts non ha avuto il coraggio di prendere le distanze dall’ex guru di Fox News Tucker Carlson (per inciso una delle persone piu’ vicine  al vice presidente JD Vance)  che ha  mandato in onda una sua intervista con Nick Fuentes, celebre per la sua ammirazione di Hitler e le sue tesi negazioniste.  E’ bene precisare che in questo caso non c’ entra il diritto al “free speech”,  ma il Wall Street Journal  critica il tono incredibilmente conciliante di Carlson, che e’ parso abdicare al suo ruolo stesso  di giornalista. Oggi l’antisemitismo e’ un tema  divisivo  nel partito repubblicano. Non c’ e’ solo il caso del Presidente della Heritage Foundation, ma anche altre vicende inquietano l’ opinione pubblica conservatrice.  Per esempio  

Politico ha pubblicato una chat dei giovani repubblicani con migliaia di messaggi filonazisti del  tipo “I love Hitler” !

Foundation https://www.politico.com/news/2025/10/14/private-chat-among-young-gop-club-members-00592146

Una divisione analoga avviene nel Partito Democratico, sopratutto dopo l’ elezione del nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani. La celebre  Antidefamation League (ADL) – che da piu’ di  un secolo combatte l’ antisemitismo –  ha deciso ad esempio di avviare uno specifico monitoraggio sulla nuova  amministrazione. https://www.adl.org/resources/press-release/adl-launches-initiative-track-and-monitor-mamdani-administration-policiesA New York vivono piu’ di un milione di ebrei, quasi tutti di orientamento democratico. Ma solo un terzo ha votato Mamdani, mentre due terzi hanno scelto Andrew Cuomo.. Il nuovo sindaco  ha sostenuto il boicottaggio delle universita’ istarliane sin  dal 2014 ed ha assunto posizioni altalenanti rispetto allo slogan  “Globalize the intifada”.https://www.politico.com/news/2025/06/29/zohran-mamdani-globalize-the-intifada-00432052Questi  atteggiamento hanno  suscitato e suscitano  forti timori nella comunita’ ebraica della citta’. Non si deve inoltre dimenticare che a New York vivono molte famiglie provenienti da paesi arabi e islamici dove c’ erano consistenti comunita ebraiche che oggi non esistono piu’. U

na parte consistente di democratici accusa la leadership di non avere sostenuto con sufficente energia i tanti studenti ebrei vittime di minacce e di violenze in numerosi capus universitari ‘ degli Srati Uniti.   Non pochi  esponenti politici democratici simpatizzanti delle campagne Propal  hanno , infine, ignorato  alcune distinzioni e pilastri fondamentali in materia di antisemitismo e antisuonismo.  Una cosa e’ criticare il governo Netanyau, una cosa completamente diversa e’ negare il diritto all’  esistenza dello Stato di Israele. Di fronte all’ emergenza dell’ antisemitismo montante  servirebbe  un approccio bypartizan perche’ c’  e’ ancora tanta strada da fare (e non solo negli Stati Uniti) per sconfiggere a destra come a sinistra chi promuove e diffonde l’ odio contro gli ebrei. Questa battaglia non puo” essere delegata soltanto agli ebrei che rapprestrano  meno dello 0,2 della popolazione mondiale. Dopo ottanta anni il totale della popolazione di religione ebraica nel mondo e’ , infatti, tornato ad essere circa 16 milioni piu’ o meno quanto prima della Shoa quando si era ridotta ad undici milioni. Combattere l’antisemitismo  significa affermare i diritti di tutte le minoranze, lottare per la piena liberta’ religiosa e in ultima analisi  impegnarsi per tutelare i diritti fondamentali della persona che come ci ha insegnato il compianto Antonio Cassese non sono una prerogativa dell’ occidente,  ma principi universali.

Marco Mayer

https://www.lafeltrinelli.it/esperienza-del-male-guerra-tortura-libro-antonio-cassese/e/9788815391803?gad_source=1&gad_campaignid=17182894279&gclid=CjwKCAiA2svIBhB-EiwARWDPjtteU2izB87lsuW1xB6pPsjzciEn2NtYXSbPSU5Ns2zdDh0QYnbGfxoCUAYQAvD_BwE

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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