La cronaca ci racconta quotidianamente di violenze inaudite indegne di un paese civile come pensavamo fosse, finalmente, diventato il nostro. Forti dei diritti umani finalmente riconosciuti e raggiunti.
Ma oggi, anziché osservare comportamenti virtuosi consoni alle conquiste civili civiche e umane, siamo immersi in una sorta di marasma di odio, di cattiveria che non s’era mai visto. Oltre a Indebolimento e decadenza di valori in cui si sprofonda vieppiù.
La violenza impera dagli stadi alle scuole materne. Si dirà che l’uomo ha dato il peggio di sé nei secoli, come la storia insegna. Nulla di nuovo, dunque. Eppure nessuno mi toglie dalla testa che questi atti inconsulti e perfidi senza senso e senza scopo , sia dovuta a una qualche alterazione della psiche . Non naturale ma indotta. Assistiamo a quanto di peggio si possa pensare a livello personale e collettivo, sebbene in gruppi circoscritti.
Maestre che picchiano i bambini a loro affidati, genitori che malmenano fino ad ammazzarli di botte perchè piangono e sono fastidiosi, spesso senza rendersene conto. Ragazzini che per passare il tempo si divertono a fare stalking e molestie a vari livelli verso loro simili fragili e indifesi per puro divertimento. E, quando qualcuno ci rimette la pelle, spesso si scopre che in realtà tutti sapevano ma nessuno parlava. E le mamme che, un tantino in ritardo, spalancano occhi falsamente attoniti e puniscono i figli che hanno contribuito, fisicamente e psicologicamente, alla morte di una persona, raccomandando loro di rispettare i vecchi e tutelarli. Li puniscono magari togliendogli lo smart per una settimana, come teppistelli qualsiasi. Non riuscendo a pensare il figlio come criminale e delinquente. Non è facile, ma chiamare bullismo questo fenomeno è davvero riduttivo.
E, allora c’è da chiedersi perché nessuno prende a cuore veramente questa piaga sociale che sta distruggendo una generazione. Con molta probabilità, quello che emerge è solo la punta dell’iceberg. Ma, certo, si dirà, ci sono anche tanti bravi ragazzi. Quelli raccontati e divulgati dai media sono eventi marginali. Ma quando la giornata si apre con raccapriccianti azioni , e quotidianamente si assiste ad atti criminosi, criminali o quanto meno riprovevoli, senza motivo apparente, ci si dovrebbe chiedere se c’è qualche stimolo, qualche incentivo che aiuta nel compierli. Perché trattasi troppo spesso di ragazzi, di minori, anche di bambini o poco più, che vengono denominati semplicemente bulli, appunto.
E così ce ne laviamo le mani.
Poi ci sono gli orrendi delitti di mafia, ai quali siamo purtroppo assuefatti. Quella mafia che ha sempre, salvo eccezioni, seguito e ottemperato a una sorta di codice d’onore che non ammetteva di colpire i bambini, anzi, incitava a difenderli.
Ora si spara per strada, vicino alle scuole e i proiettili vaganti colpiscono innocenti.
Ma ciò che più sgomenta è che alcuni magistrati ritengono l’uso della droga un’attenuante.
Chi assume cocaina prima di delinquere ottiene addirittura sconti di pena per incapacità di intendere e di volere. Siamo alla follia. Anche il carcere rieducativo è abbastanza difficile da attuare. Il carcere è intrinsecamente punitivo, anche se dovrebbe tendere a un compito di riabilitazione. Considerandone, tuttavia, la difficoltà oggettiva. Alcuni magistrati sostengono che, dato che il delitto è stato fatto sotto l’effetto di sostanze, una volta disintossicato il violento rinsavisce e magari non reitera.
Si ricordano i delitti del Circeo, ancora oggi vividi nella memoria della gente. Perchè davvero rari se non occasionali . Quelli attuali probabilmente saranno destinati a cadere nell’oblio, per assuefazione. L’eco emotiva è scandita dai mezzi di comunicazione. Tutto l’apparato mediatico emotivo sembra somigliare più ad un immenso metabolizzatore di violenza piuttosto che a un libro in cui viene impressa la memoria. Immagini, suggestioni che appaiono e scompaiono con tale velocità da dimenticare e sovrascrivere continuamente un’emozione con quella successiva.
E questo è il pericolo vero. Dunque occorrerebbe che le istituzioni ne prendessero atto e corressero ai ripari, governo in primis, cercando soluzioni idonee. Oltre disquisire, spesso, del sesso degli angeli. Perchè ne va del destino dell’attuale e delle prossime generazioni.
Che il governo si occupi anche di questo, è dovere primario.
Carla Ceretelli

Corsi e ricorsi di vichiana memoria, certo, Ma oggi purtroppo una delle cause, piuttosto sostanziosa, coadiuvanti la violenza, è sicuramente l’abuso delle sostanze di ogni tipo, deleterie specie nell’età evolutiva. Cordialmente
Buongiorno Carla, da anni mi interrogo sul degrado della società, in particolare di quella italiana. Mi torna difficile pensare che sia una degenerazione dell’Homus Erectus dato che altre comunità dimostrano di usare il tempo in modo positivo e proficuo per le generazioni a venire. Certo, ognuno è libero di ricondurre tale involuzione alle più varie cause, a me tornano in mente gli anni settanta/ ottanta , i movimenti studenteschi, i gruppi anarchici, gli estremismi e le ideologie estremiste… Azzardo che qualcuno di coloro che si rese protagonista, abbia intrapreso la carriera in magistratura, e continui nel progetto utopistico di smontare il sistema Stato attraverso sentenze assurde, spesso contrarie al pensiero comune, delegittimanti così lo Stato di Diritto esistente.
Concludo con la facile e doverosa asserzione che le cause non sono mai ascrivibili ad un solo fenomeno, comprendo altresì la difficile condivisione di queste righe, ma non mi rassegno a pensare che sia soprattutto la naturale involuzione del genere umano..
cordialmente